Enrico Redaelli

Ho una vita lavorativa che mi assorbe abbastanza. Lo stesso dicasi per quella sociale. Eppure riesco a leggere (e pure parecchio) nei ritagli di tempo. Leggo per evadere, per distrarmi dalla realtà, ma non solo.

Leggo perché sono curioso, perché ho voglia di imparare da chi è venuto prima di me.

E leggere mi piace così tanto, che alla fine i ritagli di tempo non mi sono bastati più: me ne sono cercati altri, senza sacrificare nulla.

La lettura, quindi, è divenuta così importante che adesso, senza provocare alcun tipo di incidente, riesco a leggere camminando.

Sta di fatto che adesso non posso più fare a meno dei libri: talvolta, scorrendo le pagine, ho come la sensazione di appartenere a quella storia e a quell’autore. Ed è una sensazione ineguagliabile…

Autore dell'articolo: La Redazione

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