“Mission: Impossible – Fallout” – RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Mission: Impossible – Fallout”

RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Squadra che vince non si cambia. La serie si poteva seriamente concludere con il terzo capitolo diretto da J.J.Abrams che rimane il più basso a livello di critica e di incassi ma la perseveranza di Tom Cruise hanno fatto in modo che ne uscisse un quarto e quinto capitolo che hanno soddisfatto tutti. Il gruppo di supporto viene riconfermato, tornano Ving Rhames e Simon Pegg oltre a Alec Baldwin e Rebecca Ferguson. Le aggiunte sono Angela Bassett e Henry Cavill che risulta essere un personaggio davvero ben recitato e costruito ….ecco appunti i personaggi.

C’è una grande differenza tra realizzare un film d’azione che intrattiene giusto il tempo della sua durata e poi si dimentica facilmente e un ottimo film che ci rimane impresso nella mente e che abbiamo voglia di rivedere più e più volte. Non è la spettacolarità delle scene, l’originalità delle situazioni spinte sempre al limite (e a volte anche oltre il limite) e neanche i tantissimi e curatissimi effetti speciali che ce lo rendono più bello e più spettacolare: la grande differenza è dettata dalla storia che gli si crea intorno ai quei momenti d’azione. Con questa pellicola abbiamo una solida base da tipico film di spionaggio che quasi si fa fatica a seguire visto i continui doppi e tripli giochi e dove non si sa mai se noi pubblico siamo un passo avanti ai personaggi o viceversa.

Certamente la prima cosa che viene pianificata tra la produzione, regista e…..Tom Cruise in questo caso specifico è …”quali nuove e assurde scene d’azione possiamo mettere questa volta per conquistare il pubblico? Cosa altri non hanno fatto e noi ne abbiamo la possibilità?”. Ma per fortuna Tom Cruise (e di conseguenza la produzione) si sono affidati a qualcuno che le storie le sa davvero scrivere cioè il regista Christopher McQuarrie. Prima di tutto sceglie di usare uno stile molto vintage che piace ai più nostalgici che avevano apprezzato il primo film diretto da Brian De Palma. Ma il vero colpo da maestro di McQuarrie è stato mettere al centro della sua narrazione i personaggi; far capire dove sono nella loro progressione, cosa sanno realmente di tutto il piano e sopratutto cosa fanno (e che non fanno) donandogli background e spessore. Tutta questa cura ai personaggi fa davvero progredire la storia e solo dopo arrivano i vari stunts acrobatici, le scene al limite della credibilità e i lunghi inseguimenti che fanno da riempitivo tra gli snodi narrativi.

Questo dovrebbe essere un film d’azione; il vero e indimenticabile intrattenimento è dettato dal legame e dall’interesse che si prova nel capire la trama, nel cercare di essere un passo avanti ai personaggi e affezionarsi a loro. Solo cosi si riesce a conquistare il pubblico in maniera sincera tanto da renderlo davvero contento e soddisfatto di aver visto il film e da fargli aver voglia di rivederlo ancora una volta e un’altra ancora.

Andrea Arcuri per BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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