Heidi – Francesco Muzzopappa. Recensione

Heidi – Francesco Muzzopappa


Dopo tre prove curiose, divertenti e se vogliamo, innovative, Muzzopappa segna il passo con questo Heidi. Come in “Affari di famiglia” (seconda opera di Muzzopappa), la storia è descritta dal punto di vista della protagonista. Ma se in quel libro la nobildonna decaduta al centro della vicenda è praticamente perfetta, qui l’immedesimazione dell’autore in Heidi/Chiara non riesce: lo stile (senza dubbio simpatico) è quello che Muzzopappa usa nelle interviste e nei suoi interventi sui social.
 
Paradossalmente, riesce meglio un personaggio femminile che nella storia è di secondo piano. Vien fuori bene anche il personaggio di Thomas, altro comprimario, così come anche il padre della protagonista.
 
In sostanza, ho riso di più nei precedenti libri. Qui c’è un’atmosfera che ti lascia un sorriso lungo tutte le pagine. Ma purtroppo c’è pure molto compiacimento, molto #guardacomesonobravo nel presentare in modo paradossale molte situazioni.
 
Non manca un’analisi di certa fauna milanese che merita una messa alla berlina: ma invece di essere pungente e sarcastica, pur partendo da presupposti verosimili, questa satira si attesta su un registro che non va al di là del comico parodistico (che comunque non è poco).
 
Un altro aspetto che si coglie è il voler ridicolizzare un certo tipo di tv che punta alla messa in evidenza di fenomeni da baraccone. L’argomento è sicuramente uno specchio dei nostri tempi: la mira andava raddrizzata un po’ perché anche qui si nota il voler portare tutto a un paradosso che però si rivela un fuoco di paglia.
 
Come già detto, si sorride.
 
Alla prossima, Francè…




Enrico Redaelli per BlaBla news

Autore dell'articolo: La Redazione

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