“Darkest Minds” – RECENSIONE IN ANTEPRIMA

 

Darkest Minds”

RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Qualcosa in Ruby è cambiato, nel giorno del suo decimo compleanno i suoi genitori si sono scordati completamente di lei. Viene presa dal governo e subito mandata in un campo di riabilitazione con tutti gli altri giovani ragazzi che sono sopravvissuti ad una misteriosa malattia e che, allo stesso tempo, manifestano capacità particolari quali la telecinesi, l’elettro cinesi e altre facoltà simili e più pericolose. Divisi in gruppi a seconda della loro caratteristica specifica un giorno Ruby riesce a scappare e ad unirsi ad altri figguaschi. Insieme decideranno di intraprendere un viaggio verso quello che sembra essere l’unico posto sicuro per tutti loro ma la lunga strada sarà piena di pericoli.

Trama a parte che nasconde non poche similitudini ad altre già viste quello che interessa a tutti è semplice: la saga letteraria di Alexandra Bracken da cui è tratto il film riuscirà a crearsi un suo pubblico anche sul grande schermo dopo aver venduto moltissime copie dei suoi libri? E’ ancora presto dirlo, ma siamo davvero di fronte ad un nuovo fenomeno “Hunger Games”? Gli altri capitoli della serie potranno avviare un nuovo franchise ma ci sono altrettanti casi di serie che non hanno avuto i favori del pubblico come “The Given”, “La Quinta Onda”, “Beautiful Creatures”…..la lista dei tentativi di questo genere che poi sono diventati flop commerciali è molto lunga.

Non si può dire che il film non si prenda i suoi rischi e direi anche moltissimi : il budget di produzione è elevato e si vede tutto visto le tante esplosioni e gli effetti speciali messi in scena, il gruppo di attori protagonisti sono tutti giovani e senza quasi nessuna esperienza cinematografica, il film è in uscita in piena estate un periodo non tanto fertile per i grossi incassi. Infine leggendo la trama sono inevitabili assonanze e similitudini con tutta quella serie di film ambientati in un futuro distotico con rivolte capeggiate da adolescenti con aggiunta in questo caso di elementi che sembrano presi dalla serie di fumetti “X-Men”. La pellicola della regista Jennifer Yuh Nelson non rifiuta gli stilemi tipici del genere Young Adult e non si nasconde dietro a caratteristiche e snodi narrativi classici e semplici nella loro precisa esposizione. Non cerca neanche di essere molto originale cercando di avere magari un suo stile grafico cosi da distinguersi (come ad esempio aveva fatto “Maze Runner”).

Viste le sue chiare e ben dichiarate intenzioni è forse questa la sua forza; il cercare di occupare uno spazio vuoto nei cuori di quei giovani spettatori che tanto amano queste saghe e vogliono rivederle anche se significa che poi sono molto simili tra loro. Bisogna notare che al momento non ci sono altre serie di questo tipo in attesa dei capitoli seguenti, quindi la strategia può risultare vincente andando a ricreare quel tipo di narrazione semplice, già usata e andando cosi sul sicuro. Il suo pubblico esiste già e aspetta solo di essere (nuovamente) conquistato e che gli si dia qualcosa a cui affezionarsi.

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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