“Ritorno al Bosco dei 100 Acri” – RECENSIONE IN ANTEPRIMA

 

Ritorno al Bosco dei 100 Acri”

RECENSIONE IN ANTEPRIMA

 

Christopher Robin è diventato grande, ormai si è scordato dei suoi amici Winnie The Pooh, Tigro, Pimpi e tutti gli altri. Sarà proprio adesso nel momento di maggior bisogno che tutti gli abitanti del bosco dei 100 acri faranno ritorno nella sua vita per aiutarlo a ritrovare se stesso, il legame con la famiglia e la forza di immaginare nuove e fantastiche avventure.

Marc Forster è un regista difficile da decifrare e questo non è affatto un difetto; cambia continuamente genere passando da un dramma legato al razzismo (“Monster’s Ball”), cimentandosi con un classico dei film d’azione (“007 – Quantum of Solace”), dedicarsi ad un film di zombie (“World War Z”) e tornare al genere drammatico ma con punte introspettive (“Chiudi gli Occhi”). Riuscire a realizzare un film su un personaggio cosi caratteristico non dev’essere stato molto facile anche perché significa riuscire a trasmettere tutta una componente nostalgica e fanciullesca che il regista non aveva ancora avuto modo di fare. Forse proprio chi non si è “consumato” con questo genere e ci si ritrova per la prima volta può avere le capacità necessarie per realizzare qualcosa di diverso dal solito.

Lo stile dei racconti di Winnie The Pooh ha un fascino tutto suo, qualcuno può dire semplicemente nostalgico ma aggiungerei con una aggiunta di parte più commovente e con quel suo modo di voler trasmettere particolari insegnamenti. L’autore A.A. Milne ha sempre evitato di cercare di conquistare i più piccoli con la risata facile e sfuggevole e non ha mai avuto paura di toccare quelle corde emotive più tristi e commoventi.

Tutto quanto si ritrova nel lungometraggio di Marc Forster e già solo questo, l’evitare di trasformare il film in una serie di scenette dalla facile risata “stupida”, è stata una sincera scelta stilistica che rende il massimo rispetto ai racconti di A.A.Milne. Che poi questa scelta sia anche efficace dal punto di vista commerciale è cosa ben diversa; i numeri parlano chiaro e al botteghino vincono quelle pellicole “mordi e fuggi” che fanno della ripetitività e delle risate immediate la loro arma vincente. Sono rari i casi in cui si punta su un modo diverso di arrivare al cuore dei più piccoli e solo il pubblico può determinare e modificare tale tendenza.

Si dovrebbe puntare di più su un personaggio come Winnie The Pooh con il suo stile personale che sta diventando sempre più una rarità. Non dobbiamo scordarci di lui e lasciarci sovrastare dalla frenesia delle troppe pellicole per bambini che sembrano dare soddisfazioni di tante risate ma che in realtà non lo sono…..oppure nel dare importanza al troppo lavoro…..un po’ come succede a Christopher Robin nel film

Nota : Lo scorso anno era uscito un film dal titolo “Vi Presento Christopher Robin” che voleva raccontare come sono stati creati i personaggi che conosciamo e come l’autore è riuscito a pubblicarli. In realtà non c’è legame dichiarato tra le due pellicole ma in ogni caso vi consiglio di recuperarlo anche per avere un quadro completo di questa storia.

Andrea Arcuri per BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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