Festival della Letteratura – Mantova, 5-9 settembre 2018

Festival della Letteratura – Mantova, 5-9 settembre 2018

Come è ormai consuetudine, Mantova ha ospitato anche quest’anno la ventiduesima edizione del suo ormai famoso festival culturale. E’ sempre bello vedere la città lombarda, già dinamica ed accogliente, animarsi ancora di più per ospitare una kermesse di caratura internazionale come questa manifestazione.

Corso Umberto I, il Broletto, piazza Sordello e altri luoghi della zona centrale, si sono messi all’opera fin da subito per rendere ancora più piacevole la permanenza a tutti i turisti di passaggio.

Oltre alla serie di eventi in calendario, c’era anche un’atmosfera che faceva venir voglia ancora di più di ‘stare insieme’: si respirava un clima coinvolgente che univa ospiti solitari occasionali a gruppetti di visitatori organizzati.

Il programma dell’iniziativa, articolata su cinque giorni, prevedeva la presenza di nomi di spicco dell’editoria internazionale, ma anche italiana. David Sedaris, Tom Drury, Joel Dicker, Paolo Giordano (che si è presentato con Francesco Bianconi, cantante dei Baustelle), Bianca Pitzorno (commovente il suo tributo a Genova), Marco Malvaldi (sempre pronto ad attirare pubblico con la sua verve ‘toscanaccia’), Beppe Severgnini, Alice Gimenez-Bartlett sono solo alcuni degli artisti che si sono resi protagonisti nei giorni della manifestazione. Osservando l’insieme degli appuntamenti, era possibile comprendere come per certi autori ci fosse un legame preventivo verso la città in quanto apparivano in più di un’occasione durante il festival.

Uno dei tanti percorsi che ha fatto da fil-rouge durante i giorni della rassegna è stata la retrospettiva (spalmata nell’arco di tutta la durata della manifestazione) riguardo un nutrito numero di narratori dell’ex-Cecoslovacchia, protagonisti della primavera di Praga di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario.

L’organizzazione di una ‘macchina da guerra’ come questa rassegna, diventa di anno in anno più impegnativa, eppure non si sono notate sbavature di sorta: faccio mie le parole del sindaco, Mattia Palazzi, che durante il discorso d’apertura ha sottolineato come in passato (cosa che si è piacevolmente confermata anche in questo 2018) molto del successo della manifestazione è stato ottenuto grazie allo sforzo profuso dai ragazzi volontari che a ciascuna edizione si prodigano in massa per la migliore riuscita dell’iniziativa.

Gli aspetti qualitativamente positivi di tutto l’allestimento mi sono stati confermati da un complesso di persone con cui mi sono intrattenuto nell’attesa di entrare ad un evento. Portavoce è stata Fernanda: lei e i suoi amici sono degli ‘aficionados’ in quanto vengono a Mantova da un decennio a questa parte. Fernanda mi ha ribadito come di anno in anno siano diminuiti sensibilmente i disagi relativi ai tempi di attesa per entrare ai singoli avvenimenti della kermesse.

Lei e i suoi amici provengono da parti diverse del nord Italia: talvolta gli impegni non permettono loro un’assidua frequentazione di persona nel corso dell’anno solare, ma solo sporadiche chiacchierate tramite il supporto dei social. Tutti loro sanno che il festival si svolge in un momento in cui è sicuro che si vedranno. Certo, ascoltare uno scrittore che parla della propria opera è importante, ma per loro la priorità è vedersi qui per passare del tempo insieme con Mantova come cornice.

Tutto perfetto, quindi? Quasi. Per quanto le vendite di libri non siano mancate, da utente assiduo di carta stampata, lamento che ci siano state poche librerie ad organizzare sconti promozionali in concomitanza con l’evento. Perché non incentivare ulteriormente l’utenza ad acquistare promettendo qualche riduzione in più sul prezzo di copertina?

Enrico Redaelli per BlaBlanews

Autore dell'articolo: La Redazione

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