Intervista con Jacopo Rondinelli e Fabio Guaglione. Regista e Produttore del film “Ride”

Intervista con Jacopo Rondinelli e Fabio Guaglione. Regista e Produttore del film “Ride”

 

Si è parlato di tutto con il regista Jacopo Rondinelli e Fabio Guaglione, uno dei due produttori (l’altro è Fabio Resinaro) del film “Ride” uscito da pochissimo in sala. Ecco l’intervista divisa per argomenti chiave che ne è venuta fuori…..

 

Il percorso produttivo con Lucky Red….

Si è deciso di spingere l’acceleratore anche rischiando di non piacere ma senza mezzi termini e presentandolo in maniera onesta. Rispetto al film precedente diretto da Guaglione & Resinaro cioè “Mine”, questo ha un diverso approccio a livello di linguaggio espressivo e visivo rischiando di spiazzare chi aveva visto e apprezzato proprio “Mine”. Si è deciso di fare quello che volevano e il coraggio di portarlo fino alla fine e di non avere freni. Al cinema manca il divertirsi per paura di uscire dalla “confort zone” legata a incassi sicuri. “Ride” decide di by-passare completamente la “comfort zone” lavorandone completamente al di fuori sotto tutti gli aspetti

 

Un’idea origniale che può avere un suo pubblico e un’idea di “serialità”….

Sopratutto in Italia c’è un sistema sedimentato molto grosso ed è difficile riuscire ad abituare lo spettatore a stile diversi. “Mine” ha avuto varie seconde vite con la distribuzione in home video, in vari circuiti internazionali e successive distribuzione tramite piattaforme on-demand e questo film può fare lo stesso percorso se non migliore su vari aspetti anche perchè “Mine” non era stato accolto dalla critica in maniera del tutto positiva invece “Ride”, stando a prime impressioni, sta riscontrando pareri più positivi. E’ obiettivo chiaro di fare in modo che il film non si ferma al solo vivere di un successo legato solo alla distribuzione cinematografica anche se vederlo al cinema fornisce un’esperienza immersiva totale. Ma per il tipo di prodotto e visto il pubblico a cui è rivolto può avere “mille vite” successive ed è questa la vera rivoluzione a cui bisogna mirare.

 

A livello puramente tecnico….

Si provava insieme la scena e poi al momento di girare tutti sparivano e gli attori facevano la loro scena considerando che venivano inquadrati allo stesso tempo da moltissime telecamere. Il lavoro di montaggio è stato massacrante perchè portato avanti su più fronti. Si cercava di unire quei frame con le migliori interpretazioni insieme a piccole particolari che solo le GoPro potevano cogliere e cercando infine di esaltarne la messa in scena finale con vari effetti più pop e psichedelici.

 

Realizzato in maniera diversa ma con tanto linguaggio Cinematografico di fondo….

Si rischia che la tecnica del GoPro vada a disorientare troppo e distorcere troppo la storia, ne risultasse solo come un mero esercizio di stile e la storia non avrebbe tenuto la durata di un film. Partendo da un pretesto estetico che in teoria dura solo pochi minuti si è sviluppato un arco narrativo e degli archetipi di personaggi presenti classici. È stato fatto un lavoro estetico riuscendo ad amministrare un film punk ma inserendo vere e proprie geometri estetiche e citazioni e questa cosa la stampa sembra che abbia apprezzato e capito questa cosa

 

Un modo di fare marketing diverso….la campagna Black Babylon….

Basandosi sul modello americano si è creato un sito che promuoveva una gara segreta che poi invece ha poi svelato il teaser trailer del film oppure distribuendo delle lattine facendole passare come un nuovo brand di bibita. E’ lo spettatore moderno a chiedere che l’esperienza non si esaustica nella solo visione del film che nasca prima e proceda anche dopo. “Ride” fa da apripista per questo modo di fare marketing in Italia, potrebbe funzionare oppure creare un modello che funzionerà in seguito.

 

E le critiche….

Qualcuno si lamentava che vengono lasciate domande in sospeso cosa assolutamente non vera. Si è abituati a film che ti fanno andare a casa con tutte le risposte senza lasciare nulla a cui pensare. Questo film lascia sicuramente qualcosa a cui pensare dopo la visione e magari rimane la voglia di rivederlo per capirlo meglio o sotto un altro punto di vista. Le critiche sono varie ma per ognuna ci sono state esaltazioni …questo indica che la persone ne parlano e hanno voglia di vederci cose diverse e risulta quindi vitale sotto vari aspetti.

 

Cosa può salvare l’industria Cinematografica Italiana……

Un autore di un film dev’essere prima di tutto uno spettatori perchè solo cosi si riesce a creare dei veri e propri progetti che vanno oltre la sala cinematografica. Il film è prodotto da Tim-Vision e quindi già pensato per esser distribuito in maniera diversa e magari in Italia non andrà bene ma all’estero può essere visto come “esotico” e avere un appeal tutto suo. Un esempio è Stefano Sollima che facendo un suo tipo di cinema è andato a fare il seguel di “Sicario”. L’obiettivo è aumentare la varietà di scelta dei prodotti che arrivano al cinema. Aumentare questa varietà di scelta porta anche ad aumentare il livello di realizzazione e questo porta ad arricchire noi stessi e tra un genere e l’altro . Ricordiamoci che in italia negli anni ’70 esistevano generi molto variegati e diversi quindi perchè non possiamo ritornare a questa varietà.

 

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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