Comunicato Stampa – Comitato per la valorizzazione del Dottorato

Comunicato Stampa

Comitato per la valorizzazione del Dottorato


Vice-Ministro Fioramonti “Sostengo pienamente l’inserimento nella legge di bilancio della defiscalizzazione per chi assume dottori di ricerca.”

Murari, Presidente Comitato, “Sgravi fiscali per le aziende che assumono dottori di ricerca contribuirebbero alla competitività del Paese.”

 

Basterebbero 8 centesimi a cittadino per evitare che i giovani più formati del paese lascino l’Italia. Secondo la proposta avanzata dal Comitato per la Valorizzazione del Dottorato questa mattina al Vice-Ministro Fioramonti, infatti, con 5 milioni di euro l’anno si potrebbe incentivare l’assunzione di più di 650 Dottori di Ricerca, che hanno conseguito il più alto titolo di studi del nostro ordinamento e che altrimenti rischierebbero di lasciare l’Italia.

“Sostengo pienamente l’inserimento nella legge di bilancio della defiscalizzazione per chi assume dottori di ricerca” ha dichiarato il Vice-Ministro Fioramonti, che ha aggiunto “Su questo tema anche il Ministro ha già fatto pubblicamente dichiarazioni di approvazione.”

“La proposta che abbiamo avanzato al Vice-Ministro Fioramonti”, ha dichiarato Mario Murari, Presidente del Comitato, “è focalizzata sulle Piccole-Medie Imprese (PMI) italiane e prevede 7.500 euro di incentivi annui per i primi 2/3 anni di contratto. In questo modo si permetterebbe alle PMI di conoscere il valore aggiunto che i Dottori di ricerca possono introdurre nelle loro attività in termini di competitività e innovazione.”

Dall’ultima ricerca ISTAT disponibile sul tema dell’inserimento professionale dei Dottori di Ricerca, risulta che il 12,9% di loro, una volta ottenuto il titolo, lascia l’Italia. Una percentuale che diventa drammaticamente alta nel caso delle scienze fisiche pari al 31,5%, e delle scienze matematiche ed informatiche pari al 22%. Considerando che lo stato, l’università o l’ente di ricerca investe per ciascuna borsa di studio oltre 60.000 euro e che mediamente ottengono il titolo 10.000 dottorandi ogni anno (10.200 nel 2015 secondo i dati del MIUR), la conseguenza è che circa 1.300 dottori di ricerca lasciano ogni anno l’Italia con una relativa perdita di più di 72 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i costi necessari a formare un laureato, pari a 124.000 euro circa, ottenendo una perdita totale pari a oltre 233 milioni di euro. Oltre al danno economico si aggiunge un danno in termini di competitività del Paese, che forma dei professionisti di alto livello che andranno ad arricchire e a favorire lo sviluppo di altre nazioni.

Ciò sembra essere dovuto alla scarsa consapevolezza che le piccole e medie imprese italiane hanno delle potenzialità e dei benefici aziendali che potrebbe portare un Dottore di Ricerca, in termini di innovazione, competitività e, quindi, di profitti.

Per dare un’idea della direzione inversa del mercato globale in termini di percentuale di dottorandi in aziende straniere, basti pensare che Google, in alcune filiali, ha nel suo organico circa il 30% di Dottori di Ricerca.

Durante l’incontro al MIUR il Vice-Ministro Fioramonti si è espresso anche a favore della richiesta del Comitato di adeguare le borse di dottorato al minimale contributivo INPS. Attualmente, anche dopo l’aumento ottenuto l’anno scorso dal Comitato, la borsa copre solo 11 mensilità di contributi previdenziali.

“Stiamo cercando le risorse al fine di parificare l’importo minimo delle borse di dottorato al minimale contributivo INPS” ha dichiarato il Vice-Ministro.”

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Mario Murari – Presidente Comitato per la Valorizzazione del Dottorato

Marco Chiappa – Portavoce Comitato per la Valorizzazione del Dottorato

Autore dell'articolo: La Redazione

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