Teatro Out Off in collaborazione con Michele Suozzo – IL TERREMOTO IN CILE di Heirich von Kleist

9/14 ottobre Prima Nazionale

Teatro Out Off in collaborazione con Michele Suozzo

IL TERREMOTO IN CILE

(Das Erdbeben in Chili)

di Heirich von Kleist

Ideazione e regia Michele Suozzo

traduzione, adattamento teatrale e voce narrante in scena

Patrizia Zappa Mulas

musiche originali e canzoni composte ed eseguite dal vivo da

Fabio Lorenzi (direzione, chitarre e viola da gamba)

Areta Gambaro (performance, canto e flauti dolci)

Emanuele Bertolini (live electronic, basso elettrico)

su testi di Areta Gambaro

scena e costumi Annalisa Di Piero

Solo nei momenti più atroci, in cui crolla ogni bene terreno e la natura stessa

minaccia di essere distrutta, lo spirito umano sembra sbocciare come uno splendido fiore

A prima vista questo racconto di Kleist del 1806 sembra il soggetto di un melodramma romantico. L’amore tra due giovani contrastato dalle famiglie, un malinteso delle identità, uno scambio di bambini ma soprattutto il carattere straordinario degli avvenimenti e il loro esito straziante sembrano usciti da un libretto d’opera ottocentesco. Ma nelle pieghe della trama emerge via via una visione dell’uomo e del mondo completamente estranea all’orizzonte ideologico di quel tempo e, per diverse ragioni, molto vicina al nostro.

Intanto Kleist sceglie il terremoto a Santiago del 1647, colloca cioè la vicenda in una colonia sudamericana della Spagna, tanto lontana da non essere militarmente coinvolta nella guerra per la riconquista cattolica dell’Europa che dura da trent’ani, ma abbastanza “spagnola” da giustificare le furiose manifestazioni di integralismo che squarciano il racconto e sarebbero incomprensibile in un altro momento storico ma somigliano stranamente a quelle degli integralismi religiosi e ideologici che agitano il Duemila.

Ma a rendere Il terremoto in Cile un racconto che ci riguarda intensamente sono soprattutto le intuizioni sulla complessità della mente umana e le sue contraddizioni: l’ambivalenza del desiderio che scardina e confonde l’ordine sociale e morale (due giovani reietti che trovano all’improvviso affetto e accoglienza), e le dinamiche distruttive della famiglia (tre padri che uccidono o lasciano morire i loro figli). Così, come un nervo teso tra la grande Storia e la dimensione psichica dei personaggi, il racconto è pervaso da un’atmosfera apocalittica collettiva che aspira furiosamente alla salvezza e ci è sempre più familiare: è l’irruzione dell’irrazionale nella società umana, il fanatismo che promuove la morte e l’apparizione improvvisa della solidarietà. L’intera vicenda ha l’andamento incongruente e desiderante di un sogno che diventa incubo, quella sensazione di irrealtà in cui siamo ormai abituati a convivere.

Da queste riflessioni è nata l’idea di comporre lo spettacolo attraverso un intreccio ininterrotto di piani: una voce narrante, che filtra con i gesti e le parole il testo di Kleist, e una voce del canto e delle azioni performative musicali per creare così un’ambientazione sonora che realizzi il carattere duplice dei personaggi e renda concreti i livelli più eterei, dall’onirico all’irrazionale, traducendoli in scena con atmosfere elettroacustiche fatte di bisbigli, ritmi e suoni minimalisti e ipnotici: e figurare così il persistente attraversamento del confine tra realtà e sogno.

PATRIZIA ZAPPA MULAS è un’attrice teatrale e scrittrice italiana.

Cresciuta in una famiglia di artisti (il fotografo Ugo Mulas era suo zio materno), a dieci anni viene accettata nella Scuola di danza della Scala. Terminato il liceo frequenta il corso di assistente alla regia del Piccolo Teatro di Milano. Qui conosce Massimo Castri che la convince a debuttare come attrice nell’Edipo di Seneca nella parte di Edipo adolescente. Dopo la chiusura del Centro Teatrale Bresciano, avvenuta nel 1982, prosegue come attrice con altri registi: Carlo Cecchi, Nanni Garella, Federico Tiezzi, Mario Missiroli, Luigi Squarzina, Giancarlo Cauteruccio e Beppe Navello.

Contestualmente all’attività sulla scena prosegue gli studi all’Università di Milano e si laurea nel 1988 in Estetica, con una tesi su Michail Bachtin e la teoria del romanzo.

Nel 1998 esce il suo primo libro, “L’orgogliosa”, pubblicato da La Tartaruga, seguono “Rosa Furia” e, per Nottetempo, il racconto “Tigre adorata”.

Nel 2003 ha curato la pubblicazione di “Tragedie da ridere”. Dalla signorina snob alla vedova Socrate, raccolta di sketch, commedie e atti unici di Franca Valeri. Nel 2009 ha curato la pubblicazione di Di tanti palpiti. Divertimenti musicali di Franca Valeri con i testi della trasmissione radiofonica Classic jockey che la Valeri condusse nei primi anni settanta. Inoltre nel 2004 ha curato l’edizione delle opere di Alice Ceresa, tracciandone la figura con il saggio Ritratto di Alice, pubblicato nel 2013.

Nel 2006, in prima nazionale al Teatro Manzoni di Pistoia, è in scena insieme a Franca Valeri e Anna Maria Guarnieri ne “Le serve” di Jean Genet[2]. Lo spettacolo viene ripreso nelle stagioni successive.

Nel 2013 pubblica il suo primo testo teatrale “Chiudi gli occhi”, segnalazione speciale al Premio Riccione. Il testo, prodotto dal Teatro di Roma, viene presentato in prima nazionale al Napoli Teatro Festival Italia il 24 giugno 2015. Nel 2016, sempre con la regia di Patrizia Zappa Mulas, viene portato in scena dagli allievi della Scuola di Teatro e Perfezionamento professionale del Teatro di Roma.

MICHELE SUOZZO Autore di testi sulla divulgazione musicale, è conosciuto soprattutto come autore e conduttore, insieme a Enrico Stinchelli, de La Barcaccia, trasmissione radiofonica ideata da Paolo Donati nell’ottobre del 1988 su Radio3 Rai. Il programma radiofonico che si occupa di lirica, già condotto in passato anche da Sandro Rinaldi, è oggi un cult di riferimento per ogni appassionato d’opera e non solo, in onda anche all’estero attraverso Raisat e Rai International.

Allievo di Fedele d’Amico, si laureò all’Università La Sapienza di Roma con una tesi in Storia della musica. Attivo in molti ambiti, collaborò attivamente alla Società Italiana di Musicologia, le Università La Sapienza e Roma Tre di Roma, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Massimo di Palermo e la ex casa discografica tedesca Deutsche Grammophon.

Dal 1979 al 1988 organizzò con Mauro De Cillis diverse manifestazioni teatrali e musicali, per cui in alcune di esse si avvalse della collaborazione della Società italiana di studi per il XVIII secolo.

Dal 1987 al 2004 ha insegnato Storia della Musica e Storia ed Estetica Musicale presso i Conservatori di Campobasso, Cosenza, Matera, Frosinone, Roma e Benevento. Attualmente è docente di Storia della Musica presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli (Bari).

Collabora con importanti musicisti e cantanti e con il Centro Culturale Francese, in particolare per l’attività teatrale in veste di regista. Nel marzo 2007 (dal 10 al 14) ha debuttato come attore interpretando anche il ruolo di Acomat in Bajazet di Racine, in un’edizione in lingua originale. Nel corso del 2012 ha iniziato, in veste di musicologo, divulgatore e narratore, una collaborazione artistica con il pianista Domenico Di Leo (concertista, solista, camerista e docente titolare della cattedra di Musica da Camera), mettendo a punto un progetto artistico e divulgativo dedicato alle composizioni di Franz Liszt, Richard Wagner e Giuseppe Verdi (concerto di debutto il 28 maggio 2013, nell’ambito della stagione musicale della storica Camerata Musicale Barese, direttore artistico il maestro Francesco Antonioni).

Prenotel 0234532140 lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20; sabato ore 16 >20

Ritiro biglietti Uffici via Principe Eugenio 22. Lunedì > venerdì ore 11 > 13;

Botteghino del teatro, via Mac Mahon 16 da martedì a venerdì 1 ora prima dello spettacolo, sabato h 16 >21, domenica h 15 >17

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Riduzione 12 Euro under 25 ; 9 Euro over 65 Convenzione con il Comune di Milano

Orari spettacoli martedì, mercoledì e venerdì ore 20.45; giovedì e sabato ore 19.30; domenica ore 16.00 – salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli

Parcheggio convenzionato, Garage Govone, via Mac Mahon 9 – 2€ all’ora Tel. 0233609770

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Bistrot del Teatro tel. 0249451253 (aperto dalle 18)

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Autore dell'articolo: La Redazione

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