“ Zanna Bianca ” – Recensione in Anteprima. Al cinema dal 11 Ottobre 2018

Zanna Bianca

Recensione in Anteprima

Al cinema dal 11 Ottobre 2018

 

La storia di “Zanna Bianca” è nota davvero a tutti. Era il 1906 quando è stato pubblicato per la prima volta il racconto di Jack London e da quel momento è stato visto, rivisto, editato tantissime volte e trasformato in film tante volte senza mai “invecchiare” di un attimo e lasciando intatto il suo fascino. Il tema della natura, del cambiare se stessi ma rimanendo sempre fedeli al proprio spirito, il forte richiamo alla libertà ma anche il senso di dovere e rispetto verso chi se lo merita sono argomenti sempre validi e questo racconto è sempre riuscito a veicolarli alle varie generazioni che lo hanno letto in maniera semplice ma efficace.

Il regista Alexandre Espirages ha una lunga storia nel campo dell’animazione e tra i vari titoli a cui ha partecipato non voglio ricordare solo i più conosciuti come “Happy Feet 2” bensì portarvi a conoscenza di quel piccolo capolavoro che è stato “9” come anche il cortometraggio “Mr Hublot” con cui ha vinto l’Oscar nel 2013.

Questa nuova versione fa una chiara e precisa scelta narrativa; tratta il racconto a misura di bambino e non tanto puntando sull’impatto umoristico. Sopratutto la parte in cui facciamo la conoscenza del piccolo cucciolo di lupo seguendolo nei suoi momenti di scoperta sembra quasi stiamo assistendo ad un documentario. Inoltre nel corso della sua crescita incontrerà non tanti personaggi ma ognuno di loro sarà simbolo di una morale ed un insegnamento molto preciso in modo tale che al nostro protagonista (e di conseguenza ai giovani spettatori) i vari messaggi arrivano in modo chiaro e diretto.

Il pubblico italiano ha una grande fortuna diversamente dagli altri; la voce narrante è di Toni Servillo…..mica male direi!. I momenti di narrazione in cui sono presenti solo i lupi, la natura incontaminata e la sua voce che ci accompagna lungo il percorso rimangono i più riusciti ed emozionanti del film e i giovani spettatori ne sono rimasti estasiati e molto attenti.Leggermente più banale e standard la parte più puramente narrativa cioè i vari accadimenti che portano noi spettatori da un contesto ad un altro. Quando i personaggi parlano assistiamo a situazioni e dialoghi troppo standard e ripetitive e che per abitudine sappiamo come procederanno.

I “puristi” del romanzo di Jack London forse insorgeranno ma nonostante le molte differenze con il racconto bisogna ricordarsi che un film deve raccontare una storia, a volte la sua storia e se va a discostarti dal materiale di partenza fa niente. L’importante è che il messaggio arrivi e l’intento della pellicola venga rispettato.

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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