“Red Zone – 22 Miglia di Fuoco” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 15 Novembre 2018

“Red Zone – 22 Miglia di Fuoco”

Recensione in Anteprima.

Al Cinema dal 15 Novembre 2018

Quarta collaborazione tra Peter Berg e Mark Wahlberg. Il regista sembrava, all’inizio della sua carriera, un versione meno patinata di Michael Bay con molti film pieni di effetti speciali e dal grosso budget. Pian piano la sua carriera si è poi assestata sul realizzare pellicole su “uomini ordinari in situazioni straordinarie” e nell’attore Mark Wahlberg ha trovato il suo modello ideale di personaggio. Insieme hanno realizzato “Lone Survivor”, “Deepwater”, “Boston – Caccia all’uomo” e “Red Zone” che si preannuncia come il primo di una trilogia di film o potrebbe dare il via ad una serie televisiva.

Oltre al protagonista è giusto citare i suoi compagni, almeno i più famosi. Troviamo quindi John Malkovich che è sempre un piacere ritrovare, Lauren Cohen della serie tv “The Walking Dead”, la wrestler Ronda Rousey vista nella serie “Fast & Furious” e il campione di arti marziali Iko Uwais. Spesso questi film hanno proprio nella scelta del cast e nella loro caratterizzazione il punto forte a cui poi si accompagna (in teoria) una bella storia e tanta azione di fondo.

Il film è,senza girarci troppo intorno : 95 minuti d’azione serratissima, di combattimenti in varie situazioni, di sparatorie con ogni arma e corse in automobile. Non si ferma mai, non accenna mai a rallentare, non lascia spazio alle emozioni o a momenti riflessivi e anche quando i personaggi parlano lo fanno gridando e in maniera molto veloce quasi senza prendere respiro. Peter Berg si dimostra ancora una volta uno che sa girare le scene d’azione nel migliore dei modi e senza perdere nulla nel suo percorso e facendoci capire tutto quello che succede. L’unica pecca a livello tecnico è il mancato utilizzo al suo meglio dell’attore Iko Uwais. Lui è davvero una grande campione in Indonesia e ha partecipato a moltissimi film dove la sua bravura (anche come attore) veniva ben valorizzata e sicuro il suo apice lo ha raggiunto con il dittico di film diretti da Gareth Evans “The Raid”. Peter Berg non riesce a farcelo apprezzare del tutto sicuramente per vincoli più commerciali dove sono le sparatorie, le esplosioni e l’attore Mark Wahlberg ad attirare più mercato piuttosto che i combattimenti e un attore ancora poco conosciuto all’estero.

Altri punti deboli della pellicola sono la storia e uno sviluppo dei personaggi decisamente basico ma, obiettivamente in questo caso sono davvero dei difetti?. I personaggi, in pellicole di questo tipo devono essere stereotipati e classici nella loro raffigurazione puntando tutta l’attenzione su un paio di protagonisti e anche la storia deve essere il più semplice e diretta possibile per lasciare spazio all’azione e alla velocità di narrazione. Questi rimangono dei difetti “calcolati” e che bisogna ben contestualizzati al tipo di film che stiamo guardando. Questa pellicola vuole solo intrattenerci senza puntare ad altro e quindi “dichiara” i suoi intenti fin da subito senza mezzi termini.

Peter Berg ha diretto nuovamente un’ottimo film d’azione serrato e facile da rivedere di quelli che sai già a cosa vai incontro. Dispiace molto costatare che a livello di consensi sta perdendo terreno e confrontando questo film con i suoi precedenti risulta uno dei suoi incassi più bassi.

Ma io dico : “Non Mollare Peter !! “

Il suo è un modo di fare cinema che, sicuramente ostenta il “machismo” che è in noi, ma lo fa in una maniera meno furbetta e patinata rispetto ad altri ma più diretta, sincera e cruda e forse proprio tutti questi sono i motivi per cui ha meno successo nel pubblico.

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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