Squali – Giacomo Mazzariol. Recensione

Squali – Giacomo Mazzariol

Non decolla…

L’opera seconda è la prova del nove per chiunque: si sfonda con la prima, ma con quella successiva si lascia un semplice segno.

E’ un po’ quello che è capitato al giovane Mazzariol: con “Mio Fratello rincorre i dinosauri” si era dimostrato autore di buone speranze raccontando alcuni aspetti significativi del proprio privato con lo stile semplice e fresco dell’adolescenza. Il risultato è stato un prodotto piacevole, caratterizzato da tutti i conflitti interiori che animano gli adolescenti.

Qui la tematica è interessante, in quanto si parla di giovani che all’improvviso possono diventare famosi e bruciare le tappe rispetto ad altri coetanei. La scrittura è lineare, ordinata, corretta (ci mancherebbe che fosse il contrario!): manca però il pathos, la sofferenza, la crisi. La voce narrante sottolinea la differenza tra i momenti vissuti con altri ragazzi e l’esperienza del mondo adulto vissuto con occhi post-adolescenziali. Ma si rimane freddi, forse perché a differenza del libro precedente, quest’opera è frutto di qualcosa di appositamente inventato e non vissuto direttamente. E anche se si trattasse di un’esperienza indiretta (nel senso di qualcuno che ha raccontato all’autore questo contesto di situazioni), la mancanza di coinvolgimento rimane sempre troppa: Mazzariol non la introietta abbastanza per farla diventare sua al punto da trasmettere il ‘dramma’. Rimane quindi una buona esercitazione di scrittura, che però si tiene a distanza di sicurezza: sembra quasi voler gettare il famoso sasso nel lago, ma poi vuole pure nascondere la mano.

Eppure, il titolo precedente, come già detto, sembrava essere promettente: il testo era corroborato da un’aura grezza (intesa come qualcosa di spontaneo, non come qualcosa di non ‘raffinato’) che apriva orizzonti di emozioni forse già sentite ma, proprio perché vere e vissute, comunque apprezzabili. Il testo precedente era di sicuro una nuova forma di romanzo di formazione dove lo stesso Giacomo imparava a relazionarsi con questo fratello fuori dagli schemi.

Anche ‘Squali’, a modo suo, vorrebbe essere un romanzo di formazione, un romanzo di scelte epocali: ‘Squali’ (titolo che poi non mi risulta giustificato completamente) parte ma non arriva del tutto al destinatario.

E’ prematuro esprimere un giudizio complessivo su un autore così giovane. Aspetterei -con discreta curiosità- una terza prova prima di sbilanciarmi definitivamente.

Enrico Redaelli Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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