Manifatture Teatrali Milanesi – ANNA K – UNA VIVISEZIONE DI ME. Dal 17 al 27 gennaio 2019

dal 17 al 27 gennaio 2019 / Sala Cavallerizza

Produzione MTM

Manifatture Teatrali Milanesi

ANNA K – UNA VIVISEZIONE DI ME

liberamente ispirato ad “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

di e con Debora Virello

primo spettatore Simona Gonella – disegno luci Marco Meola –  foto di scena Alessandro Saletta

grazie a Francesco D’Agostino, Federica Fracassi, Luigi Scoglio

durata dello spettacolo 1 ora Si consiglia la visione ad un pubblico adulto

Debora Virello porterà in scena per il secondo anno consecutivo e avendo riscosso molto successo nella stagione scorsa per MTM Teatro, Anna K, capolavoro di Tolstoj, monologo scritto e interpretato da lei con energia e passione incontestabili.

Anna K è la storia di una donna che non ha più voglia di parlare perché le sembra di aver già detto tutto e spiegato troppo, una donna che non riesce più a vivere nella finzione, una donna che, come l’eroina tolstoiana dalla quale prende ispirazione, si dibatte nello straordinario conflitto tra realtà e desiderio.

In scena Anna cerca di conciliare il matrimonio e il figlio con una grande passione, l’immagine di un corpo che cambia con quella di una gioventù e una bellezza ormai passate, manie compulsive e desiderio di trasgressione. Un’eroina moderna che mette in campo ultimi tentativi per essere felice, mostrando tutte le sue fragilità e nevrosi.

Anna K è la Karenina, ma sono anche io. Oggi.

Mie sono le sue paure di non essere adeguata, di essere superata, di non essere mai stata all’altezza; mia è la sua sofferenza di vedere troppo poco un figlio in nome di una passione (che poi questa passione si chiami Vronskij o Teatro poco importa), mia la sua stessa decisione di non avere più niente da perdere.

Scegliere, in scena, di non voler più parlare e ricorrere solo a frammenti audio e messaggi vocali pre registrati ha, come ben espresso nel frammento video, usato durante lo spettacolo, di “Persona” di Bergman, il valore di un suicidio artistico e quindi di una protesta:

il Teatro non può più avere luogo perché il pubblico non è più in grado di lasciarsi incantare come spettatore attivo, perché l’artista non crede più, è stanco di raccontare e cedere vita in cambio di rappresentazione, perché il dramma non è più una struttura in grado di commuovere.

Quale che sia la ragione non mi è più possibile fingere!

Io, come Anna, devo uscire dalle convenzioni!

Per questo mi denudo, lotto, cerco una via di fuga, chiedo a chi guarda di volermi vedere davvero, di tornare ad essere parte di un rito e non inerte fruitore; per questo lo chiamo a testimone di una comicità involontaria, umana, ridicola e goffa, lo spingo a non volersi accontentare di un “bello” puramente decorativo, ma a cercare i segni di una non cura volontaria e faticosa; per questo li obbligo ad un angolo di visione scomodo, che non renda la fruizione facile, ma frutto di una scelta.

Lontana da una convenzione rassicurante e ipnotica.

Eppure sarebbe così facile avervi subito dalla sua parte. Lei sa cosa vi piace.

Lo sa esattamente, con precisione eppure non ve lo dà. Non può darvelo.

Perché per lei è troppo poco. Vuole di più. Vi vuole di più.

Vi vuole come vi vuole lei”.

Debora Virello

L’inganno fra teatro e vita è uno dei temi più laceranti della pratica teatrale, e Debora Virello lo sa bene quando decide di esporsi in tutta la verità della sua vita vera attraverso frammenti narrativi, parole e immagini, che si alternano ad azioni fisiche, canzoni, registrazioni di telefonate, spezzoni di pubblicità televisiva alternata a sequenze tratte dai film realizzati negli anni sul personaggio di Anna Karenina di Lev Tolstoj pubblicato per la prima volta nel 1877.

Ma cosa c’entra la Karenina con Debora? C’entra perché il personaggio diventa l’aspirazione dell’attrice Debora, ma anche della donna Debora, della madre, della giovane attrice a Roma, nei suoi inizi di carriera, durante un inverno rigido nella città capitolina. E la neve del romanzo si confonde e cade lentamente su un amore contrastato della giovane attrice, bella, molto bella, ritratta da alcune fotografie in bianco e nero che la stessa – Debora-donna-attrice di oggi – distribuisce al pubblico presente in sala, per poi distruggere lei stessa in un trita-documenti elettrico comprato su Amazon, che trasforma tutto in piccole strisce di carta, coriandoli, pulviscoli di vita, neve che si scioglie, così come il corpo femminile si trasforma inevitabilmente, negli anni, per effetto della vita.

A loro volta questi pezzettini di carta, frammenti minuscoli di bellezza, diventano la neve finta sparsa a terra da Debora, sui finti binari del treno, tracciati a terra con lo scotch di carta, da lei stessa oggi, dopo aver indossato in modo goffo il costume teatrale di un ipotetica Karenina mai interpretata, meno bella, meno fatale, ma donna/attrice/performer di se stessa e della propria vita e delle proprie aspirazioni di interprete, in contrasto con un messaggio vero del figlioletto custodito nella memoria digitale di una chat di Whatsapp: “Mamma tu per il teatro hai un cuore grande, ma per me hai un cuore piccolo”. La commovente folgorazione della performance sta nel suo svolgimento, che procede per afasie, accelerazioni, bruschi arresti, appunti narrativi vocali pre-registrati e ‘mandati in onda’ da un tecnico complice, anche lui di Debora, della vita di Debora e dell’attrice lì presente, proprio in quel momento, pronto a offrirgli il tabacco per fare una sigaretta, o a cambiare una musica, entrando in scena non più come professionista incaricato del suo lavoro, ma come connivente e primo spettatore della vita di Debora/Anna. Il procedimento generale ricorda alcune performance degli anni ’70, e forse anche di una Perla Peragallo ispirata in Avita Murì in coppia con uno straordinario e epico Leo de Berardinis.

Un’altra felice intuizione è proprio quell’ultima frase che compare sullo schermo del televisore al termine di tutto: Which Anna has delivered the best performance? Quale Anna ha prodotto la migliore performance?

A. Syxty

INFORMAZIONI

MTM Sala Cavallerizza
Corso Magenta, 24
da giovedì a domenica – ore 19.00

Biglietti: Intero 12€ – Under26 – 10€ – Over65 – 10€ – Under12 – €10

Abbonamenti: Arcobaleno – 6al Litta – UNI 4al Litta – UNI 4al Leonardo – Carta Regalo – CONTENUTI ZERO VARIETA’ – Abbonamenti liberi a partire da €40.

BIGLIETTERIA MTM

02. 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it

Autore dell'articolo: La Redazione

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