“Non ci Resta che il Crimine” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 10 Gennaio 2019

“Non ci Resta che il Crimine”

Recensione in Anteprima.

Al Cinema dal 10 Gennaio 2019

“Non ci resta che il crimine” è il primo film che possiamo definire di genere “Commedia Italiana” che esce nel 2019 e si presenta davvero con un ottimo e originale spunto narrativo. Siamo a Roma nel 2018 e tre amici con scarsi mezzi economici e un forte talento creativo decidono di organizzare un “Tour Criminale” di Roma alla scoperta dei luoghi che furono teatro delle gesta della Banda della Magliana. Per un imprevedibile scherzo del destino vengono catapultati negli anni ’80 proprio nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna ma sopratutto si ritrovano faccia a faccia con alcuni membri della Banda che all’epoca gestiva le scommesse clandestine. Per i tre amici potrebbe rivelarsi una ghiotta occasione di riscatto per riscrivere il proprio futuro ma i guai sono dietro l’angolo e tra un Boss che vuole ucciderli e una vulcanica ballerina che si mette in mezzo ecco che le cose si complicheranno davvero molto.

Tutto si ferma all’ideazione di fondo e la parte fantastica (il viaggio nel tempo tramite un portale) è solo un pretesto perché non c’è davvero nulla oltre il fatto che abbiamo a che fare con tre amici che creano (a volte a loro stessi) solo problemi e complicazioni e senza vere ragioni. Tutto nel film è approssimato e poco curato, neanche la scenografia visto che capiamo di essere nel 1982 da alcuni poster sulle parete e i molti costumi e e il film non fa altro che accumulare situazioni su situazioni, senza un criterio narrativo e senza alcun interesse per i personaggi che sta mettendo in scena. 

Si cerca cosi di mischiare il fantasy con i tipici personaggi e situazioni della commedia italiana ma ci si dimentica di dare al pubblico un vero sentimento…. magari farlo ridere?….essendo una commedia! Non c’è mai un vero divertimento che trasporta lungo la pellicola ma assistiamo ai vari personaggi che corrono all’impazzata tra una scena e l’altra come se l’unico modo per intrattenere il pubblico sia scaraventarlo velocemente lungo tutte le situazioni assurte che i nostri protagonisti si ritroveranno a vivere. Marco Giallini e Alessandro Gassman sono messi in condizioni di ripetere archetipi già sfruttati cosi come anche Ilenia Pastorelli nel suo tipico ruolo di donna un po’ “caciarona” e fuori dagli schemi. Gli unici che ne vengono fuori bene sono Edoardo Leo in un inedito ruolo da cattivo davvero convincente e Gianmarco Tognazzi, unico vero personaggio che ha una crescita in tutto l’arco narrativo.   

Il regista Massimiliano Bruno era partito molto bene con “Nessuno mi Può Giudicare” che cercava di puntare sul cambio di prospettiva sradicando la commedia romana e cercando nuova linfa ma pian piano le sue pellicole hanno avuto minor riscontro e già nel suo film del 2017 dal titolo “Beata Ignoranza” metteva in evidenza una raffigurazione e messa in scena stantia e privo di originalità. Stavolta ci prova ad essere originale ma solo nelle intenzioni.

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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