“Storia di Un Impiegato” di Fabrizio De Andrè – Al “Factory 32” Sabato 12 e Domenica 13

 

“Storia di Un Impiegato”

di Fabrizio De Andrè –

Al “Factory 32”

Sabato 12 e Domenica 13

“Storia di un impiegato” è un concept album del 1973, un disco che potrebbe essere un romanzo, un’opera teatrale, un film. Fabrizio De André tratteggia in quest’album la storia di una ribellione sognata, tentata, fallita e, infine, paradossalmente riuscita. È la rivolta di un impiegato, simbolo della mediocrità della società borghese degli anni ’70, anni in cui, alla violenza degli estremismi terroristici, lo spirito rivoluzionario del ’68 andava perlopiù sopravvivendo in azioni anarchiche, individualiste e sempre irrimediabilmente sterili.

Molte di quelle tematiche, rilette oggi, rimangono inalterate: la ricerca di un senso di appartenenza, la solitudine, il senso di sconforto. L’impiegato di oggi, che possiamo rileggere come “uomo comune” è immerso nella stessa impossibilità a creare una vera relazione con la società che lo circonda e che lo porti a sviluppare quel senso di appartenenza collettivo.

Sulla base di questo parallelismo lo spettacolo si svolge da un lato riproponendo le poetiche dell’album, riarrangiato e suonato dal vivo, e dall’altro mediante la messa in scena di un protagonista, l’impiegato-persona di oggi, che attraverso un linguaggio contemporaneo mette in luce i conflitti e le tematiche tutt’ora presenti.

Questo spettacolo non è semplicemente la riproposizione musicale dell’album: in chiave più teatrale, è una rilettura e un confronto – attraverso le parole dell’uomo di oggi – di quel mondo evocato, a distanza di tanti anni. Un mondo contemporaneo in cui “le piccole guerre quotidiane si vincono e si perdono nel più assoluto silenzio”

“…per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…”  Fabrizio De André

Teatro del Simposio
Gruppo milanese di sperimentazione che lavora su molteplici forme teatrali, nato da comuni esperienze formative e professionali elaborate nel corso degli anni. L’incontro tra Francesco Leschiera, Alessandro Macchi e Antonello Antinolfi avviene innanzitutto su un aspetto contenutistico che ha creato un filo conduttore nelle produzioni del gruppo: l’esigenza di raccontare l’identità dell’uomo, psiche e materia, delle sfaccettature che gli appartengono in modo universale e che si legano alla concretezza della vita e al vissuto individuale. Il lavoro si sviluppa dal testo, individuando ed evidenziando la tematica che si vuole affrontare e il messaggio da comunicare. Da questa impronta nasce la costruzione dei personaggi che parte dall’elaborazione delle fisicità e vocalità. Spesso lo spunto viene da opere d’arte, in particolare i quadri di Francis Bacon, ma anche dalla gente comune: entrambi, seppur molto diversi, sono fonte di interpretazione e rielaborazioni importanti. Attraverso l’improvvisazione sul corpo e sulla parola, che si fondono gradualmente nel lavoro in sala prove, si raggiunge la messinscena finale. Il fine è quello di trasmettere al pubblico non un messaggio univoco, ma uno spunto di riflessione sul mondo e sull’uomo che lo vive, lo sperimenta e lo agisce. La compagnia, fondata nel 2012, lavora fin da subito con i teatri milanesi: Teatro Linguaggi Creativi , Spazio Avirex Tertulliano, Teatro Libero, Teatro Verdi, Teatro Litta dove nel 2014 viene selezionata per una residenza di due anni. Il gruppo, oramai al quinto anno di attività, si è esibito in varie località d’Italia (Roma, Napoli, Brescia etc.) riscuotendo un buon riscontro da parte di pubblico e critica.

A3 Apulia Project
Il progetto degli A3 Apulia Project nasce da un’idea dei fratelli Fabio e Walter Bagnato. Il nome è preso in prestito da quello della più famosa autostrada del Sud (la Salerno-Reggio Calabria) perché, come l’autostrada A3 è un’arteria importante che collega diversi punti del Sud, allo stesso modo la musica degli A3 Apulia Project si pone come collegamento per un ideale viaggio nel Mar Mediterraneo, da sempre portatore di nuove culture che si mescolano alle antiche tradizioni del Sud Italia. La passione per il viaggio e per la propria terra è da sempre fonte di ispirazione primaria degli A3 Apulia Project . Il gruppo unisce all’interno della propria musica tutto il folklore e il calore di una grande regione (idealmente riconosciuta nelle terre che circondano il Mediterraneo) fatta di diverse suggestioni, culture, usi e costumi, insieme a una concezione poeticamente lucida e sagacemente critica dell’attualità, dando vita a un etno-folk-rock contaminato da diverse matrici legate alla musica popolare e ai grandi cantautori italiani. Le radici degli A3 Apulia Project non sono racchiuse solo entro il confine geografico della Puglia, regione d’origine della band, ma in ogni terra “gemella”, fino a disegnare quest’unica regione, il Mediterraneo, intesa come patria musicale e madre generosa, dagli stimoli infiniti. Il gruppo, all’undicesimo anno di attività, si è esibito in numerosi concerti in Italia e in Europa riscuotendo successo da parte di pubblico e critica e vincendo vari premi (Premio Andrea Sacco, MEI Musica è Lavoro, Orvieto Folk Festival, etc.). Il gruppo ha all’attivo tre album (Trasudando, Odysseia, Murex) prodotti dalla casa discografica romana CNI di Paolo Dossena (già produttore e manager di Luigi Tenco) ed è presente in numerose compilation.

Recensioni

Silvana Costa
http://www.artalks.net/storia-un-impiegato/

Valeria Prina
http://www.spettacolinews.it/storia-di-un-impiegato-visto-al-teatro-libero-20180579248.html

Alessio Corini
https://www.milanofree.it/201805269801/milano/teatro/storia_di_un_impiegato_a_teatro_libero_francesco_leschiera_rilegge_de_andre.html

INFO E PRENOTAZIONI:
info@factory32.it

POSTI LIMITATI

 

Autore dell'articolo: La Redazione

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