“Dragon Trainer : Il Mondo Nascosto” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 31 Gennaio

“Dragon Trainer Il Mondo Nascosto” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 31 Gennaio


La saga di Sdentato e Hiccup tratta dai libri di Cressida Cowell era partita senza tante pretese, consapevole di non poter aspirare a grandi incassi e contrastare con i colossi della distribuzione dell’animazione. Invece il primo film aveva convinto il pubblico con un incasso totale di 500 milioni di dollari e sopratutto conquistando la critica. Il secondo era uscito a distanza di 7 anni e l’incasso totale era stato di 620 milioni di dollari a ancora una volta la critica aveva promosso il film a pieni voti. Il terzo capitolo era d’obbligo e viene realizzato nel migliore dei modi. 

La particolarità di questa saga è legata a due fattori precisi : il voler puntare ad una maggior velocità narrativa e nella realizzazione di straordinari momenti d’azione e il coraggio di costellare i film con momenti anche tristi e delle vere e proprie perdite di personaggi anche importanti e anche dalla parte dei “buoni”. 


Il gruppo di vichinghi vive ormai in pace con i propri draghi. Un giorno arriva a minacciare il loro equilibrio quello che viene definito il maggior cacciatore ancora in circolazione che vuole prendere Sdentato e per farlo usa come esca una Furia Chiara. Inoltre Hiccup decide di andare alla ricerca del Mondo Nascosto che, secondo le leggende narrate dal padre, è l’unico luogo dove i draghi possono vivere in pace….seguiamo quindi i nostri eroi nell’affrontare il nemico più grande e andare incontro al proprio destino.


Si parlava di particolarità e anche questo capitolo riesce ad avere una narrazione molto veloce che mai si ferma e mai stanca e i bei momenti più sensibili e descrittivi si incastrano bene nel film perché funzionali alla storia dove ogni personaggio ha una sua maturazione e cambiamento nella storia. Sono passati dodici anni dal primo film e ormai ci siamo affezionati a questa storia e, per fortuna si sceglie di non puntare sull’effetto divertente e ridicolo ad ogni costo che arriverebbe a produrre solo un effetto consumistico facilmente dimenticabile. La trama è semplice e diretta ma il peso enorme del rapporto d’amicizia tra Hiccup e Sdentato è fortissimo fatto anche di scelte sofferte e non cosi semplice. Proprio questa complessità nel loro rapporto ci ha permesso di vederli crescere e cambiare come è giusto che sia. 


Il finale di questa trilogia ha il gusto dolce amaro perché parla di libertà e di accettazione del proprio destino da parte di tutti. La saga giunge al termine e anche in questo la Dreamworks dimostra un grande coraggio nel voler chiudere un arco narrativo in maniera definitiva (a meno di ripensamenti) e precisa con un bell’inizio, uno splendido capitolo centrale e una degna conclusione. Una saga che funziona nel suo insieme da vedere tutta e da custodire con cura.


Andrea Arcuri Radioblabla 

Autore dell'articolo: La Redazione

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