LaVerdi – Giuanin Pipèta Sabato 2 febbraio 2019, ore 16.00 e Romanticismo tedesco con Lonquich dal 31 gennaio al 3 febbraio

Romanticismo tedesco con Lonquich

Nella doppia veste di solista e direttore
il musicista tedesco affronta con laVerdi

due capolavori di Schubert e Schumann

Giovedì 31 gennaio 2019, ore 20.30

Venerdì 1 febbraio 2019, ore 20.00

Domenica 3 febbraio 2019, ore 16

Auditorium di Milano, largo Mahler

Robert Schumann Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54

Franz Schubert Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944 “La Grande”

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore e solista Alexander Lonquich

Eccezionali eredi della rivoluzione beethoveniana, Franz Schubert e Robert Schumann rappresentano il cuore pulsante del Romanticismo tedesco. A loro e alla loro inquieta genialità si rivolge Alexander Lonquich, uno dei più acclamati pianisti della sua generazione. Giovedì 31 gennaio (ore 20.30), venerdì 3 febbraio (ore 20.00) e domenica 3 febbraio (ore 16.00) nella doppia veste di direttore e solista, il musicista tedesco affronta insieme all’Orchestra Verdi due tra le più evocative composizioni di quella stagione dorata, veri e propri capisaldi del repertorio sinfonico e concertistico.

All’Auditorium di largo Mahler verrà proposto in apertura il Concerto per pianoforte e orchestra in La min. op.54, di Robert Schumann, che racconta in musica la grande storia d’amore con sua moglie Clara, acclamata pianista che ne eseguì sia la prima versione ridotta del 1841 che quella completa del 1845. Questo fu anche il primo e l’unico concerto scritto da Schumann che aveva composto principalmente per pianoforte, dedicandosi anche alla trascrizione di alcune delle opere per pianoforte di Franz Schubert, che egli ammirava immensamente. E proprio a Schumann si deve la riscoperta dell’altro capolavoro in programma: la Sinfonia n.9, conosciuta come La Grande di Franz Schubert, composizione che il genio  viennese in vita  non ebbe la gioia di sentire eseguire. Solo grazie all’interessamento di Schumann la Sinfonia fu eseguita per la prima volta nel 1839 al Gewandhaus di Lipsia, diretta da Felix Mendelssohn, ottenendo da subito un grande successo.

Conferenza introduttiva

Giovedì 31 gennaio 2019 ore 18.00 – Ingresso libero

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo – Largo Mahler

“La rivoluzione della forma-sonata”

Relatore Enrico Reggiani (In collaborazione con Università Cattolica)

Biglietti serie Verdi: euro 36.00/16.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org  www.vivaticket.it.

Programma

Robert Schumann Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54

Il concerto è il primo e l’unico scritto da Schumann, che si era dedicato fino ad allora alle composizioni per pianoforte solo. Dopo la soddisfacente prova della Prima sinfonia e contemporaneamente alla prima versione della Quarta, egli decise di affrontare la forma del concerto che dopo Beethoven aveva già avuto illustri continuatori.  E così nel maggio 1841 scrisse di slancio per la moglie Clara una fantasia in La minore per pianoforte e orchestra. eseguito o in forma privata a Lipsia nell’agosto del 1841 da Clara, considerata la migliore pianista dell’Ottocento. Fu nel giugno 1845 che Schumann decise di trasformare la Fantasia del 1841 in un regolare concerto in tre movimenti, componendo dapprima il finale e poi l’intermezzo centrale; il lavoro fu completato il 16 luglio ed eseguito a Dresda il 4 dicembre da sua moglie Clara, direttore Ferdinand Hiller

Sviluppando e completando la Fantasia del 1841, Schumann realizzava l’idea romantica di scrivere una musica che superasse i limiti e le distinzioni tra le forme tradizionali: “qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata”, come scriveva a Clara già nel 1839. In effetti il Concerto in la minore è lontanissimo dalla concezione classica e rappresenta una forte novità per l’epoca per l’insolito rapporto che c’è tra pianoforte e orchestra, ove il dialogo e la collaborazione regnano sovrani; non più sfida aperta, ma totale armonia, come se pianoforte e orchestra conducessero uniti una loro battaglia. Criticato all’epoca per lo scarso  virtuosismo pianistico presente nel lavoro, contrariamente alla moda concertistica del tempo, oggi il Concerto in la minore è considerato tra le espressioni più autentiche della personalità schumanniana per la qualità e la varietà dell’invenzione musicale.

Franz Schubert Sinfonia n. 9 in Do maggiore D 944 “La Grande”

La prima notizia della Sinfonia n.9, il cui nome, La Grande, serve a distinguerla dalla più breve e concisa Sesta, pure in Do maggiore, comunemente conosciuta come La Piccola, risale a una lettera del 1825, a firma di Eduard von Bauernfeld, che aveva ospitato il compositore, suo intimo amico, presso la località montana di Gastein durante l’estate. La partitura fu inviata dall’autore alla Società degli Amici della Musica di Vienna (probabilmente nel 1826) nella speranza di poterla portare di fronte a un pubblico; dopo una prova di lettura a porte chiuse, della quale non conosciamo esattamente né data né direttore, il lavoro fu scartato (troppo lungo e difficile per quella che, in fondo, non era che un’orchestra amatoriale) e cadde nell’oblio. Così Schubert morì senza avere mai sentito eseguire il proprio capolavoro.

Nel 1838, dieci anni dopo la morte dell’Autore, Robert Schumann di passaggio a Vienna, fece visita a Ferdinand, fratello di Franz e quest’ultimo gli mostrò il manoscritto della sinfonia, abbandonato tra le tante carte lasciate dal compositore. Schumann ne rimase folgorato. “Chissà per quanto tempio ancora – scrisse – essa sarebbe rimasta in quell’angolo oscuro e polveroso, se io non avessi subito persuaso Ferdinand Schubert a spedirla alla direzione dei concerti del Gewandhaus di Lipsia, o anche allo stesso artista che vi presiedeva”. L’artista cui si fa riferimento era nientemeno che Felix Mendelssohn Bartholdy, il quale l’eseguì il 21 marzo 1839 di fronte a un pubblico entusiasta, così come entusiasta fu la recensione firmata dallo stesso Schumann, che così scriveva sulla sua rivista, “Zeitschrift für Musik”: “Chi non conosce la Sinfonia in Do maggiore conosce ben poco di Schubert; e questa lode può sembrare appena credibile se si pensa a tutto quello che Schubert ha già donato all’arte. Oltre a una magistrale tecnica della composizione musicale, qui c’è la vita in tutte le sue fibre, il colorito fino alla sfumatura più fine, v’è significato dappertutto, v’è la più acuta espressione del particolare e soprattutto infine v’è diffuso il romanticismo che già conosciamo in altre opere di Franz Schubert. E questa divina lunghezza della Sinfonia, questo sentimento di ricchezza profuso dovunque ricrea l’animo. […] Questa Sinfonia ha dunque agito su di noi come nessuna ancora, dopo quella di Beethoven”. 

Biografie

Alexander Lonquich, pianoforte

Alexander Lonquich è nato a Trier, in Germania. Nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto in passato con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista. Un importante ruolo lo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera. Alexander Lonquich, infatti, ha avuto modo di collaborare con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Nicolas Altstaedt, Vilde Frang, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger, Frank Peter Zimmermann. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or”, il “Premio Abbiati” (come miglior solista del 2016) e il “Premio Edison” in Olanda.  Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato, con la moglie Cristina Barbuti, un duo pianistico che si è esibito in Italia, Austria, Svizzera, Germania, Norvegia e USA.  Inoltre, nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista spaziando da C.P.E. Bach a Schumann e Chopin, del quale ha inciso, su un pianoforte Erard insieme a Philippe Herreweghe, il Concerto in fa minore per il Frederick Chopin Institute. Nel ruolo di direttore-solista, Alexander Lonquich collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova – con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento sull’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart – e, tra le altre, ha lavorato con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano. Di particolare rilievo è stato, nella primavera 2009, il progetto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI nel quale, in cinque differenti concerti, è stata presentata l’integrale delle Sinfonie di Schubert accostate ai Concerti per pianoforte di Beethoven. Si esibisce regolarmente per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con la quale dalla stagione 2011/12 collabora anche come direttore-solista.  La stagione 2018/19 prevede per Alexander Lonquich, tra le altre, una serie di recital con Cristina Barbuti, con tappe a Bergamo, Pisa e Trento, una serie di recital solistici (tra le altre a Ferrara, Milano, Palermo, L’Aquila e Firenze), progetti da camera con il Quartetto Ebene e in duo con Nicolas Altstaedt, collaborazioni con l’Orchestra Verdi di Milano e l’Orchestra Leonore di Pistoia. Alexander Lonquich svolge anche un’intensa attività concertistica all’estero: è stato “Artist in Residence” nella stagione 2015/16 presso la NDR Elbphilharmonie Orchester (Orchestra della Radio della Germania del Nord) di Amburgo, e poi nell’edizione 2017 del Festival della Primavera di Praga, dove si è esibito anche nel ruolo di solista e direttore con la Camerata Salzburg. E’ frequente ospite di festival di rilievo internazionale, tra i quali Schubertiade, Lockenhaus, Mozartwoche Salzburg in Austria, Beethovenfest Bonn, Ludwigsburger Schlossfestspiele e Sommerliche Musiktage Hitzacker in Germania. Tra gli impegni salienti fuori Italia citiamo collaborazioni con la Stuttgarter Kammerorchester, la Münchener Kammerorchester (per l’integrale dei cinque Concerti di Beethoven), la Potsdam Kammerakademie, la Camerata Salzburg, con cui sarà in tournée in Belgio e Olanda nella primavera del 2019, oltre a recital e concerti di musica da camera in numerose sale europee, tra le quali la Philharmonie e la Pier Boulez Saal di Berlino, la Konzerthaus di Vienna, l’Auditorio di Madrid.  Dopo aver effettuato incisioni per EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert, ha iniziato una collaborazione con la ECM registrando musiche del compositore israeliano Gideon Lewensohn ed un CD di musica pianistica francese dell’inizio del XX secolo con gli Improptus di Fauré, Gaspard de la nuit di Ravel e i Préludes di Messiaen. In seguito ha ha inciso, sempre per ECM, la Kreisleriana e la Partita di Holliger e un CD interamente dedicato a Schubert insieme a Carolin Widmann.   La sua pubblicazione più recente (ottobre 2018) è un doppio CD per l’etichetta Alpha-Outhere intitolato “Schubert 1828” e contenente le Sonate D958, D959 e D960.  Ai numerosi impegni concertistici, Alexander Lonquich ha affiancato negli anni un intenso lavoro in campo didattico tenendo master-class in Europa, Stati Uniti ed Australia. Ha collaborato inoltre con l’Accademia Pianistica di Imola, l’Accademia Musicale Chigiana e la Hochschule für Musik di Colonia. A partire dal 2014 Alexander Lonquich è Direttore Principale dell’OTO – Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, con la quale si esibisce durante ogni stagione anche come solista, contribuendo alla formazione dei giovani musicisti ed all’ampliamento del repertorio dell’ensemble. Nel 2013 ha creato nella propria abitazione fiorentina, assieme alla moglie Cristina, Kantoratelier, un piccolo spazio teatrale dove le materie a lui care – psicologia, musica e teatro – vengono approfondite grazie a laboratori, seminari e concerti.

Giuanin Pipèta

Una fiaba lombarda in musica

con il Coro di Voci bianche

e l’Orchestra Verdi

Sabato 2 febbraio 2019, ore 16.00

Auditorium di Milano, largo Mahler

Giuanin Pipèta

Musiche Angelo Bellisario

Libretto Gino Viziano

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi 

Coro di Voci Bianche de laVerdi

Attore Nicola Olivieri

Regia Francesco Montemurro

Maestro Coro Voci Bianche M. Teresa Tramontin

Direttore Giulio Arnofi

Età consigliata: da 7 anni

Giuanin Pipèta”, ovvero la fiaba lombarda che racconta di un contadino che con il suo cervello fino riesce ad avere la meglio nientemeno che del… Diavolo, ha ispirato Angelo Bellisario (musica) e Gino Viziano (libretto) per il quinto appuntamento della rassegna “Crescendo in musica”, pensata da laVerdi per i giovanissimi spettatori e le loro famiglie.

Realizzata come una vera e propria Opera lirica, sostenuta da una ricca orchestrazione e da una verve naturalissima e fantastica, la fiaba del contadino “un po’ Faust un po’ servitor di due padroni” che riesce a conquistarsi un posto in Paradiso è uno spettacolo in grado di catturare l’attenzione dei giovani spettatori anche per l’immediatezza del messaggio musicale. Protagonisti sul palco dell’Auditorium i cantanti e i solisti che fanno parte del Coro di Voci Bianche diretto da Maria Teresa Tramontin con l’Orchestra Verdi diretta per l’occasione da Giulio Arnofi. A tessere le fila del racconto e a interpretarne i ruoli principali sarà Nicola Olivieri, attore beniamino del pubblico del Crescendo in musica. L’appuntamento con Giuanin Pipèta e le sue avventure è per sabato 2 febbraio alle ore 16,00 all’Auditorium di largo Mahler. 

Come racconta lo stesso Bellisario “Le parti solistiche sono state pensate in modo assai coerente con la vicenda narrata, ma senza eccessi, per poter sfruttare al massimo il testo musicale basato sulla concezione tonale, ma sostenuta da un fervore e un brio di grande efficacia. Ne fanno fede i soli di Pipèta, gli interventi di S. Pietro e … dei diavoli! (…) Qui non siamo nel campo delle canzonette per bambini: qui siamo in un pianeta, quello delle Voci bianche, un mondo particolare, con i suoi naturalissimi limiti, le precipue difficoltà, ma con l’ ineffabile fascino che le Voci bianche espandono.” 

Nell’occasione, inoltre, si inaugura la mostra “Quale scenografia per Giuanin Pipèta?” che illustra con schizzi e bozzetti il progetto di allestimento dell’opera di Angelo Bellisario e Gino Viziano. La mostra a cura di Patrizia Perego e Luigi Petralia e realizzata in collaborazione con Liceo Artistico Medardo Rosso di Lecco è visitabile al foyer del primo piano dal 2 al 23 febbraio (ingresso libero).  

Giuanìn Pipeta

C’era una volta un buon contadino
attaccato alla terra ed al vino.
Giunse il dì di lasciar questa terra
ma non per Marte o per la guerra…
Tutt’a un tratto doveva partire:
in quel dì gli toccava morire!
Ma di morir non gli andava giù
e sia San Pietro che Belzebù
menò pel naso e si tenne buoni
facendo il furbo più di Arlecchino
“servitore di due padroni”!
E se Pipeta, buon contadino,
strappando applausi e qualche sorriso
usasse quel suo cervello fino
per far della terra un Paradiso?
Venite in tanti a sentire e vedere
scene e costumi, alberi e pere.
Avrem l’orchestra, i bambini coristi
e tanti giovani solisti!
Ma senza voi non sarà completa
l’avventura di Giuanìn Pipeta. 

Biglietti: bambini fino a 14 anni euro 7,50; adulti euro 15,00. Abbonamenti a 5/10 concerti a partire da euro 30,00
Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2; on line: www.laverdi.org, www.vivaticket.it )

Biografie

Angelo Bellisario, compositore

Figlio d’ Arte, A. Bellisario, abbandonati gli studi di Giurisprudenza, ha studiato prima con il M° Hans Haug, al Conservatorio di Losanna, poi con il M°A. Maggioni a Milano, dove si è diplomato brillantemente al Conservatorio “G. Verdi.  Compositore e Direttore d’Orchestra, è stato Direttore del Conservatorio Statale di Musica “VENEZZE” di Rovigo, lasciata la direzione, è stato Docente Oordinario di Composizione (corsi superiori) al Conservatorio di Milano.  È autore di composizioni liriche, sinfoniche e cameristiche, oltre che del testo PRATICA DI ANALISI MUSICALE, adottato in quasi tutti i Conservatori italiani.Molti suoi lavori sono pubblicati da Ariston, Bérben, BMG Ariola, Carisch, Curci, Edi-Pan, M.A.P, Maurer di Bruxelles, Pizzicato, Rugginenti, Sonzogno.  Molte sue composizioni sono state eseguite in tutta Italia ed anche all’estero: alcune poi sono contenute in un disco monografico (City Record) ed altre in vari CD (Ariston, Rusty , TGE, Pagano Editore, City Record) .L’esecuzione del l’Oratorio ORIONE, per Tenore, Baritono, Voce recitante, Coro sinfonico e Corio di Voci Bianche e Orchestra della SCALA, è stata registrata e teletrasmessa sulla prima rete della RAI – TV. La sua Opera lirica “AMICI” (2013), su suo Libretto ricavato da un fantastico racconto di Dino Buzzati, è stata eseguita al Teatro “G. VERDI” di Pisa (04 marzo 2014)

Maria Teresa Tramontin Maestro del Coro di Voci bianche. Maria Teresa Tramontin è mezzosoprano del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi da oltre 17 anni, iniziando sotto la guida del Maestro Romano Gandolfi fino alla sua scomparsa e proseguendo attualmente. È stata diretta da grandi maestri quali Chailly, Ceccato, Caetani, Flor, Barshai, Jurowski, Slatkin, Fedoseyev, Morricone, Veronesi, King, Abbado, Sir Marriner, Zhang, Rilling, Axelrod, Marshall, Jais, Grazioli.Ha collaborato con numerose orchestre tra cui Pomeriggi Musicali, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra Sinfonica di Lecco, Orchestra Toscanini e del Teatro Coccia di Novara; inoltre ha inciso cd con Placido Domingo, Andrea Bocelli, Juan Diego Florez, Lucia Aliberti e altri ancora. Ha intrapreso il percorso musicale dapprima studiando pianoforte, teoria e solfeggio e successivamente canto lirico e vocalità con Angelo Conti, Sonia Sigurtà e Claudia D’Antoni. Fin dall’età di 14 anni si è esibita come corista e solista in numerosissimi concerti. Ha un repertorio che spazia dalla musica rinascimentale a quella contemporanea, con una particolare predilezione per il periodo cinque-seicentesco. Si è specializzata con la lode in Musicoterapia presso la Scuola di Artiterapie di Lecco. Ha insegnato musica, in qualità di esperto, nelle scuole per oltre 16 anni tenendo anche corsi di preparazione all’educazione musicale vocale al corpo insegnante; educa al canto e alla vocalità numerosi cori. Ha fondato con laVerdi e diretto per oltre dieci anni il Coro dei detenuti del Reparto dei tossicodipendenti “La nave” nel carcere di San Vittore di Milano, esibendosi in numerosi concerti. È docente e Direttore del Corso di Canto per Stonati da sette anni, attività promossa da laVerdi nel 2010 per dare la possibilità anche a chi è meno “dotato” vocalmente di avvicinarsi al mondo del canto in modo sereno e privo di giudizi.  Dal 2008 è Maestro del Coro delle Voci bianche e de I Giovani de laVerdi.

Francesco Montemurro, autore e regista.

Terminati gli studi classici e di Conservatorio, inizia la collaborazione con il “Piccolo Teatro” prendendo parte, in qualità di attore, cantante e mimo a numerosi spettacoli diretti da Giorgio Strehler. Frequenta il corso di mimo della Scuola del Piccolo sotto la guida di Marise Flach, ed in seguito i corsi di danza contemporanea di Chrystine Perrot. Intraprende quindi l’attività di regista curando diversi recital di poesia dell’attrice Anna Saia e come assistente di Lamberto Puggelli nel Malato immaginario di Molière per la “Compagnia degli Incamminati”. A seguito dell’esperienza maturata – anche come autore – di numerosi “Concerti teatrali” del ciclo Crescendo in Musica per l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, tra cui La vera storia di Halloween, Pulcinella in Libertà, Pierino e il lupo, Guida all’orchestra, Il fantasma dell’opera, Don Chisciotte e Sancho Panza, Il carnevale degli animali, Pierino porcospino, La tarantella di Pulcinella, assieme all’attore Nicola Olivieri e allo scenografo Marco Calabrese fonda la compagnia “Il Sale in Zucca”. Per l’autore e musicologo Danilo Faravelli mette in scena a Milano Zauber quel Flote…, Il dissoluto redento e La Serva Padrona di Pergolesi. Inoltre vince della dodicesima rassegna “EWIVA” indetta dal Comune di Milano con il suo Le quattro stagioni del Capitan Fracassa. Per la Giornata della memoria, insieme al Fisarmonicista Davide Vendramin, porta nelle scuole il suo Primo, ispirato ai sogni del più noto sopravvissuto ai campi di sterminio. Nelle passate stagioni del ciclo Yale a Milano scrive i testi per l’attrice Marta Comerio come voce recitante delle operette La Pèricole, Fruling e Mosca Ceriomuski. Ha collaborato con l’associazione FNASD e con l’Associazione Espressione Danza Milano per la scrittura dei testi e la regia di spettacoli quali Lo schiaccianoci, La bella addormentata, Cenerentola, Animali sulle punte, Il piccolo principe, Pinocchio e il Sogno di una notte di mezza estate. Partecipa regolarmente alla rassegna Torinese Micron, dedicata alle opere da camera per ragazzi e alla rassegna TamTamusica del Teatro Edi di Milano. Per il Crescendo in musica 2010/11 cura la regia de Il Monello e le apparizioni di Maurice Ravel, Amahl e i Visitatori notturni di Giancarlo Menotti, Chi rapì la topina Costanza? di Roberta Vacca e Lo scoiattolo in Gamba di Nino Rota a cui aggiunge un prologo sulle musiche degli Uccelli di Ottorino Respighi. Per la stagione “Notturni in Villa” del luglio 2011 scrive e dirige L’Italia è un mobile: 150 anni nell’armadio, una riduzione del Rigoletto di Giuseppe Verdi, collegata al tema del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La rivista “Spazio, essere bambini è bellissimo” pubblica i suoi racconti: Un violino per Arùn e L’arca di Mira. Nell’aprile 2013 mette in scena la prima assoluta dell’operina Chicino e Cicotta della compositrice Silvia Colasanti su testo di Roberto Piumini. Di recente apparizione il suo C’era una volta l’opera ed il FisaElisir d’amore, entrambi dedicati al repertorio Lirico. Oltre alla regia de L’orto dei sogni di Carlo Chiddemi, nella stagione 2013/14 scrive e mette in scena La famiglia degli archi da un’idea di Kirill Vishniakov con l’attore Tommaso Banfi e Classic top ten su arrangiamenti di Gabriele Bazzi Berneri.

Nicola Olivieri, attore. Vocalista e attore, dopo il “battesimo” al Piccolo Teatro di Milano in Faust – frammenti di Giorgio Strehler, dal 1990 conduce laboratori di Animazione teatrale per Bambini, collabora con il CRT Milano per il progetto “Teatro di Frontiera” e con l’As.Li.Co. al progetto per le scuole “Opera Domani” sotto la direzione di Serena Sinigallia, e dal 2009 con la scuola Steiner di Origlio (Lugano) in qualità di curatore del corso di teatro. Con la compagnia veneziana “VeneziaInscena” diretta da A. Iurissevich, dal 2004 veste i panni del protagonista nel canovaccio D’Amore rapito, suo debutto al Carnevale di Venezia con repliche nella rassegna estiva “Venezia in Campo” ed ai festival internazionali di Madrid e Lisbona. Nel 2006 interpreta Pulcinella ne La forza delle stelle di A. Stradella per la XXVII edizione del festival “Segni Barocchi” di Foligno. Notevole la sua interpretazione dei tre diversi personaggi protagonisti in Zauber quel Flote… del musicologo Danilo Faravelli, e del servo Vespone ne La serva padrona di Pergolesi. In occasione della Giornata della Memoria interpreta regolarmente, affiancato dal fisarmonicista Davide Vendramin, il ruolo del protagonista in Primo, monologo interattivo di Francesco Montemurro indirizzato alle Scuole Medie. In scena come Notaio nel Don Pasquale di Donizetti per As.Li.Co. Opera Pocket stagione 2007/08. Dal 2001 è interprete di numerosi spettacoli per il cartellone “Crescendo in Musica” con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi sotto la guida di Damiano Michieletto, Arturo Cannistrà e Francesco Montemurro. Con quest’ultimo costituisce la compagnia IlSaleinZucca portando in scena in qualità di attore e cantante spettacoli che abbinano la teatralità alla musica classica eseguita dal vivo. Numerosi i titoli di cui è stato protagonista: Cantano i Bimbi, Vespina e il pianoforte, Nick lo strumento logo, E adesso … Musical! (AA.VV), Marionette in Libertà (Stravinskij su testi di Rodari), Pierino e il lupo (Prokofiev), Guida all’orchestra (B.Britten), Tubby the tuba (George Kleinsinger) , Le quattro stagioni del Capitan Fracassa (A. Vivaldi- spettacolo vincitore della XXII edizione della rassegna “EWIVA” indetta dal Comune di Milano), Don Chisciotte e Sancio Panza (M. De Falla) Il carnevale degli animali (C.Saint -Saens), Il Fantasma dell’Opera (Andrew Lloyd Webber), Lo Schiaccianoci e Cenerentola (Čajkovskij), Les Choristes (Bruno Coulais), Chi rapì la topina Costanza (R.Vacca), Lo scoiattolo in gamba (N.Rota), Pierino porcospino, La tarantella di pulcinella (G. Negri) ed il recente C’era una volta l’Opera, inserito nel cartellone Verdi e Wagner a Milano 2012. Nel 2013 è protagonista della prima assoluta di Chicino e Cicotta, operina di Silvia Colasanti su testo di Roberto Piumini e del FisaElisir d’Amore (una riduzione del capolavoro di G. Donizetti). Come componente stabile del trio “Le sorelle Marinetti” (nel ruolo di Turbina), riscuote da anni notevole successo anche in ambito televisivo e discografico.

Il Progetto Educational, di cui la rassegna Crescendo in Musica fa parte, patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, prosegue per il ventesimo anno consecutivo nell’intento di incentivare l’arte dell’ascolto. Un’arte che è alla base non solo della comprensione del linguaggio musicale, ma di qualsiasi processo educativo. Il progetto nasce con lo scopo di far vivere la musica come espressione culturale della società moderna, di integrare la formazione scolastica, di far apprezzare sia la musica sinfonica che ogni altro genere musicale senza barriere ideologiche, utilizzando il linguaggio universale quale strumento di integrazione. Il Progetto Educational si rivolge agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado con un programma articolato in percorsi modulati in funzione delle diverse fasce di età, nell’ambito di un repertorio musicale di altissimo livello che la Fondazione con i suoi 25 anni di storia, è in grado di garantire. 

Ufficio Stampa – LaVerdi

Autore dell'articolo: La Redazione

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