“Captain Marvel” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 6 Marzo 2019

“Captain Marvel” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 6 Marzo 2019

E’ tempo di nuovi eroi… c’è spazio per tutti e per fortuna per tutte!!! Inoltre, dopo aver omaggiato stili futuristici, anni ’80 è arrivato il momento di fare un viaggio negli anni ’90. Tuttavia, come spesso succede, c’è l’impressione di aver voluto soddisfare troppi schemi ripetitivi e tutti in un unico film; se, invece, lo si lasciava libero di esprimersi nei suoi aspetti più originali avrebbe avuto ottimi motivi per brillare di luce propria.


L’avvento di Captain Marvel era inevitabile e stranamente ancora non presentato nei film precedenti. Per doveri di story-line bisogna ricordare che a breve uscirà “Avengers : End Game” dove proprio Carol Denvers sarà protagonista e vera chiave di svolta per la lotta contro Thanos. Inoltre questo film chiuderà la Fase 3 dell’universo MARVEL e tutti saremo pronti per la prossima Fase con i tanti film già annunciati


La versione presentata in questo film di Captain Marvel è legata a Carol Denvers (nei fumetti ce ne sono molte altre) che, dopo una missione andata male, cadrà sulla terra in piena guerra galattica. Nick Fury cercherà in lei l’aiuto necessario per contrastare l’invasione aliena imminente. 


E’ trapelato davvero poco su questo film e i vari trailer usciti contengono praticamente scene solo dalla prima mezz’ora, con pochissime eccezioni. Già questa è una strategia diverso e il sentore che in casa MARVEL abbiano deciso di fare le cose diversamente almeno su questo aspetto. 


Innanzitutto, Captain Marvel è un film estremamente dinamico. Le diverse location, tra spazio e pianeta Terra, permettono di mantenere alto il ritmo e l’attenzione dello spettatore ma a volte sembrano forzate nel senso che c’è quasi l’obbligo di mettere momenti action, di combattimenti stellari qua e la. Allo stesso tempo è un film meno frenetico del solito, più legato alla chimica tra i personaggi che si incontrano/scontrano. In tal senso il rapporto molto da buddye-movie tra Carol e Nick Fury (ma anche altri che si scopriranno nel corso della pellicola) è ben riuscito e il film si basa molto su questo aspetto facendoci quasi dimenticare che stiamo parlando di un film di supereroi. C’è anche una minor necessità di avere comicità a tutti i costi . Certo il film ha i suoi momenti leggeri e scanzonati ma ben lontani da altri a cui siamo stati abituati ultimamente e la comicità presente è molto sottile e forse meno diretta.  

Allo stesso tempo sembra che ci sia quel sotto-testo politico dove tutte le donne hanno il vero potere e agli uomini sono lasciati i ruoli secondari o di contorno. In questo senso c’è il sospetto di voler cavalcare l’onda del movimento femminile #meetoo. Nick Fury, ad esempio, è quasi relegato al ruolo di spalla e altri due personaggi maschili sono certo protagonisti ma secondari.  

In questo contesto estremamente stereotipato, si sviluppa la storia parallela che riguarda Carol in prima persona. Il fatto che Lei non abbia memoria, se non qualche ricordo sporadico è solo un modo per raccontare, attraverso flashback continui, a noi spettatori un’altra storia. La cosa più importante è che Carol inizia un processo di identificazione che la porterà PRIMA ad una consapevolezza di sé e di CONSEGUENZA ad acquisire il controllo di una determinata forza. Questo percorso è molto originale e riuscito alla perfezione.

Per ultimo il discorso delle citazioni: dagli anni ’80 pregni di cultura pop, ci si sposta di un decennio più avanti con la differenza che la nostalgia viene quasi completamente azzerata. Certo ci sono piccoli richiami visivi come Blockbuster e le maglie dei Nine Inch Nails e Guns ‘n’ Roses ma tutto ciò che concerne il mondo pratico e materiale viene mostrato obsoleto all’ennesima potenza. Internet a 56kb, computer lenti a caricare persino un file audio in formato CD. In questo modo si è riusciti a omaggiare, ricordare, ed anche un po’ ironizzare il passato in modo diverso da come fatto in precedenza .

C’è molto da raccontare all’inizio di Captain Marvel: incontriamo per la prima volta anche gli alieni Skrull e Kree; il film però racconta le loro storie uitlizzando tante e complicate spiegazioni fornite dai personaggi in modo che se le “ricordino” a vicenda spiegandole così anche le agli spettatori.

L’universo MARVEL si espande ormai senza freni tra nuovi personaggi e sequel che continuano ad essere annunciati. Quello che bisogna tener presente non è tanto aggiungere protagonisti, incrociare personaggi e far di tutto per fidelizzare lo spettatore bensì realizzare film diversi tra loro, riuscire a portare sempre qualcosa di originale e duraturo perché altrimenti si rischia l’effetto fotocopia e prima o poi anche questo genere passerà di moda. Nonostante i suoi alti e bassi, “Captain Marvel” ha i suoi momenti ben riusciti ma anche certi schemi ripetitivi; resta comunque uno di quei film da vedere non solo per obblighi di continuity ma per il piacere dei suoi tanti lati positivi 

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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