Reddito di cittadinanza. Adesso basta!

Sono trascorse 48 ore dall’apertura degli uffici preposti alla raccolta delle domande per tutti coloro che fanno richiesta per il tanto atteso Reddito di Cittadinanza. Non è intenzione, così come neppure la sede più idonea, per fare considerazioni sulla ratio di tale provvedimento governativo ma – all’opposto – si ritiene opportuno rilevare quanto emerso presso la “Commissioni riunite XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) e XII Commissione (Affari sociali) della Camera dei Deputati” in occasione dell’Audizione dell’Istituto nazionale di statistica da parte del Dott. Roberto Monducci (Direttore del Dipartimento per la produzione statistica).

Consultando la relazione vengono identificati sia il contesto nazionale (rappresentato dal “dato sulla povertà in Italia”) che il potenziale di tale provvedimento (ossia “I risultati delle micro simulazioni”).

Che il lettore abbia pazienza nel leggere entrambi ma si ritengono fondamentali.

«1. La povertà in Italia. Nel 2017, 1 milione e 778 mila famiglie (6,9% delle famiglie residenti), nelle quali vivono 5 milioni e 58 mila individui (8,4% dell’intera popolazione), erano in condizione di povertà assoluta. Si tratta del dato più alto dal 2005 (primo anno di rilevazione della povertà assoluta) in termini sia di famiglie sia di singoli individui.

L’incidenza è particolarmente elevata tra i minori e nel Mezzogiorno. Oltre il 46% dei poveri vive in questa ripartizione (2 milioni e 359 mila, pari al 11,4% della popolazione) e, nel complesso del Paese, un povero su quattro è minorenne (1 milione 208 mila, il 12,1% dei minori). Particolarmente vulnerabili risultano anche gli stranieri: una persona straniera su 3 risulta povera (pari a 1 milione e 609 mila individui) mentre è povero un italiano ogni 16 (6,2% dei cittadini italiani pari a 3 milioni e 449 mila individui).

I livelli di povertà assoluta si mantengono elevati per le famiglie con cinque o più componenti (17,8%), soprattutto se coppie con tre o più figli (15,4%). Nel lungo periodo la crescita della povertà assoluta è più marcata tra le famiglie numerose: per quelle con 4 componenti l’incidenza passa da 2,2% del 2005 a 10,2% del 2017; per quelle con almeno 5 componenti da 6,3% (del 2005) a 17,8%. Dal 2013 peggiorano anche le condizioni delle famiglie con un figlio minore: per questa tipologia familiare, l’incidenza della povertà assoluta è arrivata al 9,5%, rafforzando il trend di crescita consistente iniziato nel 2013 (l’incidenza era pari al 3,6% nel 2012).

Più in generale si può affermare che la crisi economica ha determinato un profondo cambiamento nella mappa della povertà soprattutto in termini generazionali. Se l’incidenza della povertà tra i minori è triplicata tra il 2005 e il 2017 (passando dal 3,9 al 12,1%), quella tra le persone con più di 65 anni è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 4,5%. D’altro canto si è attenuata la concentrazione della povertà nel Mezzogiorno anche e soprattutto per l’effetto della presenza degli stranieri al Nord».

Mentre per quanto riguarda le cosiddette risultanze:

«3. I risultati delle micro simulazioni. Fra i destinatari del RDC, i nuclei familiari composti da soli cittadini italiani sono un milione 56 mila, circa l’81% del totale delle famiglie beneficiarie, mentre quelli formati da soli stranieri, cittadini dell’UE ed extra-comunitari, sono 150 mila (11,5%). Di queste ultime, quelle di soli cittadini extra-comunitari sono 95 mila (7,3%). Le famiglie miste di italiani e stranieri sono 102 mila (7,8%).

Tra i due milioni e 706 mila individui beneficiari, l’87,6% (2 milioni 370 mila persone) sono italiani, mentre gli stranieri sono il 12,4% (333 mila, di cui 228 mila extra-comunitari, che costituiscono l’8,4% dei beneficiari).

Un terzo dei beneficiari è soggetto all’obbligo di sottoscrivere un patto per il lavoro. Si tratta di circa 900 mila beneficiari del RDC in età compresa tra i 18 e i 64 anni; di questi, la maggior parte (circa 600 mila) ha la licenza media o nessun titolo di studio, sono prevalentemente disoccupati (492 mila) e casalinghe (373 mila) cui i Centri per l’Impiego dovranno trovare un’offerta di lavoro congrua. In gran parte, si tratta di cittadini italiani (circa 760 mila), mentre gli extracomunitari sono circa 100 mila».

Per quanto sopra, il Reddito di Cittadinanza c’è. È stato creato per poter soddisfare tutte quelle risultanze emerse. Ma ora basta. Basta con gli alibi. Basta con le perdite di tempo. Chi ne fa la richiesta ha tutto il dovere di poterne beneficiare (ovviamente se legittimato) ma non deve assolutamente inflazionare questa opportunità.

Basta lamentarsi. Basta non avere “voglia”. Basta “piangersi addosso” per via della crisi. Ora basta. Agite. Semplicemente questo: agite, ricordando che è sempre meglio agire e pentirsi che non agire e non pentirsi.

Il tempo delle scuse è finito. Ora basta!

Stefano Masa Radio BlaBla

Autore dell'articolo: La Redazione

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