“Momenti di Trascurabile Felicità” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 14 Marzo

“Momenti di Trascurabile Felicità” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 14 Marzo

L’unione di due libri cioè Momenti di trascurabile felicità”, del 2010, e il suo sequel “Momenti di trascurabile infelicità”, del 2015 di Francesco Piccolo fanno da base d’ispirazione per il film con protagonista Pif e diretto da Daniele Lucchetti. Lo scrittore ha partecipato attivamente alla stesura della sceneggiatura infatti Piccolo è anche uno sceneggiatore molto apprezzato con all’attivo 21 film dal 2002.

Un film non lineare nella sua narrazione dove cambia spesso toni e stili ed è un continuo flashback con vari personaggi che appaiono e si muovono su piani diversi e con tematiche molto differenti. Seguiamo il personaggio di Pif che, dopo un incidente mortale torna sulla terra 1 ora e 32 minuti di tempo per sistemare le proprie faccende. Si prende spunto da questo per analizzare la propria vita e cercare di guardare tutto sotto un punto di vista diverso. Lo stile di narrazione non è troppo melenso e sopratutto troppo indulgente verso il suo protagonista che ha in se molte particolarità e scopriamo essere un marito poco fedele, un padre molto assente e una persona piena di difetti perfettamente credibile e reale. Tra alti e bassi il film scorre diretto affrontando tutto quello che vuole raccontare senza appesantire nulla e anche senza essere troppo leggero o banale.  

Il film non è certamente perfetto e forse queste sue imperfezioni sono la sua vera bellezza. Diciamo apertamente che il protagonista non è il massimo della simpatia essendo un personaggio che ha davvero tanti difetti. Sinceramente non potremmo mai davvero odiarlo perché davvero molto simile a noi solo che nel film parla (fra sé e con lo spettatore) forse un po’ troppo e sopratutto spiega decisamente troppo facendo perdere un po’ di poesia. 

Alla fine bisogna tirare le somme ed è inevitabile che tutto va a concentrarsi sui sentimenti,sui momenti struggenti e le incomprensioni ma forse manca davvero quello struggimento che ben accompagnava alcuni passaggi dei libri. Francesco Piccolo come autore era riuscito a commuoverci di più con le sue belle parole che parlano d’amore e di mille baci che hanno portato ad un amore cosi grande.

Non è facile fare un cinema che parla di leggerezza, che parla di una storia “media” senza davvero raccontare nulla di cosi originale e non è semplice alternare i vari piani temporali. E’ bene ricordare anche che i libri sono un insieme di aforismi che sul grande schermo vengono trasformati in sequenze cinematografiche. In questo lo sceneggiatore Piccolo e il regista Luchetti hanno dimostrato coraggio nel voler partire da qualcosa di cosi diverso dal solito e gli perdoniamo anche piccole incongruenze

E’ un film che ha il suo punto più forte proprio nella narrazione, negli intrecci tra i personaggi e nei dialoghi insomma in tutto quello che è compito dello sceneggiatore. Il regista Daniele Lucchetti si mette in secondo piano e sceglie una regia sobria per dare la possibilità ai personaggi della storia di emergere con le proprie interpretazioni.    

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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