Teatro Out Off – EDIPUS di Giovanni Testori. Martedì 26 marzo/19 aprile (Prima Nazionale)

martedì 26 marzo/19 aprile (Prima Nazionale)

Teatro Out Off

EDIPUS

di Giovanni Testori

scrittura di scena e interpretazione Roberto Trifirò

scenografia Gianni Carluccio, costumi Stefano Sclabas

luci Luigi Chiaromonte, collaborazione ai movimenti Barbara Geiger

assistente alla regia Chiara Piemontese, collaborazione Francesca Cassanelli

trucco Daniele Francolino, foto di scena Angelo Redaelli

produzione teatro Out Off

Spettacolo In abbonamento Invito a Teatro

Sono passati trent’anni da quando “In exitu” di Giovanni Testori veniva rappresentato all’Out Off per un mese di repliche con l’interpretazione di Franco Branciaroli e dello stesso autore, un testo estremo, uno spettacolo che fece scandalo e del quale ancora risuonano in noi quelle parole così crude, lancinanti e poetiche. In questi anni che ci separano da quel lontano dicembre/gennaio del 1988/89 il Teatro Out Off ha continuato un ideale rapporto con il grande scrittore e drammaturgo di Novate Milanese mettendo in scena i testi, adattando i racconti, ospitando altre compagnie e artisti che lo rappresentavano, incontrando e creando occasioni di confronto sulla sua scrittura.

Siamo così arrivati in questa stagione alla proposta di Roberto Trifirò, attore e regista che ha svolto una parte importante nel teatro out off, e che con questa sua interpretazione di Edipus, a più di quarant’anni dalla prima e storica di Franco Parenti, ha voluto confrontarsi con l’ultimo capitolo della trilogia degli “Scarrozzanti” scritto da Testori nel 1977.

Edipus completa la trilogia testoriana che ha come protagonisti personaggi presi dai classici. Attraverso la voce dell’unico protagonista della tragedia, Testori lancia la sua sfida luciferina pur sapendo che dopo di ciò resterà solo il silenzio. Un testo in cui la crisi della cultura e della coscienza contemporanea sono altamente rappresentati, ma anche un’opera che da letteraria si fa politica, nella misura in cui è politica la letteratura quando mira a dare un giudizio globale sull’uomo e sul mondo. L’indignazione di Testori si abbatte con violenza contro ciò che contamina la vita proprio per un estremo e disperato atto d’amore verso l’uomo.

L’Edipus di Testori nel suo affannarsi a raccontare la storia di Laio, di Giocasta, di Tebe, si rivolge allo spirito del teatro… “Sderviscia il siparium!… Me ‘scolti, ragazzo che hai da tirar le corde e combinar su un po’ de luse?”… Con la sua vocazione a fare teatro ovunque, lo Scarrozzante celebra il corpo del teatro nel suo essere rito sacrificale, nella sua essenza eterna; egli, rimasto solo, rivendica la funzione sacra di ” quel teatro che tutti miei compagni de scarrozzamento han voruto tradire, stradare, cornefigare, ma che existe e rexisterà contra de tutti e de tutto infino alla fine delle finis”. E’ il momento in cui Edipus-Testori accoglie e innalza in sé “il corpo glorioso”, attraverso la via dell’identificazione tra corpo dell’attore e corpo del teatro, ma è anche il momento in cui lo Scarrozzante, come sacerdote di un rito, sceglie la sua divinità, Dioniso: “… El dio che protegge, envoca e dimanda no l’ordino, imbensì el desordino, no la bedienza imbensì la revolta…” Edipus diventa così metafora del teatro povero, fatto di privazioni, di fatiche, dell’attore che sceglie di rappresentare più parti e che compie una forma di violenza nei confronti di se stesso. Edipus però è anche qualcos’altro: è la morte del teatro in genere, di quello che vorrebbe continuare a sopravvivere mostrando i suoi vecchi oggetti di scena: … ” Ecces qui i boccoli, le collane, i bracciali, i braccialetti, le spille, le spillazze, i pendenti, i pendolenti…” L’Edipus diventa un testo di crisi in un periodo di crisi del testo, metafora di un teatro in cui non crede più nessuno: né le istituzioni, né le compagnie, né gli autori confezionatori di testi. Muore il teatro ma rinasce l’attore-guitto, l’attore che offre la sua voce, la sua “diversità”, la sua follia, l’attore che crea dubbi, che genera illusioni, inquietudini, incertezze: rinascita del mito dell’attore nella forma monologante, monologo che da brano letterario si trasforma in segno drammaturgico. L’attore diventa autore e condensa in sé le capacità istrioniche del mattatore, quelle di regista, e quelle di autore. Autore del rito che attraverso il suo linguaggio materico proietta la rinascita del corpo del teatro attraverso il corpo dell’attore.

Roberto Trifirò

ROBERTO TRIFIRÒ

Attore e regista. Come attore ha lavorato con i registi italiani e stranieri più importanti tra cui Bob Wilson, Aldo Trionfo, Luca Ronconi, Sandro Sequi, Stefan Braunschweig, Pier’Alli, Cesare Lievi, Mina Mezzadri, Federico Tiezzi, Monica Conti, Lorenzo Loris, Andrèe Ruth Shammah. Tra i suoi più recenti lavori come regista e interprete ricordiamo: “Filax Anghelos” di Renato Sarti (2008); “Parole che cadono dalla bocca” da Samuel Beckett (2009); “Memorie del sottosuolo” di Dostoevskij (2011); “Enigma Moro”, di cui è anche autore (2014); “Adelchi” di Alessandro Manzoni (2015). Con l’Out Off la collaborazione è iniziata nel 1996 con la produzione di “Aprile a Parigi” di John Godber, “L’ultimo nastro di Krapp” di Beckett (1998); Killer Disney di Philipe Ridley (1999); che lo ha visto interprete diretto da Monica Conti ed è proseguita con spettacoli in cui Roberto Trifirò era regista e interprete “Non si sa come” di Luigi Pirandello (2004); “La Confessione” di Arthur Adamov (2008); “Le furberie di Scapino” di Moliere (2010) “King Richard II – studio per autoritratto” da William Shakespeare (2010); “Notizie del mondo” di Luigi Pirandello (2012); “Vecchi tempi” di Harold Pinter (2012). Nel 2014 ha invece interpretato nel ruolo del protagonista “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini con la regia di Lorenzo Loris, nel 2016 “L’Amante” di Harold Pinter e nel 2017 ha diretto e interpretato, insieme a Giovanni Battaglia, “L’apparenza inganna” di Thomas Bernhard. Nel 2018, inoltre, ha portato in scena Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès.

Prenotel 0234532140 lunedì ore 10 > 18 e martedì > venerdì ore 10 > 20; sabato ore 16 >20

Ritiro biglietti Uffici via Principe Eugenio 22. Lunedì > venerdì ore 11 > 13;

Botteghino del teatro, via Mac Mahon 16 da martedì a venerdì 1 ora prima dello spettacolo, sabato h 16 >21, domenica h 15 >17

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Intero 18 Euro – costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00 Euro

Abbonamenti:

FreeCard 60 € 6 ingressi a scelta; 30 € 3 ingressi a scelta

FreeYoung & FreeSenior 40 € 6 spettacoli; 20 € 3 spettacoli

Passepartout Promozione riservata ai residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10 €, ingresso a 6 per tutti gli

spettacoli in programma.

Riduzione 12 Euro under 25 ; 9 Euro over 65 Convenzione con il Comune di Milano

Orari spettacoli martedì, mercoledì e venerdì ore 20.45; giovedì e sabato ore 19.30; domenica ore 16.00

Parcheggio convenzionato, Garage Govone, via Mac Mahon 9 – 2€ all’ora Tel. 0233609770

Trasporti pubblici Metro 5 fermata Cenisio, tram 12-14 bus 78 Accesso disabili con aiuto

Teatro Out Off 20155 Milano via Mac Mahon 16, Uffici via Principe Eugenio 22 telefono 02.34532140

Fax 02.34532105 info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it , Bistrot del teatro tel. 0239436960

Autore dell'articolo: La Redazione

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