Essere online: un contributo al nostro successo

Essere online: un contributo al nostro successo

Online, online sempre più online. Imprenditori, artigiani, liberi professionisti, bisogna agire online. Anche se costa fatica soprattutto in ottica di cambiamento.
Nel rapporto periodico diffuso ieri, Istat tratta del “commercio al dettaglio”. Nel commento presente sullo stesso documento si evidenzia come: «A febbraio 2019 si registra per la grande distribuzione una contenuta flessione tendenziale del valore delle vendite al dettaglio, la prima da settembre 2018». Ma soprattutto, ed è questo che deve far riflettere tutti noi: «Si mantiene molto sostenuta da inizio anno la crescita tendenziale del commercio elettronico». Raffigurata sinteticamente sembra apparire molto intuitiva la distanza tra i due vettori per la distribuzione ma – andando oltre il testuale – e guardando i “numeri” (che non possono essere mai contraddetti) si sottolinea la distanza: flessione dello 0,1% per la grande distribuzione rispetto ad un incremento del 17,5% per il commercio elettronico. È bene identificare di cosa si sta parlando e, in tal senso, ci viene in aiuto lo stesso Glossario presente nel rapporto Istat: per “Commercio elettronico” si intende la «vendita realizzata attraverso reti informatiche che utilizzano il protocollo Internet e/o altre connessioni tra computer. Gli indicatori mensili sul commercio elettronico si riferiscono alle vendite on-line effettuate da imprese che abbiano come attività prevalente o esclusiva la vendita al dettaglio attraverso internet. Le vendite on-line realizzate dalle imprese che svolgono in prevalenza un’attività commerciale diversa dal commercio elettronico confluiscono negli aggregati relativi a tali attività».
Andando oltre l’osservatorio relativo al solo febbrario 2019, e consultando pertanto le “serie storiche” messa a disposizione, emergono dati molto significativi in materia di “Valore delle vendite del commercio al dettaglio”: nel corso del 2017 è stato registrato un incremento del 14,7% mentre nello scorso anno del 12,1%. Si tratta di valori importanti.
Ovviamente l’analisi Istat non può essere generalizzata all’intero mondo del commercio così come ai servizi ma, una serie di domande, sono obbligatorie per ognuno di noi: sono presente su internet? Come sono presente su internet? Perché sono (o non sono) presente su internet?
Dal punto di vista dell’investimento, la “presenza su internet”, non richiede un rilevante impiego di capitali (almeno all’inizio) e quindi il “non esserci” può nascondere altre considerazioni che ognuno di noi può avere. Diamoci una risposta, ognuno la propria.
Come visto, i numeri giustificano l’impegno nel potersi avventurare su tale driver distributivo: andare “contro i numeri” e soprattutto “contro il mercato” non è mai stato (e mai sarà) vantaggioso perché il mercato detta le regole ed i risultati.
Vogliamo iniziare? Non ora: benissimo, ma domani. Ma iniziamo. La concorrenza l’ha fatto: e noi? Scegliamo. Anche “non farlo” è una scelta – a patto di essere consapevoli – dell’insuccesso: senza alcuna recriminazione.
Le condizioni sono vantaggiose ed a solo nostro vantaggio. Il resto dipende solo da noi.

Stefano Masa – Radio Bla Bla

Autore dell'articolo: La Redazione

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