Principesse delle mie brame – Cristina Vangone. Recensione

Principesse delle mie brame

Cristina Vangone

Recensione

Solita storia: sulla carta i diritti ci sono, ma è nella pratica e nella consuetudine che non vengono rispettati. Mi riferisco a tutto quello che concerne la parità di genere: se da un lato la legislazione conviene che è ora di cambiare le carte in tavola e di migliorare le leggi in merito, così non avviene nella comunicazione e nei messaggi che lanciano i mass-media.

Di solito queste analisi sono approfondite in testi di nicchia, in studi specifici elaborati da persone del settore. In questo caso, invece, la lettura di questi aspetti sociologici è affidata sì ad un saggio che però, per rendere il discorso ancora più interessante e meno accademico, analizza le trame di quattro cartoni animati prodotti dal colosso americano Disney dove sono protagonisti quattro differenti universi femminili.

Le quattro eroine esaminate da Cristina Vangone sono Biancaneve, Pocahontas, Mulan e per ultima Rapunzel. I quattro personaggi sono inseriti nel volume in ordine cronologico di uscita anche per dimostrare come la stessa Disney si sia resa conto della necessità di un’evoluzione delle protagoniste dei propri film. Si parte quindi da una Biancaneve che, in fatto di stereotipi, ne ha da vendere; si passa da due personaggi intermedi come Pocahontas e Mulan che incarnano un certo livello di autonomia (ma non di indipendenza); si termina con Rapunzel che finalmente dimostra un certo livello di emancipazione ed iniziativa rispetto alle sue antecedenti.

Mulan rimane il personaggio Disney a cui l’autrice è particolarmente legata (non per questo le altre figure femminili risultano bistrattate o affrontate in modo superficiale da lei): Vangone sottolinea come il contesto costringa questa ragazza ad emanciparsi rifiutando se stessa e il suo corpo (da un lato il contesto sociale la critica per non rispondere completamente ai canoni di femminilità e ‘gentilezza’ richiesti; dall’altro si deve fingere uomo per poter effettivamente entrare a combattere nell’esercito). Lascio scoprire comunque al lettore la minuziosa e corretta analisi effettuata sui quattro film.

Trattandosi di un libro tratto da una tesi di laurea discussa dall’autrice stessa, si è voluto pubblicare il lavoro così com’è anche se, confermato dalla stessa Vangone, sarebbe stato più completo con una disamina sulle due sorelle del film “Frozen” e sulle figure femminili che caratterizzano la recente produzione, “Ralph spacca-internet”.

Il libro termina con un sondaggio molto interessante che, seppur elaborato senza particolari intenti scientifici, offre un piccolo quadro di quello che è il modo di pensare attuale sull’argomento.

In conclusione, pur servendosi della semiotica in più parti della sua trattazione, il saggio risulta usufruibile per tutti in quanto abbastanza divulgativo: questo rilievo vuol essere un apprezzamento e non di certo una critica.

Enrico Redaelli Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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