Le ore fragili – Gianluca Soletti. Recensione

Le ore fragili 

Gianluca Soletti

Recensione

Il libro mi ha ricordato due titoli. Il primo è “Dolores Clairborne” di Stephen King; il secondo è “Igiene dell’assassino” di Amélie Nothomb. Pur non copiando da nessuno dei due, “Le ore fragili” mi ha portato alla mente King per la struttura (il romanzo è praticamente un monologo) e Nothomb per la schiettezza e la durezza del carattere della protagonista. Siamo ancora di fronte ad un autore uomo che si cimenta nel descrivere l’universo femminile corredato di pensieri e contraddizioni. Il gioco riesce, l’eroina è credibile: nonostante la particolarità della vicenda, ne esce un ritratto sì completo, ma comunque non intenso. Forse la brevità del volume non ha permesso quel respiro che potesse sfaccettare ulteriormente questa femme fatale, al centro di tutte le vicende. Costei non nasce già così, e attraverso il suo racconto si percepisce come questa dimensione sia stata cercata attraverso una spirale sempre più perversa.

L’autore aiuta molto, dimostrando come alcune persone, nell’impeto di un ‘cupio dissolvi’, arrivate al fondo non cerchino una risalita o si accontentino di rimanere lì dove sono: si mettono metaforicamente a scavare per vedere quanto possa essere violento il buio in cui si sono ficcati.

E scava in se stesso anche il lettore: lo scrittore lo rende un po’ voyeur, mentre lo mette al corrente di tutti le circostanze, gli aneddoti che riguardano la protagonista. Addentrandosi nelle pagine, anche chi legge sembra volerne sapere di più sugli aspetti torbidi della storia: più gli si descrivono, più sembra avere ‘sete’ di conoscerne altri, sperando che siano ancora più torbidi e marci

Visto il personaggio rappresentato, mi sarei aspettato un finale spregiudicato che poteva essere effettivamente avvicinabile alla conclusione di “Igiene”, già citato. Se questo ha spiazzato le mie aspettative, per lo meno ha reso il libro scevro da qualsiasi taccia di scopiazzatura.

Però mi aspettavo qualcosa di più…

Enrico Redaelli Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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