“L’ultima Ora” Recensione in Anteprima. Al cinema dal 4 Luglio 2019

“L’ultima Ora”

Recensione in Anteprima.

Al cinema dal 4 Luglio 2019

Opera seconda del regista Sébastein Marnier e tratto dal romanzo omonimo di Christophee Dufossé il film “L’Ultima Ora” vede un gruppo di giovani attori in una prova corale molto apprezzata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Il film si presenta come un thriller psicologico pieno di suspance e con un forte crescendo di tensione fino a culminare in un finale inatteso. 

Mantiene le sue premesse? Riesce a essere davvero quello che è nelle sue intenzioni?

Il gruppo di alunni della classe del Professor Pierre sembrano usciti direttamente da “Il villaggio dei dannati” con i loro sguardi fissi e vitrei. Le loro interpretazioni donano al film un’atmosfera torbida, inquietante  e malsana. La pellicola mette al centro uno scontro generazionale fra un gruppo di ragazzi indignati per gli sprechi, l’inquinamento e l’ignoranza di tutti prendendo una pericolosa deriva, e degli adulti troppo chiusi nella loro indifferenza.

La prima parte è piena d’indizi e suggestioni e noi spettatori non capiamo bene in che direzione si vuole andare. Ci immedesimiamo con il Professore Hoffman cominciando a sospettare di qualsiasi sguardo e di ogni scricchiolio e soprattutto chiedendoci cosa stanno tramando questi  disturbati ragazzi. Sicuramente l’effetto “suspance” e il suo progredire come un thriller psicologico viene mantenuto aiutato anche dal suo tono e messa in scena molto secca e asciutta con musiche monotoniche, poche distrazioni narrative e pochi contesti scenici.  

Poi si arriva al finale….

Facendo la giusta premessa che ogni finale di un film, sopratutto di quelli volutamente costruiti con un grosso mistero alla fine debbano risultare molto soggettivi e personali. C’è da dire che proprio in queste pellicole ogni dettaglio, ogni elemento introdotto deve avere una precisa funzione narrativa giustificata. Sfortunatamente il film si perde qualcosa nel suo percorso aggiungendo forse troppi dettagli che poi non porta a termine e false piste senza senso.   

Alti e bassi di un film interessante per la sua personale messa in scena e diversità rispetto a tanti altri. Lo scontro generazione seppur non del tutto esplorato permette al lavoro di Sèbastien Marnier di risaltare e cosi donare al film un’atmosfera molto particolare e quindi da non perdersi.  

Andrea Arcuri Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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