Bookcity, Milano – 13/17 novembre 2019 (#BCM19) Una manifestazione, innumerevoli le sfaccettature

Bookcity, Milano – 13/17 novembre 2019 (#BCM19)

Una manifestazione, innumerevoli le sfaccettature.

Se da un lato la ricchezza dell’offerta era paragonabile a quella dell’anno scorso o forse addirittura meglio, questa stessa ricchezza è anche il punto di maggiore criticità di Bookcity. Seguire tutto sarebbe stato impossibile. Anche il fare una scelta tra gli eventi non sempre si è rivelato utile perché alcune volte la difficoltà di spostamenti (coi mezzi, mica in auto) non mi ha permesso di assistere a tutto quello che avevo preventivato di vedere. Dell’incontro inaugurale con Fernando Aramburu ho già detto ampiamente, quindi, di seguito, potrete leggere un resoconto in rigoroso ordine sparso, di alcune iniziative a cui mi è capitato di presenziare.

 

Nella mattinata di domenica 17 si è riunito un nutrito gruppo di scrittori noir, editi da Rizzoli: Pulixi, Genisi, Felder e de Michele. In questa occasione si è rilevato che la collana noir di Rizzoli si sta orientando verso autori che compongano opere dove la storia abbia forti connessioni con la terra che in esse viene rappresentata (nell’ordine: Sardegna, Salento, Alto Adige e Puglia). Nel corso dell’incontro si è pure fatto presente che una nuova tendenza di questa collana (soprattutto se chi scrive è maschio) è di presentare una donna come protagonista. Ognuno dei presenti ha poi fatto un breve ritratto della propria eroina o della donna che nel suo plot ha il peso maggiore.

Nel pomeriggio di sabato 16 sono stato incuriosito dall’incontro con Funetta, Vaccari e Cosentino, poiché avrebbero dialogato in merito al fattore distopico presente nei loro romanzi, La realtà, secondo loro, è un elemento che non dà più margini di soddisfazione a livello letterario: la distopia contiene invece aspetti originali che possono portare ad inattesi sviluppi narrativi. Del resto, hanno detto, un universo complesso è spiegabile dentro la testa e attraverso la lingua con cui si scrive.

Nell’articolo introduttivo avevo accennato alla presenza di ben settantacinque poli tematici sparsi per la città. Tra questi mi hanno interessato le attività proposte dal NoLo District, dove si sono avvicendati, singolarmente o in formato cross-over, argomenti relativi al fantasy, al mistero, alla fantascienza e al thriller. Mattatrice di molti di questi eventi è stata la titolare della libreria “Il covo della ladra”.

Come nell’edizione precedente, anche quest’anno la libreria Baravaj ha ospitato una piccola mostra dal sapore vintage. Su buona parte degli scaffali del punto vendita campeggiavano moltissime copie pubblicate sotto la casa editrice “Stampa Alternativa” che vendeva piccoli volumetti al prezzo di mille lire. Ovviamente, spiccava tra tutti la famosa “Lettera di Epicuro”.

 

Rispetto all’anno scorso la (mia) novità è stata, lo scorso 15 novembre, il poter partecipare come relatore ad una tavola rotonda relativa al libro come oggetto e a come è cambiata la sua divulgazione. Nel corso della conversazione si è arrivati a parlare di come si sia trasformato il modo di leggere, così come il modo di scrivere, visto che oggigiorno approdano all’editoria categorie che sulla carta dovrebbero avere distanze siderali da essa. Oltre alla coordinatrice dei lavori (La lettrice al contrario, Desirée Pedrinelli) e a me, erano presenti Flavia Brevi (social media manager) e Rachele Bindi (Psicoterapeuta).

Parlando con alcuni addetti ai lavori e con alcuni spettatori, ho comunque riscontrato che le locations che si sono preoccupate di presentare i singoli eventi erano sicuramente molto d’effetto. Alcune di queste, però, hanno offerto spazi la cui capienza si è rivelata inadeguata per la risposta del pubblico. Sarebbe meglio fare una riflessione su questo per la prossima edizione: non è certo un problema facile da risolvere ma anche il solo pensarci di più permetterebbe una maggiore fruibilità e un giudizio ancora più positivo sulla kermesse.

Enrico Redaelli Blabla news

Autore dell'articolo: La Redazione

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