Le Streghe – Daniele Scalese. Recensione

Le Streghe

Daniele Scalese.

Recensione

 

Un libro pazzo. Un libro fuori dagli schemi, ma proprio tutti.

Un esordio così parrebbe far presagire ad una critica negativa, invece non lo è per niente. Il prodotto è venuto così soprattutto per il luogo dov’è ambientato, vale a dire via Padova a Milano.

Per chi non fosse di Milano, va detto che via Padova non è il ‘salotto buono’ della città. Via Padova è la polvere e la sporcizia che nascondi sotto il tappeto perché all’improvviso hai gente che sta per arrivarti in casa; via Padova è il buco nel gomito del maglione e nonostante i tuoi goffi tentativi per nasconderlo, quello strappo è alla vista di tutti. Anche la sinossi parla di questa strada come il cuore sgualcito della città. Però lo strano è che via Padova vada orgogliosa di questi suoi difetti…

Al di là di queste immagini pseudopoetiche, questa è una zona che accoglie un coacervo di universi allo stesso tempo convergenti e paralleli. Ed è proprio questa contraddizione a connotare di una strana magia quelle strade e quegli incroci e a far capire a chi vive da quelle parti che la realtà (ma solo in quella parte di Milano) abbia aspetti decisamente surreali. Così come è surreale la realtà della vicenda descritta da Scalese. Marcello (Marce o Marcè per gli amici lettori) è il capofamiglia poco più che quarantenne di un nucleo alquanto bizzarro: una moglie logorroica che fa la badante, un primogenito che ha smesso di parlare, una figlia non ancora alle medie che legge David Foster Wallace. Che prospettive ci sono in un simile contesto? Decisamente poche. Eppure il cambiamento, può essere a portata di mano se si vuole…

In questa ‘kermesse’ editoriale, non manca lo spazio per cani e gatti, che occupano uno spazio importantissimo all’interno dell’intreccio.

Taccio su eventuali indizi relativi alla trama: avverto però che il romanzo contiene più di una morale al suo interno e che al lettore toccherà scoprirle (potremmo parlare di morale trans…itoria). Avviso inoltre che, per gli amanti del più bieco ‘tresciume’, ci sarà pane per i loro denti; agli altri dico che, per godersi al meglio “Le Streghe”, è opportuno farsi prima una cultura televisiva tendente al nazional-popolare.

Io mi sono divertito.Voi sappiatemi dire…

 

 

Enrico Redaelli Radioblabla

Autore dell'articolo: La Redazione

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