“Il registratore di sogni” di Mariam Tarkeshi

UN ROMANZO CHE, CON TONO BRILLANTE, RACCONTA I LATI OSCURI DELL’ADOLESCENZA

UN’AUTRICE GIOVANISSIMA CHE È UNA VERA RIVELAZIONE

IL REGISTRATORE DI SOGNI
di Mariam Tarkeshi
Sperling & Kupfer
pagg. 304 euro 16,90
L’AUTRICE

Mariam Tarkeshi è nata ad Ancona nel 1994, da padre iraniano e madre italiana, e studia alla facoltà di Lingue e Letterature Occidentali di Urbino. Nel tempo libero parla di libri su Instagram, gioca a The Sims, si abbuffa di serie TV e disturba i vicini con le sue scarse doti canore e musicali. Il registratore di sogni è il suo primo romanzo.

LA TRAMA

Nico ha diciotto anni e frequenta senza entusiasmo il liceo artistico. A dire il vero, c’è ben poco che lo entusiasmi, nella vita. Pigro e apatico, passa il tempo a invidiare i successi degli altri, pur non facendo nulla per migliorare se stesso. E se non fosse per Seba, un ragazzo talentuoso e popolare che con lui sembra non avere niente a che fare, ma che, nonostante questo, lo ha scelto come suo sodale, trascinerebbe le giornate in solitudine, senza uno straccio di progetto per il futuro.
Il giorno del funerale di suo nonno, Nico scopre con sorpresa che l’uomo, con cui aveva un legame superficiale, gli ha lasciato qualcosa in eredità: una vecchia scatola di cartone con un lettore VHS. Nico scorre velocemente la lunga lettera che lo accompagna, ma una frase gli salta agli occhi: «Registratore di sogni, per chi tende a dimenticare». Il suo primo istinto è cercare di vendere on line quell’aggeggio di cui non sa cosa fare, ma glielo impedisce l’incontro con un’anziana donna, Viola, che conosceva bene suo nonno e che gli mostra come funziona il registratore: se utilizzato durante il sonno, ha la capacità di registrare su cassetta i sogni, consentendo poi di rivederli al risveglio. Nico pensa subito a come guadagnarci dei soldi, facendosi pagare per l’utilizzo della macchina. Potrebbe anche essere la sua occasione per uscire dall’anonimato, per ottenere un po’ di considerazione. Ma non ha tenuto conto di un aspetto importante: i sogni attingono al subconscio. Il registratore è in grado di far riaffiorare alla mente ricordi dimenticati che, se riportati alla coscienza, potrebbero cambiare la vita di una persona per sempre. Ed è una sera che succede. Doveva essere solo una festa ma Nico, con Seba che gli soffia sul collo, si fa prendere la mano. E qualcuno si trova costretto a rivivere ciò che sperava di aver cancellato per sempre. Da quel momento, Nico comprende la pericolosità dello strumento che gli è capitato in sorte, ma il meccanismo che si è avviato non è così semplice da disinnescare. E le conseguenze sulla sua stessa vita rischiano di essere irreversibili.
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Ufficio stampa: Maria Elisa Foresto

Autore dell'articolo: La Redazione

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