L’estate delle verità – Levia Messina. Recensione

La scrittrice Levia Messina sarà ospite a “Dantès” Lunedì 29 Luglio dalle 18:30

L’estate delle verità – Levia Messina

Recensione

Spesso ci si domanda, soprattutto d’estate, quali libri consigliare ai ragazzi. Al di là di quelli che sono i famosi classici esistono volumi dedicati ai cosiddetti “Young adult” (sono i giovani collocati in fascia d’età tra i 13 e i 17 anni): per quanti hanno ancora un rapporto conflittuale con la lettura, questi titoli possono essere utili per appassionare e per far approdare ad autori più consolidati. Non so se effettivamente l’autrice avesse l’intento di rivolgersi in particolare a questa fetta di pubblico, ma il testo può essere senza dubbio somministrabile agli adolescenti di cui sopra: certi risvolti della trama sono abbastanza crudi, ma la delicatezza e la sensibilità con cui vengono descritti permette a “L’estate delle verità” di essere assimilato anche da un’utenza minorenne.

In che genere narrativo si colloca? Anche qui Messina gioca le sue carte di scrittrice producendo un lavoro che spazia in più ambiti. Sicuramente tra questi c’è la componente del romanzo di formazione che ha un ruolo primario: nell’estate indicata dal titolo, i due protagonisti (Stella e Tommy) un po’ per gioco un po’ per scelta si dedicano alla ricerca delle loro origini all’interno di un paese di provincia che vive di pettegolezzi, luoghi comuni e preconcetti. In questo voler giocare ai “grandi”, i due si trovano di fronte a qualcosa che è effettivamente molto più grande di loro e che rischia di travolgere la loro innocenza. Il tempo ma ancora di più la reticenza di alcuni adulti (i quali agiscono più per proteggere se stessi che per salvaguardare il candore dei due adolescenti), non favoriscono il lavoro di ricerca dei due protagonisti.

Per rendere ancora più appetibile tutto l’insieme, la scrittrice si serve in più di un’occasione di una serie di flashback che servono a suggerire (non a dire) le chiavi per districare tutta la situazione: questi inserti hanno sì il pregio di avere uno stile ‘per sottrazione’; hanno il difetto, però, di essere un po’ troppo criptici disorientando parzialmente. Il consiglio che posso dare è quello di leggere ogni parte con la massima attenzione proprio per avere dal libro un’adeguata “restituzione”.

I personaggi, principali e secondari, sembrano parti di un allegro e singolare coro polifonico: sono molto tangibili, escono dalla pagina grazie al loro essere verosimili. Colpisce anche il fatto che i comprimari abbiano singolari caratterizzazioni, vuoi nella gestualità, vuoi nel linguaggio: non sono affatto messi lì a fare da contorno ma a dare ulteriore colore alla vicenda narrata.

Invito i lettori a non sottovalutare l’immagine di copertina: ad una prima ‘disamina’ potrebbe sembrare un’immagine nostalgica che segna il passaggio generazionale dei protagonisti; in realtà la giostra presente sul frontespizio ha ben più forti attinenze con il plot costruito da Messina…

Il libro non è solo indirizzato ai più giovani: è piacevole compagnia anche per chi è adulto da qualche tempo e ha ancora voglia di vivere in modo empatico certe esperienze.

L’estate delle verità” segna l’esordio di Levia Messina: lo stile, molto promettente, presenta nell’insieme aspetti da narratrice navigata perché comunque si rimane incollati fino alla fine.

Enrico Redaelli BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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