Il registratore di sogni – Mariam Tarkeshi. Recensione

Continuano le Recensioni Letterarie di Radio BlaBla. Oggi è il momento di…

Il registratore di sogni – Mariam Tarkeshi. Recensione

Inizia il mese di agosto, e ancora una volta vorrei soffermarmi su qualcosa che potrebbe andare bene per i cosiddetti “young adults”, soprattutto quelli che non hanno molta dimestichezza con la lettura. Dico questo perché la trama coglie gli ultimi mesi di scuola di un gruppo di ragazzi del liceo, poco prima di affrontare la maturità. In un modo o in un altro, visti gli ambienti e le situazioni (soprattutto per chi legge poco), è facile che essi vengano coinvolti direttamente o indirettamente.

Partendo dall’autrice, si tratta di un’esordiente studentessa universitaria italo-iraniana che sa sicuramente il fatto suo, in quanto gioca “carichi pesanti”offrendo un prodotto che mescola diverse componenti: fra tutti, c’è l’aspetto riguardante il romanzo di formazione che fa da costante sfondo alla storia; in primo piano domina invece l’elemento surreale; sussistono poi anche venature di horror/incubo che ‘decorano’ l’insieme e che sicuramente intrigano i ‘palati’ adolescenziali. Ma ci sono anche altre tematiche (forse trattate un po’ superficialmente)

Spesso parlo di autori che mettono come protagonista una donna: alcuni lo fanno per mero esercizio di stile lasciando l’intento nella penna; altri (e non mi risparmio nell’elogiarli) riescono davvero molto bene portando ad effetto il loro scopo iniziale. In questo caso mi trovo di fronte ad una situazione opposta, in quanto Tarkeshi mette un diciottenne come io narrante di tutte le circostanze. Nico è assai verosimile mentre si scorrono le pagine: lo è la sua gestualità, lo è il suo modo di parlare, lo è la sua indolenza, lo è il suo modo di rapportarsi con gli altri familiari. Leggendo alcune delle sue peripezie, un lettore potrebbe pensare che si tratti di una trasposizione molto vicina ad un vissuto personale. Poi, però, si fa mente locale e si realizza che quasi ci si potrebbe dimenticare che “Il registratore di sogni” sia stato scritto da una ragazza.

Tarkeshi, quindi, non appare del tutto sprovveduta: calibra tutti gli ingredienti inserendo al momento giusto la suspense, il momento romantico, il momento concitato ed adrenalinico, oppure l’attimo drammatico e del colpo di scena. Cerca anche di sedurre i ‘palati’ adulti citando persino il cantautore Fabrizio De André. Peccato, però, che a questi ‘palati’ adulti non sfugga che tutti i fattori di cui sopra risultino un tantino costruiti ad hoc e non per puro talento. Il lettore più sgamato, poi, non mancherà di notare qualche sbavatura come certi personaggi secondari che a un certo punto scompaiono per diverse pagine (senza un motivo), oppure escono dalla storia risultando non del tutto conclusi. In altri passaggi stupisce la velocità di alcuni dei protagonisti nel rimettersi in sesto dopo colluttazioni all’ultimo sangue. Sì, certo, il lettore giovane in cerca di un certo tipo di emozioni non fa caso a questi dettagli strutturali…

Comunque sia, dopo questo premessa da non sottovalutare assolutamente, l’augurio è quello che Tarkeshi possa confermare la qualità del suo essere narratrice con prove altrettanto suggestive.

 

Enrico Redaelli BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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