Il club delle pecore nere – Pierpaolo Mandetta. Recensione

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Il club delle pecore nere – Pierpaolo Mandetta

Recensione

La prima sensazione che si ha dopo aver chiuso questo libro? Mi piacerebbe consigliarvi, una volta girata l’ultima pagina, di uscire di casa ed abbracciare la prima persona che vi capita a tiro. Se vi va male, verrete guardati un po’ di traverso. Ma se il vostro abbraccio sarà efficace e comunicativo, allora vi verrà restituito con altrettanto calore umano. E ne verrete arricchiti.

Dipende solo da voi.

Dipende solo da voi è anche la chiave della storia. In essa si muovono tre giovani a cavallo dei trent’anni: tutti loro hanno ‘paura’ di diventare grandi e di prendersi le proprie responsabilità attraverso una serie di scelte. Questa paura non nasce così all’improvviso ma da una disillusione dovuta sicuramente al contesto e ai (dis)valori che questo stesso contesto propone. Inoltre, questa generazione (ma non solo questa) deve fare i conti con un’illusione ancora più grande: il fatto di essere cresciuti con l’idea di essere invulnerabili e capaci di superare qualsiasi difficoltà. Probabilmente, nella realtà di un ‘laboratorio di vita’ questo potrebbe essere possibile per tutti. Nella ‘vita vera’ bisogna tenere conto del fattore umano, del fatto che (a torto o a ragione) gli altri sono più competitivi o presentano chiusure mentali che impediscono il nostro cammino. Non a caso uso l’aggettivo ‘nostro’, perché se il romanzo parla di trentenni disorientati, la vicenda può tranquillamente riguardare anche altre fasce d’età, precedenti o successive.

E mentre veniamo intralciati, come si reagisce? Da vittime: si recrimina, si dà la colpa agli altri, ci si sente capri espiatori di situazioni impossibili da mutare. Il libro indica anche la soluzione (leggetevela…) per venire a capo di questo disagio esistenziale. E’ il solito discorso: potrebbe definirsi una soluzione semplicistica e di comodo, ma non lo è. Troppo presi da noi stessi, e forse da un substrato culturale non ben sovrapposto alla realtà, non si arriva a comprendere più quanto l’Io sia molto importante nella realizzazione dell’Io stesso.

Mandetta costruisce un libro per così dire ‘sinottico’: l’intera vicenda viene raccontata a turno da Nicole (ritratto femminile molto azzeccato -altro autore uomo da applaudire-), Ivan e Samuele. A loro tre, l’autore contrappone la figura di Rocco, problematico ragazzino delle medie che diventa una sorta di figlio adottivo per i tre personaggi: e con ognuno di loro si interfaccia in modo diverso…

Non sottovalutate questo libro, perché entra davvero nel quotidiano (anche se in alcune parti ripiega un po’ troppo su stesso).

Enrico Redaelli BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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