Cinzia – Leo Ortolani. Recensione

E’ tempo di una nuova recensione letteraria di Radio BlaBla

Cinzia

Leo Ortolani.

Recensione

Inutile dire che non si tratta di un libro ma di una graphic novel. E allora? E’ meno nobile di un libro? Ma per favore! A rendere di qualità un prodotto non è tanto il supporto su cui viene divulgato, ma semmai la tematica e il modo con cui questa viene espressa.

Grazie al suo Ratman e alla saga di Venerdì 12 (ma non solo), Ortolani ha abituato il suo pubblico ad una certa ironia cosi come ad un tono dissacrante che graffia ma che comunque rimane sempre in limiti circoscritti. Il livello della sua produzione si è sempre distinto per una verve generale che la colloca le sue Storie a fumetti su un podio molto elevato.

Nemmeno in quest’opera il disegnatore si smentisce, affrontando tra l’altro un argomento dove è molto facile cadere in stereotipi, luoghi comuni ed inutili baracconate, visto che si occupa di gender. La Cinzia del titolo, infatti, è un* trans alle prese con le classiche difficoltà quotidiane, con le consuete ipocrisie che affiorano in qualsiasi contesto. Unitamente a questo si frappongono al suo cammino un difficile percorso di accettazione, proprio e della società nei suoi confronti che di certo non le rendono pianeggiante la strada.

Chiaramente, non manca anche l’aspetto sentimentale, con tutti i potenziali equivoci del caso: Cinzia si innamora di un uomo e per non lasciare persa nessuna occasione si dà a mille peripezie, non ultima quella di farsi assumere in un’associazione a favore della famiglia tradizionale.

Dov’è la bellezza in “Cinzia”? Il bello sta nel fatto che ogni vignetta è corroborata da umorismo (in parole povere, la risata che porta anche ad amare riflessioni); vi sono poi alcune sequenze di disegni, senza parole, che suscitano innumerevoli emozioni e sensazioni molto liriche. Quindi l’immagine non è fine a se stessa ma evocativa, il che porta ad entrare in sintonia con la specifica circostanza che sta vivendo Cinzia.

Comunque sia, la baracconata c’è ed è realizzata con stile: in alcuni passaggi “Cinzia” si tinge di musical con tanto di improvvisati cantanti di motivi ben noti al grande pubblico, le cui parole appaiono così come dovrebbero essere pronunciate. Oppure, in altri frangenti, Ortolani rifà il verso a scene di famosi film: l’effetto provoca un simpatico corto circuito perché magari poco prima era stata descritta una situazione commovente e di fronte a queste scene invece scatta una risata profonda.

Cinzia” è la storia di una consapevolezza che viene progressivamente acquisita e porta il lettore a crearsi un’aspettativa che non viene assolutamente delusa. Mi dispiace un po’ (ma qui si entra in un ambito che va oltre il carattere recensorio) che il prezzo del libro non sia del tutto alla portata di ogni tasca, perché un testo come “Cinzia”, a suo modo, potrebbe anche essere educativo verso chi si dimostra molto superficiale sull’argomento.

C’è un ultimo aspetto che vorrei mettere in evidenza. Molto spesso i ‘social’ fanno girare (forse a scopo educativo/didattico) quella frase che sulla carta condividono in molti ma che nella realtà rispettano in pochi, che suona più o meno così: cerca di trattare con rispetto chi hai di fianco, perché non sai quali conflitti ha vissuto o stia vivendo. Dopo aver letto questo libro, questa frase dovrebbe diventare una sorta di comandamento quotidiano.

Enrico Redaelli BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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