Benevolenza cosmica – Fabio Bacà. Recensione

Anche in pieno Agosto si continua a parlare di letteratura.

Benevolenza cosmica

Fabio Bacà.

Recensione

Da più parti l’ho sentito descritto come un libro (abbastanza) imprescindibile. Di solito queste voci ci prendono (vedi l’anno scorso cosa si disse su “Eleanor Oliphant sta benissimo”), così come altre volte non ci azzeccano proprio.

In questo caso la delusione è consistente.

Non delude la scrittura che è piuttosto agile e sciolta, quanto la trama. Lo spunto, in sé, è curioso: un uomo, sui trent’anni, dopo l’ennesima circostanza fortunata nel giro di un lasso di tempo assai breve, inizia a domandarsi chi ci possa essere dietro a questo. Un punto a favore del libro è il fatto che il protagonista sia maschile. Se anche Bacà avesse creato una perfetta eroina femminile, affidandole il ruolo principale della vicenda, questa non sarebbe apparsa verosimile perché è assai raro che una donna si metta a riflettere in questo modo ‘dietrologico’ su una spirale di simili avvenimenti. Di norma, una donna risulta più pratica: accetta i favori della sorte, intascandosi tutto quello che arriva, perché giustamente meritato.

Da lettore ho trovato un po’ macchinoso e rocambolesco, ma allo stesso tempo pure un po’ facile, lo stratagemma dell’autore per uscire dalla storia: se fossi stato io lo scrittore avrei dato alla parte finale un’aura tendente al surreale anche se poteva sembrare una conclusione forse ancora più semplicistica. E’ un concetto che esprimo in molte occasioni: non posso pretendere che i libri siano fatti a immagine e somiglianza dei miei gusti. Però…

E pensare che il supporto era stato costruito in modo interessante: le vicende familiari, una certa complicità con il padre, l’incontro con quella che sarebbe divenuta sua moglie sono inserite ad arte, con lo scopo di rendere accattivante il substrato della vicenda. Era pure corretto, in un plot di tal fatta, che Kurt O’Reilly (attore primario di “Benevolenza cosmica”) avesse tutta la ‘luce’ addosso: chi assiste alla giornata di Kurt deve vivere in prima persona, quasi con empatia, tutte le vicissitudini che gli accadono.

Tutta questa luce va a scapito dei comprimari, che in realtà divengono soltanto figure di contorno. Vorrei citare a questo proposito due donne: per quanto ben delineate, la segretaria e la moglie avrebbero meritato maggiore spazio.

Leggere un libro non è mai una perdita tempo, ma ad aver saputo prima certi dettagli (sarebbe stato impossibile) non mi sarei orientato sull’acquisto.

 

Enrico Redaelli BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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