Cerco te – Mauro Mogliani. Recensione

Continuano i nostri consigli letterari…

Cerco te

Mauro Mogliani.

Recensione

Fin dall’inizio questo libro presenta una caratteristica che prende il lettore e lo cattura progressivamente. Sto parlando di uno stile di scrittura che non “perde tempo”. Poche parole, rapide e concise, descrivono una situazione intera e invitano a proseguire con curiosità crescente nelle pagine successive.

La scena è collocata nella provincia marchigiana, dove un ispettore è alle prese con il malintenzionato di turno: quest’ultimo gli lancia una sfida che in modo graduale diventa sempre più pericolosa e difficile da risolvere. In mezzo a una realtà di paese molto concreta e alla classica “dark side” che queste ambientazioni offrono, la vicenda si dipana sinuosamente, tant’è che l’interesse per venire a capo dell’intreccio aumenta sempre di più.

Effettivamente Mogliani si ‘caccia’ nei guai: il caso è avvolto da una nebbia che si fa man mano più fitta e fa domandare a chi legge dove il tutto andrà a parare. La parte finale è quella che risulta decisamente più vorticosa e presenta il (piccolo) difetto di prendere una piega forse troppo prevedibile, pur sempre facendo rimanere con il fiato sospeso, perché l’immediatezza che contraddistingueva le singole parti del libro, compare anche nella conclusione, spiazzando decisamente.

Mogliani stesso, nella postfazione, svela i retroscena della genesi di questo suo “Cerco te” e di quanto alcuni risvolti personali siano stati fonte d’ispirazione per la creazione della storia. Ad un occhio superficiale questa nota dell’autore potrebbe parere una sorta di “excusatio non petita” mentre invece si tratta di tutt’altro. Oltre ad essere un interessante intreccio noir, “Cerco te” è opera che invita a riflettere sull’importanza di certi rapporti umani e su come sia proprio vero che l’apparenza inganni davvero. Non c’è nessun intento didattico/didascalico da parte di Mogliani: c’è semplicemente l’esortazione a non dare per scontate le persone mentre viviamo in un contesto che esalta il solipsismo e che porta molti di noi ad essere molto auto-centrati.

Probabilmente queste sono solo alcune delle riflessioni da fare: l’invito, quindi, è quello di leggere questo libro e provare ad elaborarne altre.

Enrico Redaelli BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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