“It – Capitolo Due” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 5 Settembre 2019

“It – Capitolo Due”

 

Recensione in Anteprima.

 

Al Cinema dal 5 Settembre 2019

 

Siamo sinceri, in pochi credevano nella rivisitazione del libro cult di Stephen King dopo la bellissima mini serie tv da parte del regista Andres Muschietti. Il budget era molto ridotto, il cast pieno di volti sconosciuti e il suo essere nella categoria “vietato ai minori” poteva risultare un grosso limite a livello di incasso. Invece contro ogni aspettativa si è rivelato una grande sorpresa al box office, apprezzato dalla critica e accettato dai fan più intransigenti. Il film prosegue adesso il suo racconto con la seconda parte e forte dell’aggiunta del cast di nomi nomi (James McAvoy e Jessica Chastain) e permettendosi anche il rischio di arrivare a una durata di quasi tre ore.

La bellezza delle storie di Stephen King sta nel fatto che, prima di essere fonti di spavento sono raccontate e percepite come grandi racconti di formazione ben strutturati e dove la narrazione procedere con aggiunte di fantasmi, mostri e riusciti momenti di suspance. In tutto questo “It” ne è l’esempio perfetto; per questo ne sono stato tratto prima un film tv di 192 minuti totali e adesso due lungometraggi per il cinema della durata di 135 + 170 minuti.Questo secondo capitolo mette, ancora di più del precedente al centro di tutto le vicende personali del “Club dei Perdenti” e la storia delle origini di It facendo in modo che il film sia prima di tutto dell’ottima narrazione e successivamente un film che …”fa paura”.

 

Idea originale anche se rischiosa è stata quella di mettere nel film due volti noti cioè due attori conosciuti al pubblico (James McAvoy e Jessica Chastain) senza renderli davvero protagonisti ma donando loro e in egual modo rispetto agli altri momenti in solitaria per portare avanti il proprio arco narrativo. Se proprio vogliamo scegliere un protagonista morale lo possiamo trovare nell’interpretazione di Bill Hader che ruba la scena sia nei momenti più rilassati usando il tono giusto per sdrammatizzare ma anche in quelli più drammatici.

 

Si diceva che la bellezza di certi racconti sta nel suo voler essere prima delle belle storie e poi suscitare emozioni che, in questo caso, si definiscono in paura, tensione e suspance? Come nel romanzo originale anche il film procede in tal senso portando avanti le sue molte strade narrative. Conosciamo meglio tutti i personaggi nella giusta misura e con i giusti tempi e i pochi flashback dei ragazzi in età giovanile non sono ripetizioni di scene già viste ma aggiungono sempre qualcosa di nuovo e diverso.

 

I difetti nella pellicola sono nella sua tendenza a costruire scene molto rocambolesche. Si corre di più e alcuni momenti sembrano appartenere più al cinema action piuttosto che a quello horror. Inoltre il suo voler essere dilatato nei tempi di durata fa si che quegli snodi narrativi spaventosi siano più distanti tra loro con evidente calo di tensione tra di essi.

 

“It – Capitolo Due” è la giusta conclusione di questa storia ma in se ha un grandissimo pregio che va al di la di quello che vuole raccontare. L’horror è un genere a volte troppo relegato a film “mordi-e-fuggi” facilmente dimenticabili e tutti uguali tra di loro. Il modo in cui Andres Muschietti ha realizzato e diretto i due film ricorda al pubblico che anche il genere horror può esser fatto da belle storie che si costruiscono per gradi e nei giusti tempi, avere qualcosa da insegnare che rimane impressa e con ottimi personaggi se ben scritti e interpretati.

 

Andrea Arcuri BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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