Outsider2 – Alfredo Accatino. Recensione

Outsider2
Alfredo Accatino.
Recensione

Dopo l’inaspettato successo del primo volume, Accatino (scrittore, attore, creativo, figlio del pittore Enrico) si è con piacere dedicato a realizzare una nuova galleria di personaggi che probabilmente nell’immaginario collettivo sono emeriti sconosciuti, ma che in campo artistico hanno lasciato un importante segno seppure per poco tempo.

Outsider dovrebbe essere colui che nel proprio ambito di attività è capace di attirare l’attenzione su di sé per il proprio operato (o per quei famosi quindici minuti di visibilità, come diceva un “certo” Andy Warhol) e che poi, per un motivo o per un altro non è capace di ripetersi agli stessi livelli, o comunque risulta discontinuo nel proprio rendimento. A dire di Accatino, essere fuoriclasse in questa maniera significa essere perdente per definizione, perché nell’epoca in cui agisce, agisce anche qualcun altro che ha avuto la meglio dal punto di vista della fama e della carriera.

Ma quale dev’essere il senso di un’opera come Outsider2? E’ lo stesso scrittore che, nella prefazione, guida il lettore in questo percorso dicendo di voler rendere giustizia a chi è stato offuscato dalla grande Star essendo lui Cometa. Il libro, quindi, nasce dalla curiosità ma anche da una casuale ricerca in rete di notizie, anche fugaci, di queste particolari meteore. Ed effettivamente, scorrendo i singoli capitoli, si capisce che non esiste una vera e propria logica nell’ordinare le vite di questi speciali personaggi.

Nella sua scrittura, Accatino si mostra nella prima parte molto asciutto e preciso nello stile, per poi trasformare il suo eloquio in qualcosa di spontaneo e confidenziale che assolutamente non guasta. A proposito di questo, mi ha colpito molto questo passaggio, parlando di Desmond Morris e del primo caso di animale capace di dipingere consapevolmente: “La Chiesa non ha mai chiarito se gli animali possono ritirare alla reception le chiavi del Paradiso. Secondo i bigotti non avrebbero la prenotazione perché privi di anima e non creati a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1, 2627), tesi che su questo punto vede sia me che le mie bassotte, Isotta, Matilda e Mimì, decisamente dissenzienti” (ibidem, pag.159).

Di sicuro, le immagini raccolte nel volume sono un altro elemento basilare che contraddistingue “Outsider2”. Alcune di queste sono davvero preziose perché reperite con difficoltà solo a seguito degli approfondimenti elaborati da Accatino. In molti casi sono testimonianza di quanto certa pittura, certa arte prodotta oltre cent’anni fa avesse già un sapore moderno e avanguardistico. Invito quindi chi volesse avvicinarsi a questo libro di scartare il supporto elettronico per dirigersi senza remore a quello cartaceo: i puristi del colore potrebbero dire la loro perché la riproduzione su pagina non sempre risulta fedele rispetto all’originale, ma per questa volta si deve fare un’eccezione.

Nella galleria di questi nomi censiti da Accatino, spicca un nutrito gruppo di donne dagli atteggiamenti decisamente anticonformistici: mi riferisco alla pittrice Deiva De Angelis che nel primo novecento non disdegnava indossare abiti maschili anche nei momenti più quotidiani, oppure ad Hannah Gluckstein che con la sua arte androgina già precorre uno stile che si è sviluppato maggiormente verso la fine del ventesimo secolo. Di tutt’altra pasta è la storia di Bettie Page, ma qui rischio lo spoiler…

Tra gli uomini mi ha colpito invece Stefano Tamburini, sia per il fatto di essere vissuto in un contesto più recente, sia per il fatto che a differenza dei suoi ‘compagni di viaggio’ è un grande innovatore dell’arte fumettistica.

Ci sarebbero da citare tante altre cose, ma credo di aver destato già così sufficiente attrattiva per questo piccolo gioiello editoriale.

Outsider2 risulta infatti una specie di scrigno, ricco di tante curiosità (cosa sapete della Tuta?) e notizie interessanti per approcciare meglio la storia dell’arte moderna e contemporanea che i normali libri di testo non contemplano.

 

Enrico Redaelli Blabla news

Autore dell'articolo: La Redazione

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