laVerdi inaugura la Stagione al Teatro alla Scala – 15 settembre

Mozart e Mahler

inaugurano con Flor e Osborne la Stagione 2019-20

dell’Orchestra sinfonica di Milano al Teatro alla Scala

 

Domenica 15 settembre 2019, ore 20.00

in collaborazione con Teatro alla Scala

Milano – Teatro alla Scala

MozartConcerto per pianoforte n.27 in Si bemolle maggiore K595

MahlerSinfonia n.5 in Do diesis minore

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Pianoforte Steven Osborne

Direttore Claus Peter Flor

 

La musica di due geni assoluti, W.A.Mozart e GustavMahler, per festeggiare l’avvio della Stagione 2019-20delaVerdi, che come ogni anno si inaugura al Teatro alla Scala di Milano.Nel concerto straordinario di domenica 15 settembre 2019 (ore 20.00) a dirigere l’Orchestra sinfonica di Milanosarà il suo direttore musicale, Claus Peter Flor protagonista anche lo scorso anno del concerto straordinario.Un assoluto debutto con laVerdi è invece quello dello scozzese Steven Osborne, considerato il più grande pianista britannico contemporaneo, richiesto dalle orchestre di tutto il mondo,con un ampio repertorio che va da Mozart a Britten. Sul palco dellaScalasarà impegnato inuna delle pagine più intense dell’intera produzione di Mozart, il Concerto n.27 che è anche l’ultimo da lui composto, nel 1791, anno della sua morte, un concerto nel quale la chiarezza è perfettamente bilanciata con meravigliosi contrasti di dinamica e colore. Nella seconda parte del concerto sarà dato spazio alla musica di Gustav Mahler, compositore che nutriva un amore sconfinato per la musica di Mozart, inclusa spesso nel suo repertorio di direttore (nel primo concerto in assoluto che lo vide sul podionel 1989, volle eseguire la sinfonia in sol minore di Mozart) e anche sul letto di morte, si racconta, è stato sentito ripetere il nome di Mozart in modo ossessivo.Di Mahler, compositore del quale l’Orchestra sta portando avanti la registrazione integrale delle sue sinfonie per il portale di musica streaming Idagio, laVerdi esegue la Sinfonia n.5, scritta tra il 1901 e il 1902, pagina di rara bellezza che riflette la piena maturità raggiunta dal compositore come artista e come uomo, un’opera poderosa che si inserisce, pur potenziandone la struttura e il discorso orchestrale, nella grande tradizione sinfonica tedesca.

Biglietti: da €15.00 a €95.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org  www.vivaticket.it.

 

Programma

Mozart (1756-1791)Concerto per pianoforte n.27 in Si bemolle maggiore K595

È l’ultimo Concerto di Mozart e uno dei più fortunati dell’intera sua produzione. Iniziato nel 1788 e terminato tre anni dopo, nel 1791, il Concerto per pianoforte e orchestra K. 595, fu presentato nei locali (era forse un ristorante) di un certo signor Jahn, durante un’esibizione musicale con più autori ed esecutori, a beneficio del clarinettista Joseph Bähr. La disponibilità di un’orchestra ridotta per via del limitato spazio dei locali, la necessità di calibrare i tempi in base alle esigenze degli altri solisti, furono aspetti che, oltre agli ovvi bisogni espressivi, spinsero forse Mozart ad approntare un Concerto più contenuto per lunghezza ed organico rispetto alle precedenti produzioni per pianoforte e orchestra. Il Concerto K. 595 è infatti un ibrido tra un Concerto vero e proprio e una creazione cameristica: possiede infatti sia la brillante fluidità dialogica del Concerto che la ricercatezza di certe scelte cameristiche.

Di quel 1791 Mozart vide poi la primavera e l’estate: morì infatti il 5 dicembre di quello stesso anno. Analogamente a quanto succede per altre composizioni del suo ultimo anno di vita anche il Concerto in Si bemolle presenta quella padronanza dell’uso delle più complesse tecniche compositive, che hanno fatto parlare più di un critico di un “tardo stile” cui la prematura scomparsa del compositore non ha concesso ulteriore sviluppo. D’altro canto il carattere introspettivo della composizione, che presenta un’orchestra senza trombe né timpani, l’elaborato dialogo tra solista ed orchestra, che si intrecciano in un fittissimo gioco di motivi e di modulazioni, pongono questo Concerto in una posizione isolata rispetto al grosso della sua produzione concertistica.

 

Mahler(1860 – 1911)Sinfonia n.5 in Do diesis minore

Nel 1897 Mahler fu nominato direttore dell’Opera di Vienna dove restò per dieci anni portando il teatro ad uno splendore sconosciuto prima di allora, sia per la qualità delle esecuzioni che per le scelte coraggiose ed innovative dei programmi. A quarant’anni compiuti egli era uno dei più stimati direttori d’orchestra dell’epoca; le sue composizioni erano inserite nei Festivals musicali e nei programmi di direttori d’orchestra importanti. Dopo il matrimonio con Alma Schindler anche la sua vita privata subì un cambiamento sostanziale, regalandogli una nuova serenità. E’in questo fortunato periodo che si inserisce la composizione della Quinta Sinfonia nella quale Mahler decide di recidere i suoi legami con il mondo liederistico ed in particolare con la voce umana per concentrarsi su una musica puramente orchestrale.La Quinta, che riflette la piena maturità raggiunta dal compositore come artista e come uomo, fu scritta durante i mesi estivi del 1901 e del 1902 trascorsi a Maiernigg, ed eseguita per la prima volta in un concerto a Colonia il 18 ottobre 1904 sotto la direzione d’orchestra dello stesso autore; gli esiti contrastanti delle successive presentazioni a Praga e a Berlino indussero il musicista a rivedere la partitura e a pubblicarla in altre due versioni, alle quali va aggiunta quella stampata nel 1964.Così questa  si rivelerà la sua creazione più difficile e l’evoluzione della sua tecnica di orchestrazione, oltre al suo bisogno di esprimere chiarezza, lo porterà a ritoccarla per tutto il resto della vita presentando l’ultima revisione nel 1910.Se il primo movimento con il suo carattere funebre ricorda l’angoscia provata da Mahler dopo la grave e dolorosa emorragia interna che lo aveva ridotto in fin di vita, lo Scherzo che diventa la parte centrale di tutto il lavoro, riflette la trasformazione del suo animo dopo il matrimonio con Alma. Il momento distensivo e contemplativo della sinfonia è racchiuso nell’Adagietto per arpa e archi, dove la sensibilità creatrice mahleriana tocca uno dei punti più alti e commoventi. Non per niente essa è stata paragonata al romanzo-fiume di stile proustiano, dove realtà e immaginazione si fondono in un modello sintattico ed estetico in continuo sviluppo e cambiamento di situazioni psicologiche.

Biografie

Steven Osborne, pianista

Nato in Scozia nel 1971, Steven Osborne ha studiato con Richard Beauchamp alla St. Mary’s Music School di Edimburgo e con Renna Kellaway al Royal Northern College of Music di Manchester.  Vincitore nel 1991 del prestigioso concorso pianistico internazionale Clara Haskil e del Naumburg International nel 1997, è stato uno dei primi esordienti segnalati dal concorso per giovani artisti della BBC ( New Generation Artists).Eletto strumentista dell’anno dalla Royal Philharmonic Society nel 2013, molto ricercato sia per i suoi recital da solista che per le partecipazioni con orchestre sinfoniche e di musica da camera, oggi Osborne è uno dei musicisti più apprezzati del Regno Unito. Celebrato per le sue brillanti interpretazioni, la sua musicalità e tecnica, Osborne è musicista residente alla Wigmore Hall di Londra, al DeSingel di Anversa, al Bath International Music Festival, alla City of Birmingham Symphony Orchestra e, dalla stagione 2019, anche alla Royal Scottish National Orchestra. Con un ampio repertorio che va dai classici di Mozart, Beethoven e Brahms alle atmosfere rarefatte di Messiaen, Tippett e Britten, Osborne ha vinto numerosi premi tra cui il 2009 Gramophone Award con la sua incisione delle opere di Britten per piano e orchestra.Descritto da The Observer come “un musicista al servizio assoluto del compositore”, Steven Osborne ha recentemente pubblicato un’apprezzata registrazione delle ultime tre sonate per pianoforte di Beethoven per Hyperion, etichetta alla quale è legato fin dal 1998. In occasione del 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven che si festeggia in tutto il mondo nel 2020, Osborne ha in programma una tournée per presentare le tre sonate nel Regno Unito, in Estremo Oriente e il Nord America, nonché alla Royal Scottish National Orchestra per la quale suonerà anche il Quarto Concerto per pianoforte di Beethoven e il Concerto per pianoforte di Mozart No. 27.  Inoltre ha in programma l’esecuzione di altri brani di Beethoven e Mozart con la Radio Symphony finlandese e la BBC National Orchestra del Galles, di Ravel con la BBC Philharmonic e Brahms con l’Orchestra sinfonica di Anversa. Inoltre proporrà Schubert e Rachmaninov in recital da solista in tutto il Regno Unito, mentre in coppia con un altro famoso pianista inglese, Paul Lewis, proporrà musiche di Fauré, Poulenc, Debussy, Stravinsky e Ravel in un tour tra Europa e Nord America .A livello internazionale Steven Osborne si è esibito in tutto il mondoin sale prestigiose quali Musikverein e Wiener Konzerthaus, Royal Concertgebouw, BerlinPhilharmonie, Tokyo Suntory Hall e la Carnegie Hall. Per la quarta volta sarà inserito nel programma dell’ International Piano Series alla Royal Festival Hall dove eseguirà “Vingtregardssur l’enfant-Jésus” di Messiaen, un altro compositore a cui è molto legato e già protagonista di un suo fortunato Cd del  2002. I suoi concerti sono spesso trasmessi dalla BBC e ogni anno il pianista suona alla Wigmore Hall. Legato all’etichetta Hyperion fin dal 1998, le sue 29 registrazioni hanno accumulato numerosi premi nel Regno Unito, in Francia, Germania e Stati Uniti, tra cui due Gramophone Awards, tre PreisderDeutschenSchallplattenkritik Awards e premiati come “Disco dell’anno” da The Daily Telegraph, The Guardian, The Times e The Sunday Times. Nel 2020, Steven Osborne pubblicherà il suo trentesimo Cd con l’etichetta, con le “War sonatas” di Proko’ìev.  Steven Osborne insegna alla Royal Academy of Music, è promotore del  Lammermuir Festival e dal 2014 è membro della Royal Society di Edimburgo.

 

Claus Peter Flor, direttore

Rispettato in tutto il mondo come direttore d’orchestra con una musicalità istintiva e incisiva, Claus Peter Flor mantiene una prestigiosa carriera internazionale, rinomata in particolare per la sua competenza e per l’interpretazione del repertorio austro-germanico, tra cui Bruckner, Mahler, Strauss, Brahms e Schumann. Il Maestro Flor ha anche una grande affinità con le opere di Shostakovich, così come con il repertorio ceco di Dvorak e Suk, avendo registrato molti dei loro lavori durante il suo mandato come direttore principale della Malaysian Philharmonic.

Nato a Lipsia nel 1953, il Maestro Flor ha iniziato la sua carriera musicale studiando violino a Weimar e Lipsia, prima di dedicarsi alla direzione d’orchestra con Rolf Reuter e successivamente con Rafael Kubelik e Kurt Sanderling. Nel 1984 è stato nominato General Music Director della Konzerthausorchester di Berlino, attivando allo stesso tempo regolari collaborazioni con le altre principali orchestre tedesche: la Gewandhaus di Lipsia e la Staatskapelle di Dresda. Nel 1988 ha debuttato con la Filarmonica di Berlino, dove è poi tornato in altre due occasioni.Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi presso un gran numero di importanti orchestre, tra cui la Philharmonia Orchestra di Londra, la Dallas Symphony Orchestra, la TonhalleOrchesterZürich e la Malaysian Philharmonic Orchestra. Prima di ricoprire la carica di Direttore Musicale della MalaysianPhilharmonica dal 2008 al 2014, il Maestro Flor ha ricoperto la carica di Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2003-08) su invito personale del loro Direttore Musicale Riccardo Chailly, dove è stato successivamente nominato Direttore Musicale dalla stagione 2017/2018, con il compito di sviluppare il lavoro dell’orchestra nel repertorio mitteleuropeo. Nella stagione 2018/2019, il Maestro Flor è nominato Direttore Ospite dell’HetGeldersOrkest.Nelle ultime stagioni, ha diretto con successo di pubblico e di critica concerti con la London Symphony Orchestra (la Sinfonia n. 3 di Bruckner) e l’Orchestra Santa Cecilia di Roma in un programma interamente dedicato a Mozart. Tra i recenti e i prossimi impegni di rilievo la collaborazione con la HetGeldersOrkest così come il ritorno alla South Netherlands Philharmonic, alla Dallas Symphony Orchestra, allo HyogoPerformingArts Centre Orchestra in Giappone e il debutto con la Philharmonic Orchestra di Sofia.

La sua grande esperienza in ambito lirico lo ha portato a instaurare una lunga collaborazione con il ThéâtreduCapitôle di Tolosa, dirigendo celebri produzioni di Le Prophète di Meyerbeerbeer, Tiefland di d’Albert e Die Walküre di Wagner. Tra le produzioni passate si ricordano Faust di Gounod, Tristan und Isolde di Wagner, Madama Butterfly di Puccini, Die Zauberflöte di Mozart, Hänsel und Gretel di Humperdinck. Per queste produzioni il Maestro Flor ha collaborato con diversi registi, fra i quali Götz Friedrich, Joachim Herz, Harry Kupfer, Nicolas Joël, Mariame Clément e Walter Suttcliffe. Altri impegni lirici includono una produzione di Siegfried diWagner, diretto da David McVicar, con l’Opéra National duRhin a Strasburgo, Le Nozze di Figaro e Die Meistersinger alla Monnaie di Bruxelles, quest’ultimo anche in tournée a Tokyo, Die Zauberflöte di Mozart per la Houston Grand Opera, Euryanthe di Weber per la Netherlands Opera con la Royal Concertgebouw Orchestra, e La Bohème per la Dallas Opera. Ha anche diretto una pletora di altri titoli con la Staatsoper di Berlino, la Deutsche Oper e i teatri lirici di Monaco, Dresda, Amburgo e Colonia.Il Maestro Flor ha una discografia ampia e diversificata, che include una serie di registrazioni di Mendelssohn con la Bamberg Symphony, recentemente ristampata dalla Sony/BMG. Il suo rapporto di lunga data con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ha anche portato l’orchestra a diventare la prima orchestra italiana a registrare tutte le Sinfonie di Mahler come produzioni concertistiche dal vivo per Idagio. Il Maestro Flor ha registrato anche l’Asrael Symphony di Suk (2009) e le Sinfonie n.7 e 8 di Dvorak (2012) con la Malaysian Philharmonic per l’etichetta BIS.

 

Ufficio Stampa – LaVerdi

Autore dell'articolo: La Redazione

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