L’accento sulla A – Marco Ponzi. Recensione

L’accento sulla A

Marco Ponzi.

Recensione

 

Mentre leggevo questo romanzo, mi è tornato in mente “Misto Maschio” di Will Self, dittico di due racconti lunghi, nei quali i protagonisti se la devono vedere con imbarazzanti malformazioni fisiche. Lo stesso capita a Felicita, personaggio principale di “Con l’accento sulla A”. Ovviamente si capisce che gli intenti sono molto diversi. Se Will Self adotta un registro tra l’ironico ed il sarcastico con punte umoristiche mirate a far riflettere, Marco Ponzi si colloca in una prospettiva diversa creando un romanzo di formazione (ormai è un genere letterario dal quale non posso prescindere) che è ben piantato nella realtà e che fa della verosimiglianza un suo punto di forza.

Non dico apposta di quale difetto corporeo si parla, non per eccesso di pruderie quanto per non togliere nessuna sorpresa né al libro di Self, né tanto meno a quello di Ponzi.

Pruderie, dicevo poco sopra. E a questa unisco pure pregiudizio, bigottismo e chiusure mentali. Sono gli ostacoli che la fisicità di Felicita deve affrontare e combattere quotidianamente per ottenere un minimo sindacale di stato d’animo sereno. Ma fronteggiare quella società provinciale, nella quale si trova coinvolta suo malgrado la ragazza, non è il solo punto cardine dell’opera di Ponzi. Felicita, infatti, deve confrontarsi di giorno in giorno anche con un ambiente familiare anaffettivo che non la sostiene assolutamente e che non le dà il supporto necessario per arginare le cattiverie del suo contesto sociale. Questo confronto sfocia in un drammatico testa a testa con Amalia (esempio paradigmatico di ‘sepolcro imbiancato’), madre di Felicita: le schermaglie tra genitrice e figlia sono il perno su cui si basa grossa parte del plot e riescono molto bene nell’intento di mettere alla berlina un certo atteggiamento, presente in molti strati della nostra società, che consta nel voler mantenere a tutti i costi la ‘facciata’. Man mano che scorrono le pagine il testa a testa diventa proprio scontro titanico che sa diventare tangibile per quanto è concreto.

A fronte di questo, occorre sottolineare che la scrittura di Ponzi in alcune parti del libro risulta ancora un po’ acerba e non costante negli esiti: alcuni stralci della vicenda sembrano semplici resoconti e tolgono tensione alla lettura; le vicissitudini di Felicita più adulta e matura perdono un po’ di mordente e di realismo, e soprattutto nell’ultimo quarto risultano un po’ intrise di toni melodrammatici. All’interno di questo commento, questi rilievi negativi sembrano essere cosa da nulla, ma all’atto pratico riescono ad incidere non poco sull’insieme.

Però, con una storia di questo genere, va riconosciuto a Ponzi il merito di far riflettere molto su come pensiamo di essere e su come in realtà siamo.

Enrico Redaelli Blabla news

Autore dell'articolo: La Redazione

1 commento su “L’accento sulla A – Marco Ponzi. Recensione

    carlo meana

    (7 Ottobre 2019 - 16:32)

    Davvero un gran bel libro contemporaneo! una lettura piacevole che ti cattura e ti travolge nelle avventure di Felicità. Assolutamente consigliato!

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