“Finchè Morte Non ci Separi” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 24 Ottobre 2019

“Finchè Morte Non ci Separi”

Recensione in Anteprima.

Al Cinema dal 24 Ottobre 2019

 

Ci sono pellicole che riescono ad essere dei veri eventi di forte attrattiva per il pubblico e realizzati con un budget ridotto ma che in un poco tempo riescono a rifarsi dei pochi soldi spesi. Solitamente le motivazioni di tanto scalpore sono da attribuire ad una storia originale e ben costruita, novità a livello di messa in scena e freschezza dei dialoghi e delle dinamiche.  Bisogna essere onesti e aggiungere  a tutto questo  anche una buona dose di fortuna legata ad un’uscita nelle sale in un weekend magari povero di alternative valide.

Brillante, appuntito, divertente ed emozionante in fin dei conti : assolutamente da vedere. Si potrebbe dire tutto questo di “Finchè Morte Non ci Separi” ma sarebbe riduttivo e non spiegherebbe le ragioni che ci sono dietro a tante buone qualità.

Grace, giovane sposa in procinto di sposare Alex deve affrontare una particolare tradizione di famiglia prima di essere totalmente accettata. Con il tipico gioco di “nascondino” deve superare la notte viva visto che tutta la famiglia del suo promesso sposo cercherà di ucciderla.

La pellicola offre un vero festival dello splatter molto divertente e quasi non-stop con sempre trovate nuove e originali. Il film ottiene moltissimi punti a favore grazie alla performance di Samara Weaving che riesce a essere credibile, dissacrante, forte e ironica; È una persona normale spinta in una situazione molto anormale e le sue risposte emotive rimangono ragionevoli e formidabili. È lei a capo di un cast pieno di talento e interessante tra cui Andy MacDowell, Adam Brody, Henry Czerny e Nicky Guadagni tutti volti noti ma nessuno davvero noto. La scelta di un cast di attori non di cosi forte attrattiva è rischiosa ma in questo caso pone l’attenzione verso altro cioè la storia, i dialoghi e la sceneggiatura.

Siamo in un’epoca in cui c’è il forte senso di divertimento a odiare le persone facoltose, fa sicuramente tendenza e di gran moda ma la satira può essere realizzata in vari modi. Ci si può ripetere e riproporre battute e schemi già visti oppure si può provare e osare una strada nuova fatta di originalità . In questo caso il gioco di “nascondino” è la scusa per mettere in scena una vera guerra di classe tra chi ha potere, si crede di avere dei diritti perché privilegiati e chi invece sgomita e deve letteralmente  per … sopravvivere. Mettere in scena tale scontro in maniera tanto ironica (e sanguinaria) è necessario per mostrare una metafora in modo diverso dal solito. La pellicola rimane coerente con la sua scelta di avere un certo tipo di tono dall’inizio alla fine che si tratti di umorismo più forte e dissacrante e sia nei momenti di vera tensione e intrattenimento. In tutto questo c’è un ottima sceneggiatura che non prende mai in giro lo spettatore e dove tutto ha una spiegazione logica.

 Altro punto a favore è il suo essere molto divertente. Nonostante sia un film anche thriller e action si ride molto lungo tutta la sua visione e per una volta non sono risate involontarie ma volute e cercate da parte degli autori senza che il gioco “al massacro” perda di intensità e credibilità .  Per assurdo che sia l’umorismo non toglie nulla al pericolo .

 E poi c’è il finale….senza fare spoiler ma questo è uno di quelli che ti fa alzare in piedi in mezzo alla sale , ci si mette ad applaudire per il suo essere memorabile in modo da renderlo uno dei migliori finali degli ultimi anni.

Andrea Arcuri BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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