“L’Inganno Perfetto” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 5 Dicembre 2019

“L’Inganno Perfetto”
Recensione in Anteprima.
Al Cinema dal 5 Dicembre 2019
Il regista Bill Condon ha diretto molti film e passando tranquillamente da pellicole young adult ( “Twilight” ) a grandi produzioni Disney ( “La Bella e La Bestia” ) ma forse però da il meglio di se in piccole storie indipendenti, più di stampo teatrale e intimo ( “Mr.Holmes” / “Kinsey” ). In questo suo ultimo film ritrova Ian McKellen e lo mette in scena con Helen Mirren in un gioco di scontri, intrighi, bugie e raggiri.
La bravura e furbizia del regista sta tutta nel lasciare i due attori liberi di muoversi e interpretare i loro rispettivi ruoli senza dargli freno e mettendo la regia totalmente al loro servizio. Ad una prima visione sembra che Ian McKellen primeggi tra i due ma la performance di Herlen Mirren è fatta di sfumature più sottile e volutamente in secondo piano. Stiamo parlando di due “mostri sacri” della recitazione e quindi capacissimi di reggere un film e di non esagerare mai.
La bellezza della pellicola sta tutta qui; la storia è molto classica e sebbene si cerchi di impreziosirla con una sotto trama nazista e un finale di (poco) effetto  rimane il piacere maggiore vedere i due attori protagonisti sfoggiare performance indimenticabili sul grande schermo.
La nota peggiore sta nel finale. Chiudere una pellicola fatta di misteri con un qualcosa di cui il pubblico ne è totalmente all’oscuro è una “furbata”, un modo per prendere in giro chi era pronto a cercare di capire cosa stava succedendo, peccato
Per una volta risulta funzionale la scelta di rendere l’estetica della pellicola, solitamente riempita da virtuosismi e movimenti d’effetto questa volta ridursi al minimo. Si consiglia, per fare un paragone con film dello stesso regista di rivedere “The Greatest Showman” un musical molto virato all’estetica o sopratutto “La Bella e La Bestia” volutamente costruito ad hoc per un pubblico mainstream. Questi esempi, ognuno perfetto per il tipo di pubblico a cui sono rivolti, sono l’essenza di un regista e della sua capacità di adattamento.
Andrea Arcuri BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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