” ORIGINI ” mostra personale antologica di M° MICHELL CAMPANALE pittore scultore – Milano Villa Litta Modignani d’Affori

Maestro

 MICHELL CAMPANALE

Pittore Scultore

 Socio Artista della Societa’ di Belle Arti ed Esposizione Permanente Milano (Museo della Permanente) – Studioso in semiologia sacra e arcaica

 

in

O R I G I N I

Natura Invisibile

di Archetipi Colori Simboli, radici del pensiero e del linguaggio

a cura di

d.ssa Paola Daniela Pellegrino

mostra personale antologica

 opere 1981-2018

 https://galadellarte.webnode.it/date-del-tour/

https://www.facebook.com/events/138912646780377/

 Milano, dal 28/11 al 10/12/2019

VILLA LITTA MODIGNANI

Salone delle Arti della Biblioteca

Viale Affori 21, Milano (MM 3 Affori Centro)

  Orari visita a ingresso libero: dal lunedi al venerdi dalle 10,00 alle 18, 00

                   il 28 Novembre, Milano assistera’ al ritorno, dopo 5 anni, di una antologia completa delle opere del Maestro Michell Campanale (Ruvo di Puglia, Bari – classe 1970), cresciuto in Francia negli anni della primissima infanzia, ma di adozioni ormai meneghine. L’esposizione  sara’visitabile al pubblico milanese nello splendore del Salone delle Arti della Biblioteca di Villa Litta Modignani, in Milano viale Affori 21, in una kermesse di circa 10 giorni, curata dalla d.ssa Paola D.Pellegrino, studiosa in estetica dell’arte, letteratura e drammaturgia.

               L’iniziativa, nata e patrocinata dal Municipio 9 del Comune di Milano, con il sostegno logistico della Bibllioteca di Villa Litta, gode altresi’, per il valore artistico culturale, del patrocinio dalla Societa’ di Belle arti ed Esposizione Permanente di Milano (Museo della Permanente), della Fondazione Museale “Ugo Guidi” di Forte dei Marmi, e , di enti diplomatici (per i valori e contenuti di multiculturalita’) quali il Consolato Generale di Ecuador a Milano , con il quale il maestro Campanale collabora da anni  nella diffusione  e valorizzazione delle risorse delle diversita’ multiculturali.

                L’evento artistico riecheggia le precedenti  edizioni del   del  luglio 2010 presso il Palazzo di Giustizia di Milano, divenuta poi esposizione permanente, del settembre 2012 presso l’Hotel Manin Milano, edell’aprile 2014 presso Banca Mediolanum Milano. Una quarta importante sintesi, dunque,  di un lungo ultra-trentennale percorso artistico filosofico,   del Maestro, maturato mediante le sinergie dei vari linguaggi artistici, percorrendo  un complesso labirinto di studi interdisciplinari.

                 Le opere d’arte saranno presentate in un allestimento e un’atmosfera preparata “ad hoc” , con “sinestesie” , ovvero intrecci tra timbri di musica e timbri di colore..

                 Fara’ da cornice una particolare ambientazione musicale, a cura del Maestro Beppe Ciaccio, con”I Suoni alla radice del tempo”: voci, suoni, e speciali vibrazioni, attraverso particolari strumentazioni selezionate dal musicologo stesso, rievocheranno un’atmosfera spirituale e mistica di attimi e vicissitudini perduti nel tempo, in un viaggio sensoriale e spirituale nel passato remoto, “interpretando” alcuni dipinti del M°Campanale, con la sua personalissima arte di “esporre atmosfere e suoni”. Seguiranno interventi lirici a cura del soprano Beatrice Jiyoung Sim, coreana, e del cantante Gabriel Francia,  accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Beatrice Bellinzani. Concludera’ la cerimonia di inaugurazine una piece teatrale dal titolo “Leonardo, i retroscena di un genio” a cura e con la regia di Paola Pellegrino.

                 La serata sara’ condotta e presentata dall’attore e conduttore televisivo Antonio Paolo Pini, che recitera’ altresi’ pièces poetiche, adattate ad hoc alle pitture del Maestro Campanale.

                 L’organizzazione logistica e della comunicazione e’ a cura del circuito artistico no-profit Mi.a.m.i. Mobile Museum ( 329.6553592 Michellstudyforlight@gmail.com – https://www.facebook.com/events/138912646780377/  ).

                 Orari visita a ingresso libero: dal lunedi al sabato dalle 10,00 alle 18,30 – domenica chiuso

                   Introduzione. – Tutto l’operato artistico di Michell Campanale, pittore e scultore sin dal 1981, si basa su di una interminabile esperienza emozionale e spirituale, alla ricerca di quel senso della Vita, nell’intangibile connessione individuale-universale, sino a permeare quei fili mistici e intangibili, quelle energie sottili, che pur nell’impercettibile, muovono tutti i fenomeni.

                   Una ricerca che e’ possibile comunicare soprattutto attraverso l’Arte, “quale ponte tra l’Umano e il Divino”.

                   Per queste motivazioni,  dirige la propria produzione artistica (originatasi nel figurativo e nella ordinaria stesura completa dell’immagine) verso l’astrazione della forma, nell’esigenza di valicare i perimetri  delle forme proprio  per esprimere simultaneamente il maggior quantitativo  possibile di messaggi,  accumulati dalle sue ricerche filosofico-spirituali , sino a giungere all’utilizzo della simbologia e della semantica, allineandosi all’insegnamento del maestro catalano Joan Miro’ (  M.Campanale, ne e’da sempre attento e seguace studioso ),del quale ha stigmatizzato in se le parole “..il disegno e la scrittura si rivelano inseparabilmente vincolati…”:  parole che comprovarono le intuizioni dello stesso M.Campanale, dell’ aver percepito di essere sul percorso giusto, e soprattutto di dover  proseguire la sua grande ricerca spirituale,  perche’ allo stesso tempo artistica, “… nell’analisi di quelle pulsioni artistiche e sacre, che portarono l’Uomo antico, alla necessita’ di forgiare disegni, glifi  e simboli che hanno, dopo millenni, condotto alla formazione di quei segni (le lettere) che costituiscono gli alfabeti dei moderni linguaggi...”.  (da“Arte ed Esotherismo”, dall’ Archetipo al Simbolo, al Segno e alla Forma – 1^ Lezione del M°M.Campanale all’Accademia di Brera,  Milano – 1^Cattedra di Pittura – 16 aprile 2011 – vds. anche “Archetipi: suoni colori e simboli dalle origini dell’Universo”, esposizione personale, pitture e sculture del M°M.Campanale – 3 aprile 2014 – Family Banker office, Gruppo Banca Mediolanum, Milano).  

                             L’Arte Figurativa. –  Una prima fase figurativa fatta di armonia di forme, quello di M.Campanale, che trae spesso ispirazione a un tardo impressionismo vedutistico, paesaggistico e “sinestetico”( da cui la serie “Sinestesie”, dipinti raffiguranti vedute e paesaggi ispirati a celebri sinfonie tardo romantiche), o a un espressionismo, ora cezanniano (con le tipiche nature morte e i ritratti ribelli agli schemi accademici), ora con tratti di Gaugin (serie “Les Femme de Michell”) o drammatico, tipico di Schiele o Schonberg ( serie Art for Psyco – Gioco di Specchi). “..Dal colore direttamente alla forma” dice il maestro “ e senza alcuna premeditazione o progettazione grafica iniziale… dal caos nebuloso dei colori (specchio del turbine irrazionale del mondo emotivo) le forme appaiono gradatamente mediante l’azione “scultrice” dei chiaro-scuri, o semplicemente per azione impersonale di esplosioni di colori“… come se alle forme finali si giunga guidati da un Impersonale Destino..”. (M.Campanale) –   Infine, una ultima serie informale del maestro, sembra ricordare gli  studi sull’immagine dello  psichiatra svizzero Rosharch e il suo noto test (la Farfalla di Rorscach), rivisitato dal maestro in un “action painting” che sintetizza i suoi studi esotherici sull’antica cultura della “lettura dei fondi del caffe’, diffusa nei paesi mediorientali. Riproducendo un’interessante ricongiunzione tra psichiatria ed esotehrismo, per quel che concerne le proprieta’ proiettive della mente, che accomuna il noto test scientifico alal non meno nota mantica divinatoria esotherica.  Sino a giungere alla pittura simbolica e richiamo mistico (come la serie Pyramides) e religioso (con soggetti a tema buddhista e cristiano), tipico delle pitture sculture dell’ultimo decennio, che testimoniano il viaggio artistico del maestro, attraverso storia e psicologia, mitologia, esoterismo, filosofia, sino ai recenti studi sulla “semiologia arcaica”, alla ricerca  delle origini sacre ed artistiche della scrittura e del logos umano, che tra poco analizzeremo.                                      

                        La Tecnica. –   La pittura del maestro Campanale, profondo studioso dell’Incidente luminoso del Caravaggio, e dei moti dell’anima di Leonardo , per cio’ che concerne il ritratto e i volti umani, si basa in genere e prevalentemente  sull’esperienza emozionale: trasferire allo spettatore, quasi sino a “teatralizzarla”o concretizzarla, quell’emozione, quell’impatto, quel “trauma” o  pathos intenso e denso,  di quell’attimo ben preciso, di quell’istante che e’ il culmine di tutta la carica emotiva di quel momento dell’esistenza: nel dipinto, si osservi, il tutto ben manifestato dall’autore, attraverso l’uso e il convergere dei chiaro-scuri , in uno“scontro-armonico” (e non incontro..), proprio per manifestare l’esplosione emotiva che ne deriva dall’esperienza percettiva-emotiva:“.. come il tuono o la folgore affscinanti,  che derivano dallo scontro maestoso delle correnti,  in un violento temporale, illuminando il buio della notte… come due astri che collidono nel buio  vuoto cosmico, per dare origine a miriadi di stelle luminescenti nelle tenebre del firmamento, nel quale io mi perdo, ogni volta, osservandone nel buio, la Luce…”(M.Campanale).  Un pathos, che egli “materializza” anche attraverso la “matericita’ e tridimensionalita’” della tecnica (vedasi l’intensita’ e matericita’ del gesto cromatico e , in taluni casi, anche l’uso dell’assemblaggio  – chiodi e filo spinato vero, per simulare la corona di spine del Cristo nel noto dipinto “Necessario Sacrificio”), con la finalita’ di “intensificare fino a densificare” (quasi sino alla materializzazione) l’emozione che si intende trasferire.

                    Analisi dei Contenuti.  – Nella sua arte, M.Campanale trasferisce alti messaggi universali spirituali. Da sottolineare, quello di “ricongiunzione interiore”: dolore e gioia convivono e non hanno mai cessato di coesistere, nello stesso corpo e nella stessa mente (..”da un attento esame il Buddha e l’Inferno esistono nello stesso Corpo..” – (dalla scrittura buddhista “Gosho di Capodanno”, Nichiren Daishinin)Di eguale importanza, i contenuti inerenti la Fede e l’importanza di un credo religioso profondo per sostenere il difficile percorso umano per liberarsi dalla schiavitu’ indotta dalla seduzione di “catene distruttive” come alcool, prostituzione, tabagismo, criminalita’e altri mali sociali, certo dell’influenza positiva profonda che l’Arte ha sul pensiero umano, conscio e sub-conscio, individuale e collettivo. Attraverso la pacificazione interiore,a cui l’Arte puo’ subliminalmente indurre, si possono gradatamente annullare anche macroscopici conflitti, come la guerra, la carestia, il terrorismo e tutti i grandi mali che affliggono l’immaginario collettivo umano. “..  Cosi’ come recitano anche le stesse discipline della moderna psicologia: cio’che non vogliamo vedere, e’ in realta’ cio’che invece va ripreso,  rivisto, riabbracciato, riconosciuto..”.(M.Campaanle).  Sino a giungere a un maggior amore verso se stessi, che conduce al fine ultimo di riconoscere la propria natura” divina” (in termini cristiani – o Buddha, in termini buddhisti), che l’arte stessa puo’ evocare. dentro di se’, e negli altri..Come parte del Tutto.

                          E’ pur vero che al maestro Campanale si attribuiscono vari percorsi spirituali esoterici (nell’accezione greca  di “riservato o conosciuto o conoscibile a pochi”), come si evince da altri suoi dipinti a tema sacro-teosofico (vds l’opera”Il Nunzio” – olio su tavola, 2009, collezione privata Avv. E.Visciano),  oppure “Necessario Sacrificio-Il Pianto della Madonna alla Deposizione, olio su tavola, 1999, collezione privata Ziliani), in un’ampia esplorazione interreligiosa-teosofica. In virtu’ di cio’ ritroveremo in alcuni suoi lavori (indi, nei suoi scritti) molteplici citazioni ed esperienze spirituali, dalla Taoista-Zen alla Islamica-Sufi, dalla Cristiana alla Ebraica sino a quella Buddhista sino-giapponese (a quest’ultima il Maestro si converti’ sin dal 1998), ecc. Questa interattivita’ di ricerche teosofiche sfocia dapprima in una presentazione teorica all”Accademia di Belle Arti di Brera a Milano (“Arte ed Esotherismo”, dall’ Archetipo al Simbolo, al Segno e alla Forma – 1^ Lezione del M°M.Campanale all’Accademia di Brera,  Milano – 1^Cattedra di Pittura – 16 aprile 2011). Successivamente condusse alla produzione artistica della serie “Archetipi”, risultato di un percorso interdisciplinare tra arte, storia, archeologia, spiritualita’ e filosofia. Una serie prodotta e presentata dal Maestro Campanale nel 2014,  in una storica antologica presso gli spazi di Banca Mediolanum a Milano, e riproposta in questa mostra a Villa Litta. La serie riproduce 11 primordiali segni o “gesti cromatici” su superfici, lavorate a tecnica mista, riproducenti i primari segni da cui, secondo M.Campanale, discendono i segni e le lettere che costituiscono i moderni linguaggi. Riproponiamo in merito, qui di seguito, una breve citazione del Maestro, quale anteprima esemplificatrice della mostra: “..E’ ancor piu’ antica tradizione attribuire alla “morte” il significato di nutrimento , e alla distruzione, attribuire le fondamenta del cambiamento e trasformazione. Cosi come, ad esempio,  ci arriva dalla tradizione ebraica il concetto attribuibile all’autiut ebraico MEM,  – corrispondente alla lettera M degli alfabeti occidentali –  che giunge da un antico geroglifico rappresentante l’acqua mossa – (riprodotto e rappresentato insieme ad altri 10 segni arcaici ) … molto probabilmente  richiamava il mare,  il primo luogo ove si origina la vita, cosi’ come si distrugge, per essere trasformata in nutrimento per gli altri esseri; ovvero ove si originano titaniche distruzioni, che hanno segnato, e ancor oggi segnano, la storia e il decorso geologico e geografico del nostro pianeta: la Morte, dunque, in quanto Funzione Naturale, e “necessaria”alla stabilita’ e ciclica continuita’ dell’Equilibrio Naturale: eppure noi Uomini odiamo, temiamo e demonizziamo la morte, a causa dei nostri attaccamenti..”.  

                         Dalla Natura Morta alla “Natura o Vita Silente” di De Chirico, alla Natura Invisibile. – Scrive il maestro Michell Campanale: “…la Natura Morta,  con il gran maestro De Chirico, diventa”natura o vita silente”: “…nel  vuoto sonoro del silenzio… semplici oggetti inanimati,  attraverso forme e colori, diventano e si rivitalizzano in “soggetti”, che esprimono , comunicano e stimolano allo spettatore (in un”apparente “attiva passivita’)  emozioni e sensazioni: “…i fiori non parlano, profumano..” recita un antico adagio taoista di Lao-Tzu (VI-V sec.a.C.). Dunque un vuoto e un silenzio apparenti, creati apposta per riempire, per stimolare a “percepire”(dal latino “pro-capere”, creare capienza, capacita’ di contenere), attraverso “oggetti”, vuoti e pieni ( vds il dipinto “Natura Invisibile(natura morta) olio su tela, 2001, M.Campanale): a rappresentare la doppia entita’ di tutti i fenomeni,  la loro relativita’ (intendendo la loro sussistenza rispetto al luogo ove sono e al tempo in cui sono), e insostanzialita’  (rispetto alle apparenze illusorie di come essi ci appaiono – principio di “tremila mondi in un solo istante”, Tien-Tai Chi Lye, Cina, 600 d.C. circa –  Ichinen Sanzen, Buddhismo di Nichiren Daishonin , Giappone,  1250 d.C.). Cio’ che resta dunque, e’ il “concetto”,  cio’ che gli oggetti evocano, ( il “noumeno”, la loro funzione e senso,  rispetto al “fenomeno”, il loro manifestarsi e apparire) . Ovvero,  il”valore” che il pensiero stesso crea e proietta in essi e vede attraverso essi:  un pensiero spesso cosi’ potente, sino ad “animarli”. Dunque “l’anima” degli oggetti, che diventano “soggetti”, animati dal pensiero dell’Uomo, sino addirittura a generare “attaccamento”(ad es: una moneta in realta’ e’ fatta di semplici  molecole di metallo, ma viene avvalorata ed elevata sino al pari della preziosita’ della vita stessa, dal valore attribuitole dal pensiero convenzionale umano, individuale e collettivo ). Come, ad esempio,  il potere mnemonico anima (avvalora) oggetti che evocano profumi, sapori, suoni e immagini, di  situazioni intense e indelebili, positive o traumatiche, che albergano nel remoto mnemonico della nostra coscienza. “...Come, ad esempio, il ricordo nostalgico di una “sedia”, appartenuta a una persona indimenticabile, a un “Padre”, a un “Maestro”, che sedeva li’ ogni giorno,  che li’ha lasciato per sempre, la sua … “Natura Silente e Invisibile”. ( del dipinto “NATURA.. INVISIBILE” olio su tela cm.70×50, anno 2001 –  omaggio al maestro GALILEO CHINI – I Padri  della Permanente – Museo della Permanente, maggio 2017, Milano).

                                   Del Ritratto  –  … il colore antinaturalistico crea la forma e ha predominanza sulla linea…diventando dura e incisiva a esprimere pathos..Mimazione, quindi nel ritratto ad opera del maestro Campanale,  e colori pescati nelle tavolozze sincretiche di Van Gogh o Kirchner Nolde (per citarne alcuni) a definire il volto..Ritratti molto forti a tinte espressioniste…nell’intelligente estroflessione fisica , si connota con i vigorosi apporti cromatici .. gli sguardi overlook sembrano quasi cogliere la sorpresa del mondo, dell’altrove…”. –  d.ssa Paola Pellegrino, storica e studiosa in estetica dell’arte, regista e drammaturga, docente in lettere – 

                                 “… La pennellata graffia la tela con il colore giocato su toni che nascono caldi e muoiono smorzati dallo sfondo scuro che li imprigiona in un susseguirsi di assonanze e dissonanze cromatiche…una varietà di linguaggi segnici grafico-pittorici, un’alchimia di interi processi di creazione …”   – prof.Giuditta Margnelli, dott.ssa in “Arte e Antropologia” – docente in discipline pittoriche e grafiche Monza (MB).

                               “… Zone nettamente definite di colori in vivo contrasto si giustappongono a costruire le forme del soggetto…non solo una figura, bensì un intero carattere emerge dalla tela. Il vigore psicologico,…alimentato dall’intenso riflesso chiaroscurale..”  (prof.ssa Veronica Olivotto, storica dell’arte, docente in lettere a Milano)

                                 Delle “Sinestesie” “…la rievocazione immaginale e’ molto piu’ intensa attraverso i suoni, creando fusione di linguaggi espressivi, come musica e pittura, mediante ilprocesso della “sinestesia”… (simultaneita’ di risposta di due diversi organi di senso – in questo caso vista e udito). – M° Beppe Ciaccio musicista etno-musicologo.  Cultore di musica arcaica  pianista  percussionista etnomusicologo

                         “… Le opere in mostra  saranno il compendio del suo operato artistico dalla sua prima giovinezza a oggi. Il suo percorso artistico è fatto di approfondimento e ricerca artistico-spirituale: la tecnica in continua evoluzione e i risvolti intimistici danno ai suoi lavori un grande valore aggiunto e un’adesione alla poetica  del pensiero che lo porta a un atteggiamento mentale, risultato di una particolare intelligenza visiva scaturita dall’esperienza estetica e dall’originalità espressiva. Lo spazio e la luce sono due elementi  che l’artista esprime con particolare sensibilità: il primo non necessariamente in rapporto con la tradizionale funzione prospettica, mentre la seconda risiede nella dimensione del rapporto tra la figurazione, come elemento dipinto, e la sua proiezione al riferimento concettuale…” (Lidia Silanos critico d’arte, caporedattore della rivista “InArte” ). 

                                  Del Ritratto e Della Natura Morta – “… i colori, le forme, sono solo l’aspetto visibile di un mondo mistico, invisibile, chiamato  “Anima”… per questo motivo, alcuni colori, alcune forme, oggi hanno un valoreinestimabile: solo il pensiero e l’animo umano, invisibili,  danno tanto valore a queste rappresentazioni visibili , ma”virtuali”…se cosi’ non fosse, resterebbero semplici colori sulla tela…semplici forme… meri aggregati di molecole di pigmenti, su aggregati di molecole di tessuti…semplicemente …”  …cio’ che e’ visivbile, e’ solo la punta dell’iceberg dell’immensita’ dell’invisibile…ogni oggetto o fenomeno percepibile o tangibile, e’ solo la mera porta d’accesso, e’ solo il piccolo medium, per accedere all’Universo dell’intangibile, dell’Invisibile, che e’ la Vera  Natura (Invisibile) delle cose..” M° Michell Campanale –Della Natura Invisibile nel Ritratto, della Natura Morta).

                                  Dell’Arte Sacra -. “... Un sacrificio necessario ed un pianto di madre: quali tematiche più tristemente attuali di queste? L’opera del Maestro Michell Campanale assurge ad un piano di lirismo universale, cogliendo l’espressione di Maria, intrisa di intensa spiritualità, e l’abbandono del viso del Cristo morto. La Madre ne culla la testa amata e compianta, sullo sfondo del Golgota: con la composta consapevolezza di chi sa che tutta quella sofferenza non è stata vana e non lo sarà mai…”. (Prof.ssa Veronica Olivotto –– analisi del dipinto Necessario Sacrificio – Il Pianto della Madonna alla Deposizione. –

L’impatto interpretativo tocca vari punti ma è nello stesso tempo  univoco per una matrice che potremmo definire nordica. Da un lato  siamo su  rimandi  filosofici importanti  sottesi al termine “necessario”: il concetto di necessitazione  è centrale da  Parmenide  a Kant  ( ciò che è,  non potendo ”non essere”). Dall’altro accertiamo l’evidenza della  collocabilità dell’opera nella tradizione della pietas , di cui è costellata la storia dell’arte plastica, a partire  dai vesperbilder, tipi di scultura devozionale  ( cfr. immagini del Vespro, Germania del XIV sec),  il cui soggetto, il Cristo Morto tra le braccia della Madre, condizionato dalle  estetiche  epocali, approda alla  pittura,  dal medioevo ai giorni nostri, forse per il desiderio  intrinseco di associarsi alla passione;  e ancora  andiamo  alla  rintracciabilità di  stigmi estetici  della corrente verista della Sachlichkeit: una  madonna  col manto  tradizionale, ma  il cui  volto è reso dolente da tratti  sghimbesci vicino  alle fisiognomiche di Otto Dix ( cfr..Saul und David). Mentre la cifra espressionistica  è  nel soma di Gesù, in cui  rivediamo la maniera di Emil Nolde (Die Brucke) nella “se pur morbida” triangolazione del viso e  nella pennellata  di bianco  titanio  che interrompe la formula, per il color carne, in osservanza dei consigli di Rubens : usare il bianco solo per i dettagli . Lo sfondo: la parte prospetticamente più lontana  riprende il tema..è crocifero: esteticamente  uno nachthimmel  vangoghiano…”. (d.ssa Paola D.Pellegrino –– analisi del dipinto Necessario Sacrificio – Il Pianto della Madonna alla Deposizione. – )

 Le parole del Nuovo Testamento trovano visibilità nel volto della Madre che, dall’espressione, non si sottrae all’obbligo di voler rendere partecipi del suo  dolore, noi fruitori dell’opera. Infatti, tutti noi che partecipiamo all’opera ci troviamo sotto l’ombra del “Maphorium” della Madre che, come una coperta, ci avvolge in un abbraccio protettivo che sa di eterno. Il cielo oscurato evoca il silenzio di un’assenza visibile che sfugge a tutte le regole terrene, mentre la forza delle pennellate sul volto tumefatto di Cristo ci mostrano un dolore tangibile che si nde  con  un   equilibrio cromatico, a tratti stridente, tale da trascendere la sofferenza a un livello esperienziale superiore”.   (d.ssa Giuditta Margnelli –– analisi del dipinto Necessario Sacrificio – Il Pianto della Madonna alla Deposizione)

 

                           Degli Archetipi. Buddhista dal 1998, e tra i pochi cultori in Italia del singolare percorso di “arte ed esoterismo”, (nell’accezione puramente greco antica  – da esotherikos = ermetico, riservato a pochi – con riferimento alle scuole  misteriche filosofiche Aristoteliche),  M.Campanale estende tale ricerca ai suoni  primari elementari, i cosiddetti “phonemi”(dal greco “phonè = suono), abbinati a ciascuna delle 22 simbologie arcaiche, (spesso denominati Arcani, o “Archetipi” – usando sommariamente il termine coniato dallo psichiatra svizzero C.G.Jung -primi elementari prodotti della creativita’umana). Phonemi,  che successivamente, gli antichi adepti alla spiritualita’ combinarono armonicamente, formando i cosiddetti “MANTRA”(detti infatti altresi’ “suoni archetipi”), notando, nella recitazione degli stessi, effetti benefici sul corpo, sullo spirito e sulla propria relazione col mondo esterno (karma): a voler rilevare l’originaria  funzione “sacra” della scrittura (come testimoniano antichi reperti in siti archeologici Indo-cinesi, databili tra l’6500 e il  4500 a.C., o come testimonia la stessa scrittura  “sanscrita” degli antichi testi sacri Indo-Arii (i Sacri Veda) o i primi Geroglifici presso gli  Egizi. Successivamente poi fuorviata da tale sacra funzione,  la scrittura fu utilizzata, specie tra le popolazioni mesopotamiche, a scopi commerciali e identificativi: da questo momento in poi l’eredita’ sacra della scrittura viene rimossa e sepolta negli abissi della memoria genetica dagli utilizzi profani e materialistici dell’Uomo. Tale ricerca artistico-storico-filosofica del Maestro, e’ stata oggetto di discussione in prestigiosi meetings internazionali di discipline orientali, o di conventions/lezioni presso diverse Accademie italiane, tenute dallo stesso M. Campanale (vds biografia). Un percorso artistico che rimanda “… non solo  alla “fonte primaria” dell’Essenza  e della  comunicazione umana, ma anche di tutti gli elementi del Cosmo, ove tutti individualmente, nella loro molteplicita’ e diversita’,   appartengono invero, strettamente interconnessi tra loro, a un unico Grande Organismo…” (M.Campanale).

Del colore  e del segno. –  “… come primaria forma di comunicazione umana, principii creativi dunque del logos e del “pensiero/concetto/ forma”, in quanto primo arcaico riflesso/proiezione del complesso mondo emotivo umano (colore) connesso (segno) con il Grande  Bio-Ritmo… In origine,il”gesto artistico”fu”Atto Sacro”,un primo“res-ligare”con le“Forze Naturali”, per raffigurarne (indi evocarne) la forza Creatrice-Distruttiva” … Or dunque, oggi vogliamo risvegliare la coscienza umana riportandola alla propria vera  Natura, che e’ Sacra: una consapevolezza e una autostima, da secoli (e oggi piu’ che mai), dimenticata,  violentata e oscurata. indi, come in trauma, rimossa …” – M.Campanale.  

BIOGRAFIA

MICHELL CAMPANALE

pittore scultore

Maestro Michell Campanale e’ pittore e scultore da oltre 35 anni. Talento sin da tenera eta’, (1981 e’ datata la sua prima opera, all’eta’ di soli 11 anni) e autodidatta nella prima fase della sua ricerca e produzione  artistica, approfondisce successivamente gli studi a Milano parallelamente a un’ambiziosa ricerca in filosofie orientali e teosofie, occidentali e orientali, percorrendo un singolare e personale approfondimento in “semiologia dell’arcaico” e simbologia del sacro (ponendo particolare attenzione, ispiratosi a Joan Miro’, sull’origine grafica,”artistica e spirituale/esotherica” dei moderni linguaggi, e sui “Linguaggi Primordiali di Colori e Simboli”) celebrando tutto l’imponente bagaglio artistico culturale accumulato, in un’importante lezione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera ( “Dall’archetipo al simbolo , dal Segno alla Forma” – Lezione di Brera, Accademia di Belle Arti, 1^Cattedra di Pittura – Milano, 13 Aprile 2010, ) e successivamente in una importante mostra a Milano supportata da Banca Mediolanum ( “ARCHETIPI: suoni colori e simboli dalle origini dell’Universo”, Milano 3 aprile 2014) patrocinata dall’ex Provincia di Milano. Dal 2011 e’membro della Societa’ di Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. In qualita’ di art director e curatore, il maestro vanta oltre 600 eventi artistico-culturali, con la partecipazione di altri artisti italiani ed esteri, e con la sinergia tra arti visive e musicali, letterarie e cinematografiche, creando importanti festival e art-contest di livello nazionale,  mutati successivamente in veri e propri format e programmi  televisivi di arte e cultura. Attualmente vive ed opera a Milano, dedicandosi soprattutto, negli ultimi anni,  alla diffusione artistica per la promozione della cultura e della conoscenza , forte di un network internazionale, mi.a.m.i.t mobile virtual museum  che conta oltre 150 artisti da Italia ed Estero. (continua al link:http://www.lapermanente.it/socio/michell-campanale/)

  

  GIOVEDI 28 NOVEMBRE dalle h18,00

  

VILLA LITTA MODIGNANI

Salone delle Arti della Biblioteca

Viale Affori 21, Milano (MM 3 Affori Centro)

  Orari visita a ingresso libero: dal lunedi al venerdi dalle 10,00 alle 18, 00

dal 28.11 al 10.11.2019

ringraziamenti:

  1. Giuseppe Antonio Lardieri 

Presidente Municipio 9 Milano

  1. Armando Vimercati 

Direttore Biblioteca di Villa Litta Milano Affori

Ufficio Stampa e Comunicazione:

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Autore dell'articolo: La Redazione

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