90 minuti – Recensione

90 minuti
Recensione
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Arpad Weisz allenatore e giocatore di calcio, uomo di calcio, nella sua filosofia di vita e del mondo, uomo innamorato della sua famiglia, ebreo di genitori ebrei per questo scacciato dall’Italia fascista a causa dell’onta vergognosa delle leggi razziali, fuggito a Parigi prima ed in Olanda dopo, viene catturato dai tedeschi e nel campo di concentramento ad Auschwitz trova la morte.
90 minuti prima di morire, con il suo compagno di prigionia, ricorderà la sua vita dedicata interamente con passione e dedizione, al suo lavoro, al gioco del calcio, dal quale ha tratto tutta la sua essenza di uomo e di tecnico, a 90 minuti dalla fine ripercorre il suo cammino fatto di felicità e tristezza, come la vita di tutti noi, di tutti noi esseri umani.
Questa la grande forza di un uomo, che rievoca in una delle ore più devastanti e terribili del genere umano, ricordi che sanno di speranza, di un eredità spirituale coraggiosa, questo uomo ci insegnerà la forza del coraggio anche nel momento più disperato in cui tutto è finito. Ci insegnerà anche la convenienza e la miseria di un genere umano, che non sa dire di no al male anche quando questo è evidente e vicino.
Un bellissimo lavoro scenico, carico di emozione, di poesia ,di forza, di insegnamento, Ettore Distasio e Muaro Negri ci regalano con la bellissima regia di Francesco Leschiera, uno spettacolo denso ed intenso  che ci ricorda di come dovremmo essere più attenti al male e alle sue forme, di come forse una volta per tutte dovremmo smetterla di guardarci e guardare il mondo con le sue sovrastrutture, e riconoscerci per ciò che veramente usiamo indipendentemente dal denaro, dalla politica, dalla razza esseri umani tutti simili uno all’altro.
Andatelo a vedere in questo fine settimana al factory32.
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Silvio Olivetti BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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