“Richard Jewell” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 16 Gennaio 2020

“Richard Jewell”

Recensione in Anteprima.

Al Cinema dal 16 Gennaio 2020

Clint Eastwood come regista ormai dirige con “il pilota automatico”; come Woody Allen arriva in maniera quasi perfettamente scadenzata il suo nuovo film. autori di questo tipo lavorano sempre alla stessa maniera, in particolare Eastwood è conosciuto per fare pochissime prove e spesso usare il primo Ciak di una scena come quello definitivo che poi vediamo sul grande schermo. Quello che diversifica i suoi lavori e che alcuni di questi ci rimangono più impressi sono le storie oppure un’interpretazione particolarmente sentita. “Richard Jewell” ha dalla sua parte entrambi questi fattori; la storia non è stata mai raccontata sul grande schermo e si presta particolarmente per la raffigurazione dell’eroe casuale ma integerrimo nel suo senso del dovere anche di fronte alle ingiustizie subite. Dall’altra parte abbiamo per l’ennesima volta Sam Rockweel nel ruolo dell’avvocato Watson Bryant che difende Jewell e sopratutto il protagonista Paul Walter Hauser.
Il problema però sta in tutto il resto. Sfortunatamente tutti i personaggi che circondato Jewell e Bryant rappresentano delle idee schematiche e troppo relegate a un senso di déjàvu. La giornalista senza scrupoli, l’agente dell’FBI ottuso, la madre chioccia e cosi via. C’è il marcato desiderio di far provare a noi spettatori forte indignazione verso tutto quello che Richard Jewell sta subendo ma il tutto progredisce in maniera troppo schematica, precisa nella sua continuazione e senza mai veri guizzi estetici o narrativi. Questo è il vero problema nel realizzare pellicole in questa maniera troppo simile a se stessa e troppo riconoscibile in uno stile che non cambia quasi mai.
La storia di Richard Jewell merita di essere vista e divulgata e il film realizzato da Clint Eastwood è certamente degno di tale visione. Il problema sta quindi nell’avere una bella storia (anche se particolarmente romanzata) supportata da due ottime performance di attori ma se il tutto viene narrato in modo troppo basilare, preciso e addirittura noioso si perde tutto quel potenziale che si aveva e la pellicola viene facilmente dimenticata
Andrea Arcuri BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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