Middlesex – Jeffrey Eugenides. Recensione

Middlesex

Jeffrey Eugenides.

Recensione

Middlesex” è un romanzo scritto da Jeffrey Eugenides (già autore del “Giardino delle vergini suicide” del 1993 portato alla fama internazionale dall’omonimo film di Sofia Coppola), pubblicato da Mondadori nel 2002 e vincitore del premio Pulitzer nel 2003. Il primo incontro tra me e questo libro è stato un vero colpo di fulmine. Ho letto del libro in un altro romanzo (curioso ma vero) “La vita inizia quando trovi il libro giusto” in cui la protagonista lo definisce un capolavoro e da lì, incuriosita dal titolo, ho cercato subito la trama per trovare la conferma di ciò che già pensavo: “Prossimo acquisto, garantito”. Il titolo è intrigante di per sé e, nonostante Middlesex sia una contea dello stato americano del New Jersey in cui il protagonista si trasferisce, già suggerisce un dettaglio fondamentale che fa da specchietto per le allodole. Calliope o Cal è per una parte la protagonista ed in seguito il protagonista di una storia che compie un giro immenso partendo dagli anni 20 in Grecia per poi svolgersi principalmente tra Detroit e Middlesex, USA, per concludesi poi nei primi 2000 a Berlino, Germania. Middlsex, che letteralmente significa sesso di mezzo, racconta di un ermafrodito, creatura mitologica nata dall’amore tra Ermes ed Afrodite che nella vita reale ha poco di mitologico e molte difficoltà a trovare il suo posto prima in sé stessa e di conseguenza nel mondo. Eugenides spiega il perché del problema genetico di Cal raccontando dei suoi nonni greci (che allo stesso tempo sono anche i suoi prozii…) divenuti immigrati americani e dei suoi genitori, statunitensi di prima generazione, e di come il personaggio arrivi piano piano a comprendere la sua natura, inizialmente spaventosa quando hai 14 anni negli anni 70. Dubbi, scoperte, anche sessuali, e riflessioni porteranno Calliope a voler essere Cal, ad assecondare la sua natura maschile dominante che stava prepotentemente cercando di uscire, non senza traumi e resistenze. Nonostante le enormi difficoltà fisiche e psicologiche che la condizione di intersex comporti, il romanzo riduce i momenti drammatici al minimo necessario ponendo l’accento sulla maturità, la consapevolezza e l’autodeterminazione di Cal che rifiuta Calliope, sua identità per 14 anni, per accogliere Cal il suo nuovo io che non aveva però mai smesso di bussare con segnali continui fisici, psicologici ed emotivi. Middlesex è un bellissimo romanzo di formazione personale e culturale: la Grecia dei primi del ‘900 in così netto contrasto con un’ America ricca e moderna in continua evoluzione, la grande depressione americana del 29 che diventa poi il sogno di vita per antonomasia degli anni 50 passando per la rivoluzione hippy e l’alienante guerra in Vietnam degli anni 70. Interessantissima soprattutto l’evoluzione dell’identità di genere di Calliope/Cal argomento mai così attuale come nei giorni nostri.

Unica nota di demerito però devo darla però a chi ha tradotto il libro: nella lingua inglese il congiuntivo non esiste, vero, ma in quella italiana sì…per favore usatelo, ne risente anche un libro dalla trama così potente.

Francesca Vivalda BlaBla News

Autore dell'articolo: La Redazione

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