Di terra, di mare, di cielo – Barbara Cobianchi. Recensione

Di terra, di mare, di cielo

Barbara Cobianchi.

Recensione

 

Gli antichi romani distinguevano il loro teatro comico in “comediae motoriae” e “comediae statariae”. Inutile dire che le prime siano molto movimentate nella trama, mentre le seconde danno più spazio alla riflessione.

Questa mia introduzione non vuole assolutamente affermare che il libro di Cobianchi sia una commedia (non lo è affatto). Semplicemente voglio dire che in questa vicenda sembra davvero succedere ben poco.

Sembra…

La sensazione strana è che questo apparente ‘nulla’ mi ha creato un interesse a proseguire: vuoi i dialoghi, vuoi alcuni dettagli, alla fine rimani incuriosito su dove questo titolo voglia andare a parare (lettore, stai attento, il perché del titolo affiora dalle pagine stesse…)

In realtà, il testo di Cobianchi illustra uno spaccato di vita di una famiglia arcobaleno, mettendo in evidenza tutte quelle che possono essere le sfaccettature nelle interrelazioni familiari. E quella che parrebbe una staticità, altro non è che un voler riparametrare il legame che Leo e Bart hanno instaurato con la loro figlia Sarg. Un importante ruolo, in questa ricostruzione, è assunto da Saro, giunto in mezzo a questi personaggi in un modo a metà tra il rocambolesco ed il surreale. Non è il caso, quindi di soffermarsi alle semplici apparenze.

Tra l’altro, vorrei sottolineare che l’autrice si cimenta a descrivere la quotidianità di due uomini alle prese con Sarg adulta, riuscendo abbastanza bene nell’impresa di delineare come queste due figure maschili si rapportino tra loro, giorno per giorno. Chi mi legge, sa quanto sia sensibile a questo gioco delle parti (autore-protagonista femminile/autrice-protagonista maschile) che da un po’ di tempo a questa parte sembra essere diventato una sorta di tendenza della letteratura più recente. Probabilmente, rappresentare la stessa storia con due donne avrebbe permesso un minore sviluppo della trama. Oppure sarebbe stato meno stimolante per la scrittrice sviluppare una storia così.

La parte finale del libro mostra risvolti della trama più legati all’azione che alla riflessione: rispetto alla prima metà risulta più coinvolgente anche per una componente di suspense creata da alcuni episodi capitati ad alcuni dei protagonisti, ma soprattutto dall’interrogativo riguardante la ristrutturazione degli affetti, obiettivo iniziale: avverrà o no?

E’ ovvio che per avere una risposta, è necessario procurarsi il libro…

 

Enrico Redaelli Blabla news

Autore dell'articolo: La Redazione

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