Criminali come noi – Recensione in anteprima – Al cinema dal 20 febbraio 2020

Criminali come noi
Recensione in anteprima
Al cinema dal 20 febbraio 2020
Il film si apre con una voce fuori campo che distingue le persone tonte da quelle oneste. Solo che alla fine del discorso, la suddetta voce conviene sul fatto che le due categorie in qualche modo coincidano. Questo incipit mi serve per far capire il taglio ironico/comico/realistico della pellicola.

E’ opportuno un cenno di trama. Siamo in uno sperduto paese di provincia argentino, a cavallo del 2001, poco prima del momento in cui il governo congela i conti correnti per motivi di carattere economico. Peccato che, poco prima di questo provvedimento, il gruppo protagonista della storia abbia depositato in banca una cospicua somma di dollari (perduta anche per la complicità di una truffa commessa ai danni di questo stesso gruppo) che doveva essere utilizzata per realizzare un importante investimento.

Da questo antefatto lo spettatore si trova catapultato in un’empatia progressiva con i personaggi della trama: il ritmo in crescendo della vicenda coinvolge sempre di più chi guarda lo schermo portandolo a fare il tifo per questa banda di ‘peones’ della rivalsa. Saranno stati anche tonti, ma non si danno per vinti e cercano in tutti i modi di riavere indietro il denaro smarrito.

In mezzo alle peripezie che i nostri eroi si trovano a vivere, non manca anche un momento di citazione cinematografica, assai mirato all’interno del plot e non piazzato come semplice sfoggio di cultura filmica.

In mezzo alla suspense creata ad arte per la circostanza, traspaiono anche momenti di sana comicità che fanno trascorrere in modo intelligente le due ore di durata: le battute hanno i tempi giusti e non vogliono strafare. Per questo, nella loro spontaneità, permettono una serie di risate che contrappuntano con giusto calibro i momenti di tensione.

Il cast è decisamente poco noto al grande pubblico italiano. Al suo interno spicca sicuramente Ricardo Darìn, forse un po’ più in luce rispetto ai suoi ‘compagni di viaggio. Ciò non vuole togliere nulla alla bravura degli altri attori che si innestano armonicamente nell’insieme del plot.

Il film è tratto dal libro di Edoardo Sacheri dal titolo “La notte degli eroici perdenti”, del 2016. Lo scrittore ha collaborato con il regista (Sebastiàn Borensztein, altro nome decisamente non mainstream) per quanto riguarda la stesura del copione.

Per la moda di questi tempi è un film anomalo perché non c’è il nome di richiamo al suo interno, perché la storia si articola su cadenze non lente, ma di sicuro non esageratamente adrenaliniche come si vedono adesso. La stampa accreditata lo ha paragonato ad una sorta di “Ocean’s eleven” in salsa sudamericana.

Se vi piacciono i film di nicchia (a me, se son fatti così, piacciono) questo è il vostro film: direi anche di correrlo a vedere appena esce perché ho idea che non riuscirà a restare molto tempo nelle sale.

Io dico che solo che non è mai stato così bello e divertente essere ‘tonti’ insieme agli interpreti di questa storia.

Enrico Redaelli Blabla news

Autore dell'articolo: La Redazione

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