L’effetto virus sull’economia

L’effetto virus sull’economia

“Il governo ha avviato un percorso per individuare misure per contenere l’impatto dell’emergenza sul nostro sistema economico e produttivo, a partire da forme di sostegno all’attività e l’export delle aziende coinvolte”. Lo ha scritto su Facebook il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Le preoccupazioni del ministro si riferiscono al coronavirus, la parola più in voga in questo inizio di 2020. L’emergenza non riguarda solo la salute delle persone, il virus contagia l’economia mondiale.

Il primo Paese a subire le conseguenze dirette del problema sanitario è senza dubbio la Cina. Il blocco delle attività produttive costerà – dati di Oxford Economics – al Dragone due punti di percentuale di Pil nel primo trimestre dell’anno del topo, fissando la crescita per il 2020 al 5,4 per cento (basso per gli standard cinesi) invece del 6 per cento preventivato dagli esperti (prima dellallarme contagio).

La produzione cinese è ridotta ai minimi termini. Secondo fonti di chi scrive, gli operai devono essere autorizzati ad entrare in fabbrica dopo un accurato screening sulla temperatura corporea; non sono permesse riunioni nella stessa stanza e fuori dall’orario di lavoro è consentito uscire di casa solo per procurarsi cibo e generi di prima necessità. Tutto questo a centinaia di chilometri da Wuhan, la città di undici milioni di abitanti epicentro dell’epidemia.

E in Italia? Secondo i recenti dati pubblicati dall’Istat, la produzione industriale italiana del 2019 è in forte flessione: nel solo mese di dicembre il calo è stato del 2,7 per cento rispetto al mese precedente, dell’1,4 per centorispetto al trimestre precedente e addirittura del 4,3 per cento rispetto al dicembre 2018. Se a questi problemi congeniti di stagnazione si aggiunge l’emergenza coronavirus sul mercato economico globale, la situazione può diventare molto preoccupante.

Il blocco dei voli tra Italia e Cina firmato dal ministro della salute il 31 gennaio scorso ha fatto storcere il naso a molti imprenditori italiani. Le grandi e piccole aziende temono un impatto seriamente negativo su molti comparti produttivi, soprattutto il lusso e il turismo.

L’Italia è il Paese europeo preferito dal viaggiatore cinese. Nel 2018 gli alberghi italiani hanno registrato circa quattro milioni di arrivi dalla Cina, con un turista che,durante la sua permanenza in Italia, ha aumentato la spesa giornaliera a 151 euro pro capite. Attualmente tutto è bloccato e secondo le stime il mese di febbraio 2020 perderà circa 500mila visitatori orientali. “Il coronavirus è un altro cataclisma che arriva a Venezia dopo la grande alluvione. Il virus pesa moltissimo sul turismo” ha dichiarato Luca Zaia, presidente della regione Veneto.

Davide Debernardi Blabla News

Autore dell'articolo: La Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *